Zaccheroni: "Obiettivo, migliorare la classifica" | JMania

Zaccheroni: “Obiettivo, migliorare la classifica”

Alberto Zaccheroni, si presenta alla conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Juventus abbastanza sereno e analizza subito l’ultima sconfitta subita in casa per mano del Palermo: «Credo che sarebbe troppo facile dire che si è persa la partita con il Palermo perché Miccoli ha realizzato un gol straordinario e perché con un disimpegno errato abbiamo regalato …

zaccheroniAlberto Zaccheroni, si presenta alla conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Juventus abbastanza sereno e analizza subito l’ultima sconfitta subita in casa per mano del Palermo: «Credo che sarebbe troppo facile dire che si è persa la partita con il Palermo perché Miccoli ha realizzato un gol straordinario e perché con un disimpegno errato abbiamo regalato il 2-0. L’analisi va fatta non sugli episodi, ma sui novanta minti e nel primo tempo abbiamo fatto bene come movimento di palla, ma non siamo riusciti a dare velocità al gioco e davanti eravamo sterili. La parte difensiva nel primo tempo è stata impeccabile. Nella ripresa siamo calati fisicamente, ci siamo allungati e abbiamo concesso più spazi. La partita di giovedì sera contro l’Ajax credo abbia inciso sul risultato finale più degli episodi concessi».

LA SETTIMANA
«Questa settimana abbiamo avuto qualche giorno in più, ma le verifiche non sono terminate, visto che alcuni elementi sono rientrati solo ieri dalle Nazionali. Sono entrato nell’ottica di fare le valutazioni sempre tra la sera della vigilia e il giorno della partita».

IL RITORNO DI IAQUINTA
«È fuori da quattro mesi, si è allenato tanto a parte, recentemente si aggregato al gruppo e il fastidio si riduce sempre di più. Non può essere considerato al 100%, ma è comunque in grado di darci un buon supporto per una parte di gara».

DIEGO, UN CASO?
«Io penso che il problema di Diego sia esclusivamente fisico ed è dovuto al fatto di giocare tre partite a settimana. Lo scorso anno l’ho visto giocare parecchio attraverso i filmati, sono andato a Udine a vedere Udinese-Werder Brema per seguirlo e credo che rendesse di più. In Germania era entrato in una squadra che si conosceva e che giocava a memoria, qui il processo è più lungo, perché la Juventus ha cambiato sistema di gioco, quindi ci sono concetti che vanno prima chiariti, recepiti e va velocizzata l’esecuzione dei movimenti».

CONTA IL GRUPPO
«Tutti i giocatori dell’organico sono importanti. Caceres? È un giocatore che appena sono arrivato non era a disposizione, poi è rientrato e mi permette più soluzioni, un po’ come Salihamidzic. Sono giocatori che ti permettono di cambiare faccia a partita in corso. Ho difficoltà a parlare dei singolo. Ho fatto un’eccezione che mi sembrava doverosa per il capitano, ma io come responsabile della squadra voglio concentrarmi esclusivamente sugli equilibri e su come far migliorare tutte le prestazioni individuali».

PASSI AVANTI
«La squadra è più sciolta. I margini di miglioramento sarebbero tantissimi, ma servirebbero tutti i giocatori a disposizione e più tempo per lavorare con l’intero gruppo».

OCCHIO ALLA FIORENTINA
«La Fiorentina ha pagato alcune defezioni importanti, prima fra tutte quella di Mutu e poi giocare in coppa condiziona parecchio, anche se loro hanno più tempo tra una partita e l’altra rispetto a noi. Adesso sono tutte gare importanti perché stiamo rincorrendo. Dobbiamo cercare di migliorare la classifica. Dopo la Fiorentina troveremo il Siena che si sta giocando le ultime carte per salvarsi e dopo avremo avversarie che come noi lottano per la Champions».

PRANDELLI IL PREDESTINATO
«Ho grande rispetto e stima di Prandelli, sia come persona sia come allenatore. È uno dei migliori tecnici in circolazione e su questo non ci sono dubbi. Se venisse alla Juve? Non ho questo problema. Io ho il contratto sino al 30 di giugno e sono qui per cercare di centrare gli obiettivi alla portata della squadra. Il resto non conta».

BESTEMMIE IN CAMPO
«Premesso che sono contro le bestemmie, devo dire che se come allenatore pongo una regola e poi non sono in grado di farla rispettare a tutti, rischio di perdere il gruppo. Nel calcio c’è bisogno di cose che uniscano, non che dividano».

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