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Verso Juventus – Inter, la Juve si nasconde: allenamenti a porte chiuse

A chi si tappa la bocca (Inter), la Juve risponde oscurando gli allenamenti che portano al duello di sabato sera, «al pubblico e ai giornalisti». Evviva il calcio moderno. In fondo, lunedì il presidente bianconero Jean-Claude Blanc l’aveva anticipato: «Abbassiamo i toni». Forse voleva dire palpebre. Solitamente, la casa di campagna juventina di Vinovo, porte …

AllenamentoA chi si tappa la bocca (Inter), la Juve risponde oscurando gli allenamenti che portano al duello di sabato sera, «al pubblico e ai giornalisti». Evviva il calcio moderno. In fondo, lunedì il presidente bianconero Jean-Claude Blanc l’aveva anticipato: «Abbassiamo i toni». Forse voleva dire palpebre. Solitamente, la casa di campagna juventina di Vinovo, porte di Torino, è serrata alla vigilia delle partite, per gli ultimi test. Pure meglio dell’era Ranieri, quando il divieto di visione era esteso all’antivigilia, non si sa mai. Fino al proclama di ieri, una riga e mezzo a metà pomeriggio. Ma si sa, l’hotel blindato, fin dal ritiro estivo di Pinzolo, le auto spostate dal consueto parcheggio, lontano dagli scocciatori, e il campo d’allenamento modello Guantanamo fanno sempre molto gruppo, soprattutto in tempo di crisi. E questo, quasi lo è: quasi, perché almeno il club non ha levato la facoltà di parola ai giocatori, fortunatamente giudicati ancora esseri pensanti. Almeno in questo, i bianconeri hanno fatto nettamente meglio dell’Inter, che chissà perché ha varato la legge marziale.
Via gli sguardi indiscreti, però. Da pianificare, senza essere spiati, ci sono le strategie anti Mourinho. Meglio affinarle con tranquillità, anche. Fossero state alzate le palizzate intorno all’accampamento prima, magari la Juve non avrebbe fatto 15 punti nelle ultime dieci partite. Dev’essere questa la causa. Non è comunque un innovatore, Ciro Ferrara. Spesso lavorò barricandosi pure Fabio Capello, anche se poi i curiosi sbirciavano il vecchio centro sportivo bianconero dai buchi nei teloni. Ormai è un virus che contagia quasi tutti gli allenatori. Anche sotto vessilli granata, per non allontanarsi troppo. Novellino chiuse spesso le porte degli allenamenti, e Colantuono iniziò a serrarle una decina di giorni fa: non è che abbia aiutato molto.
Una bella sterzata chiedono invece i tifosi, che ieri mattina hanno appesa davanti all’entrata del centro tecnico uno striscione: «Con le parole il tricolore, ma in campo scendete senza onore. Più rispetto per noi». Firmato dai Bravi ragazzi, ultrà bianconeri. Si sta stufando una bella fetta della curva, insomma, dopo i cori di Cagliari («Andate a lavorare») e la contestazione all’aeroporto. «Praticamente stiamo buttando via un anno per colpa di Lippi e del suo progetto», dice Christian, uno dei capi dei Viking, altro gruppo ultrà.
Vorrebbero cambiare copione, ovviamente, anche tecnico e giocatori, che ieri mattina di sono confrontati negli spogliatoi: «Nel momento negativo che stiamo vivendo – ha raccontato Alex Del Piero, inaugurando su Sky il suo nuovo sito web – la cosa bella è che, parlando e guardandoci negli occhi, abbiamo potuto vedere e capire che siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda, vogliamo tirarci fuori da questo momento delicato, e speriamo che accada già sabato». Aiuterà: «Questa unione spesso e volentieri è la cosa che fa la differenza in tutto, in tutti i settori. L’allenatore è con noi, noi siamo con lui, la società anche». Colpa di tutti, allora, se le partite sono filate storte: «La responsabilità è di tutti – ha continuato ancora il capitano – senza ombra di dubbio anche dei giocatori, perché poi siamo noi a scendere in campo. Quindi dobbiamo rispondere di noi stessi e fra di noi. Ora siamo al lavoro, ripeto, ne dobbiamo fare, dobbiamo correggere tante cose, dobbiamo prepararci bene per questa sfida. Ma non solo per questa, anche per quello che sarà il prosieguo della stagione».
E, nonostante tutto, Alex ha fiducia: «Non ci nascondiamo, non ci vogliamo nascondere, è una settimana sicuramente difficile, impegnativa. Davanti a noi c’è la partita con l’Inter, poi subito dopo la Champions: però da tutti i momenti difficili si esce, si esce con l’unione che c’è fra di noi e con il lavoro duro che vogliamo fare per migliorare quelli che sono gli aspetti che riteniamo non giusti». Del resto, non è la prima caduta da cui risollevarsi: «Momenti negativi ce ne sono stati per tutti quanti, e la Juve poi forse ha avuto il più negativo in assoluto pochi anni fa, ma ci siamo risollevati alla grande da quello e contiamo di farlo anche oggi, dopo queste due batoste». Invece degli allenamenti, sarebbe stato meglio oscurare quelle.

Credits: La Stampa
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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