Agnelli agli azionisti su conti, Superlega, Ronaldo e non solo

Il discorso del presidente della Juventus all’assemblea degli azionisti

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Andrea Agnelli ha parlato durante l’assemblea degli azionisti della Juventus chiamata ad approvare oggi il bilancio al 30 giugno 2021 e l’aumento di capitale da 400 milioni di euro. Tanti i temi toccati dal numero uno della Continassa dopo un minuto di silenzio per Giampiero Boniperti. Di seguito gli spunti salienti per argomento.

La crisi del calcio

“Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società – esordisce Agnelli – Oggi approveremo il bilancio al 30 giugno 2021 e ed eleggeremo il nuovo Consiglio di Amministrazione. È giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente, abbiamo assistito a una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus in questi anni. Nel ciclo 2014-2018 – chiarisce – il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Per questo motivo era arrivato il momento di investire, per pensare in grande. Poi è arrivato il Covid, che ha colpito tutti, e il mondo si è fermato. Nella mia gioventù, la parola ‘quarantena’ non esisteva. Il mondo è cambiato nelle nostre abitudini, ci siamo vaccinati, perché credo che sia la cosa giusta da fare, per noi e per le persone più fragili. Il mondo del calcio ha affrontato una situazione mai vista, con tamponi costanti, ‘bolle’, ed è stato un periodo irreale, che ha comportato poi una serie di crisi, soprattutto economiche. Uno dei principali cambiamenti nel mondo del calcio è stato il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti dei calciatori. Se torneremo alla normalità, potremo avere un consuntivo reale degli effetti del Covid al termine della stagione in corso. Il piano espansivo proposto nel 2019 era credibile allora e lo è oggi, e ha le carte in regola per ripartire – ribadisce – grazie all’aumento di capitale che oggi sottoponiamo alla Vostra attenzione”.

La SuperLega

“Trovo incredibile che ogni tentativo di riformare l’industria del calcio venga sempre accantonato, perché gli interlocutori e gli attori sono disomogenei fra di loro. La governance attuale – accusa Agnelli – non permette a nessuno di assumere una leadership. Ho collaborato lealmente per cambiare un sistema che non tutela gli investitori e non rispetta la meritocrazia sportiva. Basti pensare che tante squadre campioni delle loro Nazioni non partecipano alla Champions League”.

L’addio di Ronaldo

“Avere con noi Cristiano Ronaldo – sottolinea il presidente della Juventus – il più forte giocatore al mondo, è stato un onore e un piacere. Lo ringrazio per averci fatto gioire così tanto. L’unico peccato è stato non avere il pubblico allo stadio per un anno e mezzo su tre. Ma è la maglia della Juventus che richiede responsabilità, non i compagni di squadra o di lavoro. La Juventus è più grande di chiunque abbia avuto l’onore di far parte del suo percorso dal 1897 ad oggi e viene prima di qualunque persona”.

La Juventus presente e futura

“I risultati della Prima Squadra maschile sono stati incredibili – dice Agnelli sull’ultimo ciclo – ma nessuno si aspetta gratitudine e appagamento, perché siamo juventini. Penso però che sia importante avere fiducia nella dirigenza e nella guida tecnica della squadra. Dobbiamo lavorare come un corpo unico, sapendo che la squadra e il gruppo vengono prima di tutto. Siamo tutti utili, nessuno è indispensabile. Come diceva Oriana Fallaci – cita – bisogna amare, lottare, soffrire e vincere. E questo ci deve ispirare: dobbiamo amare la Juventus, lottare per lei, essere pronti a soffrire e avere sempre l’obiettivo di vincere”.