Allegri: “Col Chelsea potrei stravolgere la formazione”

Le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Chelsea

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Massimiliano Allegri, da vecchio marpione, ha cercato di non dare vantaggi all’avversario durante la conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Chelsea. “Ho un po’ di idee confuse – esordisce – A parte gli scherzi deciderò domani mattina. A parte Ramsey sono tutti a disposizione. Domani ci vuole una partita tecnica contro una squadra fisica e solida. Tuchel ha fatto un grande lavoro. Sono forti in contropiede e su palle inattive. Sarà un bel test sulle palle inattive. Magari riusciamo a non prendere gol. Ma sarà una partita difficile in cui dovremo essere calmi. Difesa a tre? È il primo dubbio, ma come ho spiegato dipende da quando hai la palla. Premio Champions? Ce l’ho. È un’ambizione, un desiderio di vincere. È quello che ti porta a fare cose straordinarie. Domani giochiamo con i campioni, sarà una serata magnifica. Serve l’emozione di giocare queste partite per fare cose straordinarie. Solo così puoi arrivare in cima. Se ti poni l’obiettivo di passare il girone e poi vediamo… Nulla. Il nostro desiderio è arrivare in finale. Poi non so se ci arriveremo, uguale allo scudetto. È questo che fa la differenza in una grande squadra. Poi non si può vincere tutti gli anni, vincere è una cosa straordinaria. Ma è quello il desiderio che dobbiamo avere”.

Davanti è emergenza vista la concomitante assenza di Dybala e Morata: “Abbiamo giocatori con caratteristiche diverse, l’unica punta vera è Kean. Cercherò di metterne due o tre davanti a seconda delle caratteristiche. Bernardeschi? ha ottime potenzialità inespresse. Ha un motore talmente importante, ma ogni tanto gioca un po’ da fantasista. Ma lui deve fare una partita di sostanza, arriva al tiro in un certo modo e attacca l’area in un certo modo. Con Sampdoria e Spezia ha fatto bene, ma tutto parte dalla testa. Serve cattiveria quando hai la palla. Rabiot è a disposizione. Adrien sulla falsa riga di Bernardeschi. I giocatori alla Juve sono tutti tecnicamente validi. La differenza passa in quello che hai nella testa, dall’obiettivo personale al servizio della squadra alla voglia di mettersi in discussione e migliorarsi. Conta la  cattiveria che hai nel tirare in porta – insiste – nell’allenarti, nel passare il pallone. A volte manca un pezzetto. Io fossi in lui sarei arrabbiato. Ha fatto 10 gol in due anni in Italia, non esiste. Sono tutte cose che deve migliorare e credo che quest’anno lo farà. Vi do tre titolari? Szczesny, Locatelli e Alex Sandro. Danilo? Gioca. Più avanti? Non lo so”.

È una Juve più giovane quella che si affaccia a questa Champions League, ma non per questo di minore caratura, sottolinea Allegri: “Non sono giovani, ce ne sono alcuni con meno esperienza internazionale. Domani voglio vedere una squadra che gioca tecnicamente bene. Ci vuole pazienza – dice il mister bianconero – ma bisogna divertirsi a giocare queste partite, che è naturale. Ma sappiamo che abbiamo di fronte una squadra che se sbagli ti punisce. Voi mi direte che è successo anche in Italia e avete ragione. Arthur? È ancora molto indietro, abbiamo fatto dei test fisici. Nella sosta giocheremo due amichevoli per metterlo nelle migliori condizioni e per far giocare chi lo ha fatto di meno. Bentancur? È cresciuto molto, domenica poteva fare gol tenendo basso il pallone e invece ha fatto una grande parata Audero. Da solo non può fare la regia di una squadra, Locatelli gli dà una mano. Si danno una mano a vicenda perché non possono farlo da soli in questo momento. Kean? Non deve avere responsabilità. Deve giocare e fare gol che è una cosa che fa meravigliosamente bene. Calcia bene davanti alla porta, chiude bene le azioni, attacca bene la profondità. Deve migliorare nel giocare con la squadra. Ma per l’età che ha, ha già una buona esperienza. Chiesa? Mi aspetto quello che sta facendo ora e ancora meglio. Per fare un’annata come quella dell’anno scorso… Non era semplice. Fare un Europeo in cui ha segnato gol decisivi lo ha messo nella condizione che tutti si aspettano di più. La crescita si è accorciata, per lui quest’anno è importante e più difficile. Deve imparare tante cose”.

L’atteggiamento generale della Juventus contro il Chelsea quale dovrà essere? “Bisogna dare pressione giusta ma allo stesso tempo bisogna giocare bene con più passaggi fatti meglio. Non puoi giocare 90 minuti in pressione sull’avversario. Devi respirare per poi recuperare subito”, conclude Allegri.

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Chiellini: “Partita stimolante”

Prima di mister Allegri, ha parlato in conferenza stampa il capitano Giorgio Chiellini: “Sarà la gara più facile, il mister ce l’ha detto. Sono partite belle facili da preparare – esordisce il numero 3 della Juventus – L’attenzione è massima: giochiamo la prima in casa in Champions contro i campioni d’Europa. Sarà una partita stimolante, tutto l’ambiente non vede l’ora di vivere questa grande serata. In Champions non abbiamo preso gol, speriamo sia di buon auspicio. Non dobbiamo prendere ripartenze. Loro sono una squadra compatta. Serve pazienza e velocità di gioco. Non dobbiamo esaltare le loro qualità migliori. La sfida con Lukaku? È limitante parlare della mia sfida con lui. La fortuna sarebbe fare una partita con grande equilibrio in cui concediamo poco spazio ai loro giocatori offensivi. In quelle situazioni sono immarcabili per il 99% dei difensori, dovremo essere molto attenti. Lukaku in primis è un giocatore che hanno pagato tanto e ha rinforzato una squadra che anche senza di lui hanno vinto la Champions non a caso”.

Quanto alle aspettative di questa Champions League, Chiellini aggiunge: “L’importante è passare il turno che è quello che ci aspettiamo. Poi da febbraio si aprono mille dinamiche tra sorteggi, squalifiche, infortuni che possono cambiare il corso della stagione. Ora è inutile fare programmi a lungo termine. Dobbiamo lavorare e giocare, consapevoli che dobbiamo crescere e delle nostre qualità. Dobbiamo analizzare tutto con il giusto equilibrio. Ormai siamo una squadra abbastanza esperta. Chiesa l’ha fatta l’anno scorso, forse Locatelli è alla prima esperienza. Giocare contro i migliori aiuta a crescere, mi ricordo che quando ero giovane non vedevo l’ora di giocare queste partite. Così alzi il tuo livello. Poi durante il campionato lavori sulla quotidianità. La cosa più importante è fare i tre punti nel girone. Ci permetterebbe di arrivare con lo Zenit al match point. Non è cosa da poco e potremmo gestire al meglio le ultime partite. Ma la consapevolezza deve darcela la prestazione, al di là dei piccoli episodi che decideranno. Serve solidità, forza e grande entusiasmo”.

Se gioca Chiellini, de Ligt dovrebbe stare fuori alimentando probabilmente nuove polemiche… “È al livello mio e di Bonucci, ma ha caratteristiche diverse. Nel primo anno dopo un inizio non esaltante ha fatto un post lockdown devastante. L’anno scorso, infortunio a parte, ha fatto una stagione importante. Ora si porta dietro la scia negativa dell’Europeo, anche mediatica. Ha grandi margini – insiste Giorgio – a 22 anni, ma è già bravo adesso. Ha uno strapotere fisico che usa ancora poco ma è un giocatore di grande livello internazionale. Indicazioni in difesa? Le richieste sono sempre quelle e cambiano di partita in partita. Giocare con Cuadrado è diverso che giocare con Danilo. Cambia se giochi con un centrocampo più fisico o tecnico. Stiamo cercando di ritrovare i principi che avevamo tralasciato per fare un calcio diverso, senza dire se migliore o peggiore. Bisogna ritrovare il filo per trovare solidità che poi dà quell’autostima che ha portato a fare un percorso straordinario in Italia e in Europa”.