Vialli: "Diego è più utile di Kakà" | JMania

Vialli: “Diego è più utile di Kakà”

Vialli: “Diego è più utile di Kakà. Cassano? Nessuno come lui in Italia”. Il doppio ex: «Per chi tifo tra Juve e Sampdoria? Per il Manchester». Sampdoria e Juventus punti 12. Poi l’Inter e, sgranate, le altre. Gianluca Vialli, che effetto le fa, da Londra, il vertice della classifica? «Il primo posto della Juve non …

vialliVialli: “Diego è più utile di Kakà. Cassano? Nessuno come lui in Italia”.
Il doppio ex: «Per chi tifo tra Juve e Sampdoria? Per il Manchester».

Sampdoria e Juventus punti 12. Poi l’Inter e, sgranate, le altre. Gianluca Vialli, che effetto le fa, da Londra, il vertice della classifica?
«Il primo posto della Juve non mi sorprende, anche se la doppia trasferta a Roma era un trappolone. Se mai, è il primo della Samp che ha qualcosa di magico».

In che senso?
«La Juve ci è abituata; la Samp molto meno. Neppure la mia, quella dello scudetto, vinse le prime quattro partite. Sarebbe strepitoso se, a Genova, si riuscisse a riscrivere la storia degli anni Ottanta e Novanta».

Consigli?
«Pochi proclami, profilo basso. Fin qui, il calendario è stato relativamente facile. Da mercoledì, s’impenna: Firenze e, sabato, l’Inter a Marassi. Lo scalpo della Sampdoria è diventato ambizioso. E, ironia della sorte, questa settimana i doriani tiferanno Genoa, visto che giovedì riceve proprio la Juve».

Pazzini-Cassano come Vialli-Mancini?
«La forza dell’uno, la fantasia dell’altro: i confronti eccitano i tifosi. Cassano e Pazzini sono paragonati a noi, noi lo eravamo alla coppia Bassetto-Baldini, totem della tradizione. Cassano ha già toccato livelli straordinari, Pazzini può e deve ancora arrampicarsi. Una differenza fra noi e loro, una sola: loro sono complementari, noi eravamo anche intercambiabili. Traduzione: a volte arretravo io, a volte avanzava lui».

Amauri uguale Vialli e Iaquinta uguale Ravanelli: penso al Lippi etichetta 1994-96, ci può stare?
«Quantità, qualità. Lavorano per la squadra proprio come facevamo noi. E, al di là dei periodi di maggior o minor vena, sono concreti sotto porta. Sì, ci può stare».

Diego?
«Trovo che sia tre giocatori in uno: centrocampista, rifinitore, realizzatore. Grandissimo acquisto. Uno dei rari numeri dieci che non creano problemi ma, anzi, li risolvono. Prenda Kakà, e ho detto Kakà, fuoriclasse assoluto, pallone d’oro, eccetera eccetera: seconda punta, albero di Natale, un ruolo ondivago. Paradossalmente, di complicata collocazione. Con Diego, vai liscio».

Un aggettivo per la Samp?
«Allegra».

Uno per la Juve?
«Efficace».

Chi le ricorda Del Neri?
«Non lo conosco a fondo, ma da come fa giocare la squadra mi sembra che sia della stessa pasta di Boskov. Parola d’ordine: non vivacchiare, ma trasmettere uno stile, inculcare una personalità».

E Ferrara?
«Idealmente, una parte di me si siede sempre in panchina con lui: lo dico di tutti gli ex colleghi con i quali ho giocato e sofferto insieme. Ciro mi riporta al primo Lippi e all’ultimo Capello. Idee chiare sin dal battesimo: così è, se vi pare. Ha guadagnato tempo sulla concorrenza».

A proposito di Lippi: come la mettiamo con Cassano?
«Nessun dubbio che, oggi, Antonio sia il giocatore italiano più estroso e più continuo. Detto ciò, non sempre in Nazionale ci finiscono i migliori di ogni ruolo. Ci sono ct, e Marcello evidentemente è uno di questi, che ai migliori prediligono coloro che, messi assieme, offrono il prodotto migliore».

Quindi, niente Mondiali?
«Non ho mai creduto a una sorta di guerra “di religione”. Le cose potrebbero cambiare».

Solo Cassano, la Samp?
«Al tempo. Poli mi sembra un tipo molto sveglio, e poi il portiere, Castellazzi, e Palombo, e gli esterni Semioli e Mannini. Si divertono: per questo, divertono».

Si divertono, d’accordo: ma per lo scudetto?
«Auguro loro di andare fino in fondo, ma temo che sarà dura. Come al Tour o al Giro, prima o poi certe fughe si sciolgono. Un obiettivo plausibile potrebbe essere l’Europa League. Sia chiaro: felicissimo di sbagliarmi».

Insomma: Inter o Juve?
«Credo proprio di sì. Con un sottile distinguo: l’Inter, a differenza della Juve, sarà più distratta dalla Champions. Immagino che a Torino facciano questo ragionamento: in campionato dobbiamo vedercela con l’Inter, in Europa con l’Inter, il Barcellona, il Real, il Manchester United eccetera. Le somme le può tirare anche un bambino».

Il suo pronostico?
«Ho visto gli occhi degli interisti e degli juventini…».

Che occhi sono?
«Occhi di tigre, occhi pronti a saltare addosso alla preda, al bersaglio. L’Inter ha conquistato gli ultimi tre scudetti e aggiunto cinque titolari “affamati”. La Juve non vince sul campo dal 2006, ha fatto anche lei acquisti importanti e ha un appetito che le raccomando. Da Blanc in giù hanno ripreso a urlare “siamo la Juve”. Sino alla scorsa stagione, lo sussurravano, “siamo la Juve ma anche…”».

Buffon?
«Datemi un grande portiere e un grande attaccante: in mezzo, mettete pure chi cavolo vi pare. È una massima che gira nel nostro mondo, tagliata su misura per la Juve di Buffon e Iaquinta».

In definitiva: Juve o Samp, per chi tifa?

«Per il Manchester United, modestamente. E fortunatamente. Altro che Barcellona».
(La Stampa)

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