Zaccheroni e la nuova Juventus non pervenuta | JMania

Zaccheroni e la nuova Juventus non pervenuta

Sarò sincero: l’arrivo di Alberto Zaccheroni alla guida della Juventus non mi ha entusiasmato. Da tifoso di vecchia data forse soffro ben più degli altri per le recenti prestazioni globali della mia squadra ed è lecito da parte mia – al quarto cambio di tecnico in altrettante stagioni – pretendere un top coach, con tutto …

Juventus-Lazio serie ASarò sincero: l’arrivo di Alberto Zaccheroni alla guida della Juventus non mi ha entusiasmato. Da tifoso di vecchia data forse soffro ben più degli altri per le recenti prestazioni globali della mia squadra ed è lecito da parte mia – al quarto cambio di tecnico in altrettante stagioni – pretendere un top coach, con tutto il rispetto per il tecnico di Mendola, il quale se non allenava da oltre tre anni un motivo ci sarà.
Poi, riflettendo bene sulla situazione, mi rendo conto che peggio dell’ex portaborracce lippiano di certo non puo’ fare.
Le conferenze stampa di presentazione e prepartita hanno i classici toni pacati di chi ancora non ha la minima idea di dove mettere le mani: non stravolgerò la squadra, questi giocatori sono il top, io ci credo ed altre frasi di circostanza similari.
Ok, ci sta.
Poi arriva la domenica pomeriggio e si libra nel’aere il sentore che veramente non ci saranno cambiamenti di alcun tipo: ok, aspettiamo la partita.
A Torino fa freddo, freddissimo. I giocatori iniziano a riscaldarsi e con sommo dispiacere noto che Zdenek “non_so_fare_le_diagonali” Grygera sarà nuovamente il terzino destro, nonostante Martin Càceres sia pienamente recuperato e disponibile. Male, molto male.
Arrivano le formazioni a video: Grygera confermato a destra, Chiellini e Cannavaro centrali, De Ceglie sulla sinistra. A centrocampo, torna il rombo: Melo vertice basso, con Sissoko e  Candreva davanti/di lato, Diego trequartista a supporto delle due punte Del Piero ed Amauri.
Tecnicamente, non è una brutta Juve, penso tra me e me; anche se Càceres vale 15 Grygera, Candreva si pesterà i piedi con Diego, le caratteristiche offensive di De Ceglie costringeranno eventualmente la difesa ad un lavoro extra e l’anarchia tattica di Sissoko creerà qualche problema a centrocampo. Poi rifletto quella che ho appena pensato e mi rimangio la considerazione iniziale: siamo alle solite. E bastano pochi minuti per la conferma.
C’è da dire che la Lazio – se possibile, messa anche peggio della Juventus in quanto a gioco, classifica e assenze – è venuta all’Olimpico di Torino per difendersi, aspettandosi una Juve rabbiosa e motivata dopo il cambio di allenatore. Ed infatti, difendono con tutti gli effettivi: la prima azione offensiva degna di tal nome la faranno vedere al 38°, con una discesa sulla sinistra di Zarate, con cross e tiro di Mauri, deviato da Manninger in corner. Fino a lì, solo Juve: predominio a centrocampo, con Candreva e Diego che toccano decine di palloni, Amauri a fare ottimamente da sponda per Del Piero. Peccato, però, che l’azione offensiva della Juve non sia armonica: si tenta costantemente di bucare la difesa laziale dal centro, con Diego e le due punte intente a tentare triangolazioni in un fazzoletto di campo. Ai lati, il nulla: Sissoko rientra sistematicamente verso il centro, De Ceglie altrettanto sistematicamente viene ignorato dai compagni (Candreva in particolare). Questa staticità cronica del gioco bianconero non sortisce alcun effetto e si va al riposo sullo 0-0.
La sensazione non è positiva: il gioco si concentra sulla parte centrale del campo, ignorando le fasce; daltronde con giocatori come Diego, Del Piero, Candreva e Sissoko, non ci si poteva di certo aspettare un gioco spumeggiante ai lati del campo: sulla destra Grygera non si propone mai, sulla sinistra De Ceglie viene ignorato (scarsa fiducia da parte dei compagni?).
Question: ma un Giovinco – pienamente recuperato dall’infortunio – avrebbe fatto schifo? Oppure un Càceres a destra? Daltronde è palese che la Juve non riesce a sfondare la difesa biancoceleste per vie centrali, dove Diego, Del Piero ed Amauri sono costretti a giocare in un metro quadrato.
Urge allargare il gioco: Zaccheroni porrà rimedio nei secondi 45 minuti? No: la formazione che rientra in campo è identica.
La Juve continua a spingere e oltre ad un tiro di Candreva dalla distanza parato da Muslera ed un palo esterno di Diego, il problema del primo tempo rimane: fasce in disuso e grasse ammucchiate per vie centrali, tamponate adeguatamente dalla retroguardia laziale.
Dato che Zaccheroni non provvede, ci vorrebbe un miracolo per segnare. E fortunatamente arriva, grazie ad un bel regalo dell’arbitro Saccani: rigore inesistente su Del Piero lanciato di testa da Amauri e goal dell’1-0.
Zac, in panchina, non esulta. E nemmeno io, francamente.
La partita prosegue sui ritmi consueti, con la Lazio che nell’ultima mezz’ora prende un po’ più di coraggio ed attacca, la Juve che si difende in maniera ordinata. Ma alla prima incursione seria, la Lazio passa: lancio di Zarate dalla sinistra, Grygera non fa la diagonale come spesso gli accade e Mauri lo beffa: 1-1. Il resto della gara (dieci minuti), è noia: la Juve è stanca, la Lazio accetta di buon grado il pari.
Francamente mi attendevo un altra partita: mi duole ammettere che l’avvicendamento in panchina non ha sortito alcun effetto per il momento: non mi spiego infatti perchè abbia giocato Grygera al posto di Càceres e – soprattutto – perchè non sia sceso in campo Sebastian Giovinco (nemmeno per un minuto: Zac ha cambiato Del Piero con Paolucci a pochi secondi dalla fine, oltre a Melo per infortunio). Non voglio trarre conclusioni affrettate e mi auguro fortemente che la prima partita vista dal campo dal mister sia servita per individuare i limiti tecnico/tattici della Juventus attuale.
Ieri ho notato alcune migliorìe, a livello di gioco; nello specifico, un Felipe Melo più ordinato tatticamente, che ha limitato le incursioni offensive per non lasciare sguarnito il reparto arretrato (non ha sbagliato quasi nulla in difesa, assieme ai compagni di reparto Chiellini e Cannavaro) ed un Candreva bene inserito nello scacchiere di centrocampo: non è ancora quello visto a Livorno, ma se Zaccheroni saprà istruirlo adeguatamente (ed avrà più fortuna lui con i tiri da fuori), sarà una pedina preziosa per il finale di stagione. Per carità, ancora il caos regna sovrano, ma mi astengo dal dare un giudizio dopo una sola partita: già a Livorno potremo vedere qualcosa della nuova Juve. Sempre che Zaccheroni ci lasci la sua impronta…

Fracassi Enrico – Juvemania.it

3 commenti

  1. Aggiungerei che se è vero che è troppo presto per vedere l’impronta di Ranieri è rischia di essere troppo tardi se questa impronta non ci sarà, comunque mancano 6 punti alla salvezza

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