Al solito… Allegri batte Sarri

Nel post partita le parole dell’ex tecnico che confermano un amore mai esistito con la Juventus

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Buona vittoria della Juventus sul campo della temibile Lazio. Partita tosta e giocata con massima concentrazione. Vittoria ineccepibile e meritata. Pare che Allegri e Sarri si siano incontrati 11 volte e lo score è 8 a 3 per Allegri. Ci sarà evidentemente un motivo. Lo spartito è il solito. Sarri che prova a fare la partita con il suo lungo possesso palla, cercando di arrivare in porta con il pallone. Dall’altra la Juve che gioca bassa, si difende e prova a colpire in campo aperto. Alla fine la Lazio praticamente non trova mai uno spiraglio e non tirerà mai, mentre la Juventus fra Morata, Kean e Chiesa riuscirà a mettere insieme 4/5 occasioni da gol. Szczesny praticamente inoperoso. Si è vinto grazie a 2 rigori che c’erano entrambi. Non è fortuna. Intanto è poca destrezza dei laziali che entrano veramente male in area, ma soprattutto è la riprova che la Juventus ogni volta che arrivava nell’area avversaria per i nostri avversari crea un bel problema. I rigori sono clamorosamente netti entrambi alla faccia di Sarri che dice il contrario, anzi sul secondo gol c’è un probabile rosso non dato a Reina come sono mancati moltissimi gialli a Cataldi, Lazzari e Pedro soprattutto autori non solo di fastidiosissime simulazioni, ma anche di reiterate proteste.

Allegri incarta Sarri

La Juve gioca come sa e come gli riesce meglio e quando gioca così spesso è efficace. Ogni volta che la Juventus è riuscita a inibire gli attacchi avversari e subire pochissimo ha sempre portato a casa vittorie; altresì quando se l’è giocata a viso aperto sono arrivate sconfitte e pareggi anche contro squadre piccole. Allegri ne fa una questione principalmente di approccio. Secondo me è anche una questione di uomini. La Juve ha due centrocampisti che sono degli incursori Mckennie e Rabiot. Giocatori che non hanno un abile controllo di palla, quindi non sono cosi avvezzi a fare palleggio mentre sono assolutamente a loro agio se lanciati in campo aperto. Non ne parliamo degli attaccanti che fra Kean, Morata, Chiesa, Kulusevski e l’assente Dybala sono quasi tutti, chi più chi meno, degli abili contropiedisti. Chiesa lanciato lungo se affronta un avversario 90 su 100 lo salta di netto, tanto per fare l’esempio più eclatante. Qualcuno ha detto ”Allegri anche questa volta glie l’ha incartata a Sarri”, direi proprio di si.

Un amore mai iniziato

E chiudiamo con le parole dell’allenatore laziale: ”Dei tifosi della Juventus non mi importa nulla io ho lavorato lì, ho allenato grandi campioni, del resto non mi importa”. Direi che se ce ne fosse ancora bisogno Maurizio Sarri si rivela per quello che è. Io non ho mai sentito nessun allenatore parlare in questi termini di tifosi di squadre prima allenate, a meno che non ci fossero stati problemi e o contestazioni, cosa che con i tifosi della Juve (fra l’altro assenti per covid) mi pare non ci fossero proprio. L’ho spiegato in mille salse che Sarri già a novembre dello stesso anno aveva capito di trovarsi in un posto dove non voleva stare. A Sarri non siamo simpatici, non sta simpatica la Juve e tutto quello che è Juve. Si comprò diverse polo blu per far le conferenze stampa salvo la Juve obbligarlo a fargliele fare almeno con la tuta ufficiale. Anche il rigore clamorosissimo di Lazzari diventa ”il solito rigorino che danno alla Juve”. Ripeto, ve l’ho spiegato e rispiegato mille volte che il primo a voler la chiusura del rapporto con la Juventus è stato quest’uomo qui, che è stato tutt’altro che maltrattato visto che è stato sopportato un anno e forse con il senno di poi andava esonerato a novembre. Lo ringrazio per lo scudetto che ci ha portato, fra l’altro non da solo, ma con tutta la squadra, ma lo ringrazio soprattutto che si è tolto dai piedi.