Trezeguet rivela: "Cercherò talenti per la Juve in Sudamerica"

Trezeguet rivela: “Cercherò talenti per la Juve in Sudamerica”

Trezeguet rivela: “Cercherò talenti per la Juve in Sudamerica”

David Trezeguet saluterà domani i tifosi prima di Juventus – Roma, intanto oggi ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport

French football player David Trezeguet tDavid Trezeguet è da qualche giorno a Torino e domani riabbraccerà nuovamente i tifosi bianconeri prima di Juventus – Roma. Una visita di piacere per l’ex bomber della Juve, ma anche di lavoro: per Trezeguet, infatti, è pronto un incarico societario. “Ne ho già parlato con Agnelli, sono felice. Farò l’ambasciatore, segnalerò nuovi talenti. Ho preso la laurea da ds e sto studiando da allenatore. La Juve ha grande appeal anche a livello internazionale: insieme possiamo fare grandi cose”, le parole del franco-argentino a ‘Tuttosport’.

Eppure sono in molti a volere ancora Trezeguet da calciatore in questa Juventus:

“Ditemi dove firmare e firmo subito! Scherzi a parte – continua David – , mi ha fatto immensamente piacere l’accoglienza della gente, della società e anche della squadra, ieri sono andato all’allenamento per ritrovare i giocatori e l’allenatore che è stato anche mio ex compagno e il modo con cui mi hanno salutato è stato unico. Non me l’aspettavo, perché uno non si rende conto di quello che uno fa per la società e soprattutto quando si tratta di una società più importante. Quando sono andato via, è stato un addio brusco, un momento in cui sono andato via velocemente e ho sempre avuto il rammarico di non aver salutato la gente come avrei voluto. Ma la cosa che conta è che ora sono a Torino e domenica, in occasione di una partita importante, per salutare i tifosi come meritano”.

Totti dice che la Juventus vince sempre con l’aiutino…

“Magari lo dice perché ha sempre vinto poco… (ride) Scherzo, Francesco è un mito”

Tornado alla Juventus e ai progetti futuri, Trezeguet ammette che in pentola bolle qualcosa che lo riguarda:

“Penso che poter aiutare la Juventus in Sud America. Questo club ha una grande immagine – dice ancora il bomber – e ora sta crescendo con tutti questi giocatori sudamericani che stanno andando molto bene. Ma è un continente che si può sfruttare ancora meglio e io posso dare una mano alla Juventus. Ho parlato con Andrea Agnelli delle possibilità che ci sono: potrei essere un ambasciatore bianconero nel quadro del progetto Legends, ma anche qualcosa di più. Ho fatto il corso da direttore sportivo, una specie di laurea vidimata dalla Fifa, sto anche facendo il corso da allenatore, ma il mio futuro lo vedo più da dirigente o da osservatore. Potrei girare il Sud America per segnalare talenti o aiutare la Juve in altri modi sul territorio”.

La Juve di oggi è molto sudamericana, a differenza di quella in cui giocava Trezeguet:

“I tempi cambiano: si sta aprendo un n uovo mercato per la Juventus, ora che ci sono Vidal, Caceres, Isla… E poi Tevez: giocatore straordinario. Sì, merita la Nazionale, è uno dei più importanti calciatori in Italia, uno dei campionati più difficili, è un uomo importantissimo per tutta l’Argentina e io sono d’accordo con i tifosi. Girando per Torino ho capito che è molto amato. E ha preso il 10, un numero di maglia pesante. Prendere la 10 di Ale, l’immagine di questa squadra, è stato coraggioso e un po’ incosciente. Il bello è che Tevez non ci ha pensato più di tanto, non si è quasi posto il problema: questa è la sua forza. A Torino ha trovato quella fiducia che un po’ gli mancava, e poi ha qualità”.

Trezeguet e Tevez in coppia? Ecco i rimpianti di David:

“Ho sempre avuto il rimpianto di non aver giocato con Salas, che per me era un fenomeno, ma è stato sfortunato. In coppia con un sudamericano non ci sono mai stato, però ho giocato con Ibra, Del Piero, Inzaghi, Zidane… dai, non mi è andata male, no? Guarda, la mia fortuna è stata quella di giocare con grandi campioni. Lo capisci quando non ci giochi più: ti mancano!”.

Del Piero intanto è emigrato in Australia…

“Il calcio è fatto di scelte, anch’io sono tornato in Argentina. Ale non ha solo considerato la competitività del campionato australiano, ma più in generale la qualità della sua vita e della sua famiglia. Quando vai via dalla Juve ti cambia tutto in peggio. L’ho sempre detto ai più giovani: restate alla Juve”.

Qualche suggerimento da dare a Pogba?

“Ho parlato pochissimo con lui – ammette Trezeguet – . Però per me dovrebbe restare alla Juventus, glielo consiglio vivamente. Per uno come lui è importante restare. Oltretutto lui gioca, ma vale anche per chi gioca meno. La Juventus è un club in crescita, sarà sempre meglio… Pogba non lo conoscevo, ma l’ho visto nell’amichevole contro il Cuneo e mi ha impressionato veramente. Tutti i compagni, d’altronde, mi hanno detto che è un fenomeno. Farebbe bene a restare in Italia, sarebbe importante per lui, per la Juve e per il calcio italiano”.

Con Conte Trezeguet ha parlato a lungo, soprattutto di Champions League:

“Gli ho detto: Antonio, ho visto la Champions… Lui mi ha interrotto: David, lascia stare! Ti prego lascia stare! E’ ancora molto arrabbiato. Lui è fatto così è la sua forza da sempre: ha l’ossessione per quella coppa. Ma secondo me se questa squadra rimane insieme credo che possa vincere la Coppa nel giro di un paio d’anni. Quest’anno è andata male per vari motivi, ma la squadra è compatta e i ragazzi capiscono perfettamente quello che vuole Conte. Mi ha impressionato il suo modo di giocare: ha rivoluzionato la Juventus con questi inserimenti dei centrocampisti! Nuovo gioco, vecchia mentalità vincente.Conte ha vissuto nella Juventus un periodo ancora più importante del mio. Da giocatore ha vinto la Champions, poi però ha perso tre finali. A me è bastato perderne una per diventare matto. A Manchester, però, mi dicevo: sono giovane posso giocare ancora questa finale. E invece non mi sono più nemmeno avvicinato! Quando ho detto a Conte: c’è la finale di Europa League a Torino, è una bella cosa, lui non mi sembrava ancora convinto. Il pensiero della coppa più bella brucia ancora. E allora gli ho detto: beh, la prossima finale di Champions è a Milano, sarebbe bello a San Siro… E l’ho fatto finalmente sorridere!».

Si parla di mercato, anche e del possibile addio di Pirlo:

“Pirlo è un fenomeno e continua a stupire, l’ho visto l’altro giorno e mi ancora lasciato a bocca aperta. La sua capacità di metterti davanti alla porta con un tocco è unica. Ma è logico pensare anche a un futuro senza di lui vista l’età di Andrea, che comunque può giocare ancora qualche anno. Però Antonio mi ha detto che gli piace variare il sistema di gioco: vuol dire che dopo Pirlo magari si può anche cambiare modo di giocare”.

Il giudizio di Trezeguet, poi, è su Llorente, che spera di emularlo in bianconero:

“E’ una prima punta interessante. L’ho incontrato quando giocavo nell’Hercules e lui era a Bilbao, è un club particolare e per lui è stata un’esperienza notevole. Mi è piaciuto che abbia voluto fare questo salto di qualità, volendo dimostrare di avere le qualità per imporsi a un livello più alto: poteva restare lì e fare il re. Ha avuto suo momento di adattamento e ora sta facendo bene. Conte ne parla molto bene, ha detto che è un ragazzo intelligente che cerca di capire tutto”.

Qualche aneddoto su un certo Paolo Montero:

“Personaggio bellissimo. Era uno tra i più importanti nello spogliatoio. Ti faceva capire cos’era la Juve. Per lui contava la domenica: durante la settimana liberi tutti, ma la domenica sapevi che contavi su un grosso giocatore. Gli avversari avevano paura. Lo vedevo il terrore negli attaccanti: si spostavano dall’altra parte, se c’era Paolo nei paraggi. La sua tecnica era: il primo intervento deve essere duro per far capire immediatamente che aria tira. E poi parlava agli avversari in continuazione – conclude – , li faceva impazzire, era davvero temutissimo”.

Foto Getty Images – Tutti i diritti riservati

Un commento

  1. Capitan Sparrow

    Sei sempre il benvenuto, David. I tifosi non ricordavano il tuo addio frettoloso, ma ricordano benissimo i tuoi gol, le emozioni che ci hai fatto vivere, la tua serietà, il sacrificio di seguire il destino della società da calciopoli in poi.

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