Zenga, Ferrara e le lezioni di tattica calcistica | JMania

Zenga, Ferrara e le lezioni di tattica calcistica

Le dichiarazioni sdolcinate del pre gara da parte di Zenga nei confronti di Ferrara (“Uno non deve fare per forza il giro del Mondo per sedersi su una panchina importante, Ciro e’ un grande e merita quello che ha ottenuto”) effettivamente sapevano solo di protocollo. L’ex portiere dell’Inter, da quello che si è visto in …

palermo-juveLe dichiarazioni sdolcinate del pre gara da parte di Zenga nei confronti di Ferrara (“Uno non deve fare per forza il giro del Mondo per sedersi su una panchina importante, Ciro e’ un grande e merita quello che ha ottenuto”) effettivamente sapevano solo di protocollo. L’ex portiere dell’Inter, da quello che si è visto in campo ieri sera, ha dato una lezione di gioco e tattica all’amico Ciro, che definire acerbo è un eufemismo. Francamente non ho mai stravisto per il “tecnico” napoletano, sin dalla sua nomina in estate: chi mi frequenta potrebbe confermare; l’avvento dei baby tecnici senza esperienza non lo vedo come un fenomeno da precorrere. Ho sempre pensato che Guardiola – il simbolo di coloro che pur senza gavetta riescono a sfondare come allenatori – sia semplicemente molto ma molto fortunato ad allenare una squadra come il Barcellona che gioca alla stessa maniera dai tempi di Cruijff sin dalle giovanili. I catalani hanno una cantera straordinaria, capace di sfornare talenti in serie e – soprattutto – già pronti per la prima squadra avendo già nella testa gli schemi tattici.
Ma questa è solo una mia convinzione: torniamo alla realtà. Alla dura realtà, dato che la scoppola rimediata a Palermo darà la stura a tante polemiche. Ed al centro di esse ci saranno Ferrara, alcuni giocatori da lui utilizzati ed altrettanti che invece si ostina a tenere in panchina.
Partiamo da un analisi tattica della partita: Zenga ha schierato il Palermo con una difesa a tre, un centrocampo rapido ed aggressivo arricchito da un Pastore alla Cassano, ovvero senza esatta collocazione sul campo ma con il compito preciso di pressare Felipe Melo quando avanzava e fasce velocissime con Miccoli e Cavani che non danno tregua ai terzini bianconeri. E guarda caso, è proprio da un errore (l’ennesimo) di Melo, pressato da Pastore, che nasce il primo goal.
La mia domanda è la seguente: sapendo benissimo che il Palermo ha due giocatori esageratamente veloci e tecnici sulle fasce e che il 90% dei pericoli creati dalla squadra vengono proprio dagli esterni, perchè si continua a far giocare Zebina sulla destra? Serve un giocatore rapido per arginare uno come Miccoli: era troppo rischioso far giocare Càceres, uno che almeno fa della velocità la sua arma migliore?
La sostituzione Diego – De Ceglie poi, proprio non l’ho capita: Ferrara tenta di allargare il gioco e poi dopo sette minuti fa entrare Trezeguet al posto di Camoranesi, tornando di fatto al 4-3-3. A Zenga è bastato inserire Goian per far rientrare il match negli stessi binari tecnico-tattici di dieci minuti prima. E continuare a prendere la Juve a pallonate…
Il resto è noia mista a delusione: Buffon che si oppone come puo’ alle cannonate dei palermitani, Poulsen inguardabile, Iaquinta che conferma la crisi di fine estate, Amauri che non riesce a segnare ed è meno utile alla squadra del solito, Legrottaglie che conferma la partenza stagionale molto al di sotto di quello che aveva fatto vedere sino ad ora e…. Giovinco in panchina. Una Juve brutta nel complesso, insomma: tre pareggi ed una sconfitta che relegano la squadra bianconera al terzo posto in classifica, con una qualificazione in Champions tutta da conquistare.
Ed ora arriva la sosta per le nazionali, seguita da tre impegni non indifferenti: in casa con una lanciatissima Fiorentina e il match in Champions con il Maccabi Haifa. Nei quali sarà vietato sbagliare. Ancora.

Fracassi Enrico per Juvemania.it

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