Allegri: “Dopo Cardiff ho pensato di lasciare la Juve”

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Massimiliano Allegri ha pensato di lasciare la Juventus dopo la sconfitta in finale di Champions a Cardiff. Qualcuno pensava che il tecnico toscano sarebbe andato via in caso di vittoria, invece, sarebbe stato sostanzialmente il contrario. Lo ha dichiarato oggi lo stesso allenatore della Juve raggiunto da Premium Sport nella sua Livorno. “Tutti pensavano che me ne sarei andato in caso di vittoria, al limite lo avrei fatto in caso di sconfitta – spiega Allegri – Ho dovuto pensare per capire cosa avessi dentro e ripartire nel migliore dei modi. Ho parlato con la società e ci sono i presupposti per fare un’altra grande stagione”.

Dopo tre double consecutivi e due finali di Champions in tre anni, la stagione 2017-2018 sarà comunque più difficile per la Juve, poiché le avversarie si stanno rafforzando, il Milan su tutti.

“Quest’anno sarà un anno molto più difficile – continua Allegri – , perché dopo tre stagioni con scudetti, Coppe Italia, finali di Champions e Supercoppe è normale guardarsi dentro, perché al limite dopo rischi di fare un patatrac. Invece, poi dopo velocemente ho deciso, ho parlato con la società e ci sono tutti i presupposti e la voglia per fare una grande stagione. Sarà una sfida nella sfida. Una sfida dentro noi stessi, dove dobbiamo cercare di migliorare la qualità del gioco”.

Tornando per un attimo alla finale persa lo scorso tre giugno dalla Juventus contro il Real Madrid, il tecnico bianconero ammette di aver riguardato le immagini. A freddo ripercorre così la triste notte gallese, ma sottolinea che la stagione di Madama rimane storica.

“Il primo tempo è stato un primo tempo ben giocato – ricorda – . E direi che noi abbiamo tirato più in porte. Il secondo tempo è stata una partita dove loro ci hanno dominati. Sono stati più bravi. Direi hanno vinto meritatamente questa finale è da questo dobbiamo ripartire senza fare drammi, senza passare per grosse delusioni e depressioni, come ho sentito in questi 12 giorni che sono in giro. Bisogna anche guardare il bicchiere mezzo pieno – insiste Allegri – che è quello di aver vinto un altro scudetto che è il sesto, quindi è leggenda. Aver vinto tre Coppa Italia di seguito e aver giocato due finali di Champions. Un secondo tempo in quella maniera è una finale persa, mettetevela come vi pare, non può cancellare l’annata straordianria dove Roma e Napoli hanno fatto il record di punti della loro storia”.

Per la prossima stagione, dunque, il primo obiettivo che fisserà il presidente Agnelli sarà inevitabilmente il 7° scudetto consecutivo, ma la finale di Kiev è il sogno di tutti i tifosi.

“L’obiettivo primario è quello che è nel Dna della Juventus, ovvero lo scudetto, poi dopo c’è la Coppa Italia e la Champions. Direi che la Juventus negli ultimi tre anni si è assestata bene tra le prime otto – evidenzia ancora il tecnico toscano – ed è quello l’obiettivo che la Juventus deve perseguire. Poi in Champions hai visto che un anno puoi fare i quarti di finale, come puoi fare la semifinale e puoi fare la finale. Però l’obiettivo deve essere quello. Quest’anno sarà molto più difficile perché ci sono le cinque squadre inglesi, ovvero Chelsea, Tottenham, Manchester City, United e Liverpool che saranno competitor agguerrite e quindi bisognerà farsi trovare pronti”.

Quando al mercato, infine, Allegri chiaramente non si sbilancia, anche se qualcosa la lascia intendere.

“Con Spalletti l’Inter fa un salto di qualità, il Milan sta facendo un grande lavoro. Noi? Numericamente, a parte in attacco, siamo a posto, bisognerà sostituire quelli che partiranno ma in questo la società è bravissima e sa cosa fare. Douglas Costa è uno degli obiettivi, mi piace, è molto bravo. Bernardeschi è un giocatore di grande prospettiva per la Nazionale. De Sciglio dal Milan? In difesa siamo a posto. Schick in prestito? Non è ancora arrivato, ma posso dire che è un giocatore che fa cose non normali. N’Zonzi non è una mia richiesta, parlo con la società e valutiamo i migliori rinforzi”, conclude.