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Ajax – Juventus: a volte si (r)incontrano

Ajax Juventus l'analisi tattica

22 maggio 1996, Roma, stadio Olimpico. Vladimir Jugović trafigge van der Sar piazzando in buca d’angolo il rigore decisivo. Subito dopo è un tripudio bianconero. Capitan Vialli alza al cielo la coppa dalle grandi orecchie, il trofeo internazionale più ambito e prestigioso per le squadre di club. È questo il ricordo più piacevole, indelebile, quello che scalda davvero il cuore di tutti i tifosi juventini fra i dodici precedenti legati ad Ajax e Juventus. L’ultimo risale al 25 febbraio 2010, quando la Vecchia Signora pareggiò a Torino (0-0) con i Lancieri e si guadagnò il pass per gli Ottavi di Finale dell’Europa League.

Nove anni dopo, stavolta per la Champions, dalle urne di Nyon il destino ha deciso che Ajax e Juve dovranno sfidarsi nuovamente, mercoledì 10 alle 21:00, ma in questa circostanza per contendersi l’accesso alle semifinali. Gli olandesi si avvicinano al big match contro Madama dopo aver inflitto un sonoro  4-1, in trasferta, al modesto Willem II. 71 i punti in classifica per i Godenzonen nell’Eredivisie, al comando in coabitazione con il PSV Eindhoven quando mancano cinque giornate al termine del campionato. La Juventus, invece, è reduce dal 2-1 dell’Allianz Stadium con un buonissimo Milan. Bianconeri molto bene nelle primissime battute di gara, in cui sono partiti premendo sull’acceleratore. Ma nella parte centrale dei primi 45 minuti, sino alla conclusione del primo tempo, i rossoneri sono saliti in cattedra disputando una partita a dir poco positiva; mentre nella seconda frazione gli uomini di Allegri sono cresciuti gradualmente sotto tutti gli aspetti, complice anche il vistoso calo atletico del Diavolo nell’ultima mezz’ora.

L’Ajax, eccezion fatta per l’indisponibilità di Mazraoui, si presenterà alla Cruijff Arena al completo. 4-3-3 il probabile modulo scelto da ten Hag, che sembrerebbe intenzionato a schierare: Onana; Veltman, de Ligt, Blind, Tagliafico; van de Beek, de Jong, Schone; Ziyech, Tadić, Neres. Max Allegri, alle prese con le assenze di Cáceres, Chiellini ed Emre Can, sarebbe orientato a varare un 4-3-3 formato da: Szczesny; Cancelo (De Sciglio), Rugani, Bonucci, Alex Sandro (Spinazzola); Khedira (Bentancur), Pjanić, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukić, Cristiano Ronaldo. Nel caso in cui dovesse giocare Dybala dall’inizio si virerebbe verso un 4-3-2-1, con la Joya (centrodestra) e Ronaldo (centrosinistra) alle spalle di Mandzukić.

Ajax – Juventus: le situazioni tattiche

Soprattutto dopo aver sbancato con un clamoroso 4-1 il Santiago Bernabéu di Madrid, eliminando il Real dagli ottavi, l’Ajax si è seriamente candidata a recitare il ruolo di vera outsider dell’attuale edizione della Champions League. I Lancieri propendono per una costruzione bassa, volta alla ricerca immediata degli esterni bassi sempre pronti ad alzarsi e ad aprirsi per sfruttare l’ampiezza del campo, nonché inclini a frequenti sovrapposizioni per provare a creare le classiche situazioni di superiorità numerica sulle corsie laterali. Ma non disdegnano per nulla nemmeno il lancio lungo del portiere mirato alla spizzata e alla conseguente caccia aggressiva della seconda palla. Quando non alzano il pallone, sovente avviano l’azione tramite la Salida Lavolpiana, che prevede il posizionamento del vertice basso di centrocampo (generalmente de Jong) in mezzo ai due centrali difensivi che si allargano con il consequenziale alzamento dei due terzini. Palla avanti – palla dietro – palla nello spazio è un’altra arma spesso utilizzata dall’Ajax, in modo tale da attaccare la profondità, così come la ricerca dell’uomo tra le linee per poi aggredire gli spazi. In fase di non possesso gli orange fanno grande densità in mezzo al campo, mentre nelle transizioni negative sono piuttosto inclini alla riaggressione feroce per riconquistare immediatamente il possesso della sfera.

La Juventus dovrà essere molto abile ad adoperare  le catene laterali, a far girare il pallone da un lato all’altro con estrema fluidità e velocità e a creare situazioni di uno contro uno soprattutto con i macchinosi difensori centrali dei Lancieri, che potrebbero soffrire parecchio la rapidità degli avanti zebrati. Nella fase di non possesso, innanzitutto, sarà doveroso effettuare le marcature preventive in maniera corretta ed efficace per coprire la profondità. Lucidità e cinismo negli ultimi 16 metri saranno due elementi indispensabili per la Vecchia Signora, specialmente al cospetto di una formazione che concede più di qualcosa in difesa. Però il vero diktat sarà liberarsi dall’ansia e mantenere la massima concentrazione per l’intera durata del match, senza fare troppi calcoli cervellotici e, soprattutto, senza accontentarsi. L’appuntamento in questo momento più importante per la Juve è alle porte, e il livello dei decibel emozionali del popolo bianconero sta aumentando vertiginosamente.

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