Zibì Boniek: Roma favorita, ma attenti alla voglia di riscatto bianconera | JMania

Zibì Boniek: Roma favorita, ma attenti alla voglia di riscatto bianconera

Su Juventus-Roma, Zibì Boniek, potrebbe scriverci un libro. Tre stagioni in bianconero dall’82 all’85, tre in giallorosso dall’85 all’88: perfetta parità. «Era tutto diverso da adesso, era un altro calcio», confessa. Gli anni ottanta sono finiti da un bel po’, il calcio è cambiato ma per Zibì Boniek Juve-Roma resta sempre Juve–Roma. Boniek, chi vede …

boniekSu Juventus-Roma, Zibì Boniek, potrebbe scriverci un libro. Tre stagioni in bianconero dall’82 all’85, tre in giallorosso dall’85 all’88: perfetta parità. «Era tutto diverso da adesso, era un altro calcio», confessa. Gli anni ottanta sono finiti da un bel po’, il calcio è cambiato ma per Zibì Boniek Juve-Roma resta sempre Juve–Roma.

Boniek, chi vede favorita per sabato?
«La Roma attraversa un bel momento, la Juve no. Dire Roma è facile, ma…».

Ma?
«Ma per certi versi può essere un discorso sbagliato. I bianconeri adesso non se la passano bene, però non dimentichiamoci delle vittorie con l’Inter e con la Sampdoria, che quando arrivò a Torino era in forma smagliante».

Quindi la Roma dovrà essere attenta a non svegliare il can che dorme?
«Dovrà fare attenzione all’emergenza della Juve e alla legge dei grandi numeri. Anche perché, da un punto di vista juventino, non ci potrebbe essere un’occasione migliore per poter ripartire della gara di sabato».

A Roma l’argomento è soprattutto uno: tridente si, tridente no. Lei come la pensa?
«Non vedo nessuna controindicazione nel far giocare insieme Totti, Toni e Vucinic: renderebbe la Roma ancora più forte. Comunque la scelta spetta a Ranieri».

A proposito di Ranieri, sabato sarà anche la sua partita.
«A Torino è stato in un certo senso “sacrificato”. Alcuni giornali gli hanno fatto la guerra, la gente chiedeva alla società di mandarlo via anche se gran parte del merito dell’approdo della Juve in Champions era proprio di Ranieri. Il suo esonero è stato sintomatico del fatto che la Juve di adesso non è più quella di una volta».

Adesso, a Torino, c’è Ferrara e la panchina traballa lo stesso.
«Ho sempre difeso Ciro e continuerò a difenderlo. Dovrebbe essere lo stesso atteggiamento di una società che sceglie un allenatore giovane alla sua prima vera esperienza».

Perché, allora, la Juve non se la sta passando bene?
«Ci sono tante componenti da valutare. Il mercato, ad esempio. Quello della Juve mi è sembrato un po’ strano. Cannavaro non fa più la differenza, Diego e Melo sembravano due grandi acquisti ma la realtà non sta dicendo la stessa cosa».

La Roma, invece, sembra aver fatto bingo con Ranieri.
«La squadra, ha acquisito quel qualcosa in più. I conti, però, si fanno sempre alla fine».

Il suo Juve–Roma più bello?
«Due, entrambi a Roma. Il primo, da juventino, un 1-2 con reti di Falcao, Platini e Brio; il secondo, da romanista, il 3-0 con gol di Graziani, Pruzzo e Cerezo».

Ieri era il diciannovesimo anniversario della scomparsa di Dino Viola.
«Conservo sempre un ricordo molto bello del presidente Viola. Come non posso che parlar bene anche di Boniperti».

La differenza tra i due?
«Boniperti gestiva una società che non era sua, Viola gestiva una società che era sua».

Credits: Il Tempo
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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