Te lo do io Andrea Pirlo (gratis)

Te lo do io Andrea Pirlo (gratis)

Te lo do io Andrea Pirlo (gratis)

Andrea Pirlo arriva al Milan nell’estate del 2001. Valutato dall’Inter 35 miliardi di lire, il centrocampista bresciano non viene considerato un gran colpo di mercato. Si tratta infatti di un giocatore ancora da decifrare, capace di fare grandissime cose con le piccole (Brescia e Reggina), ma poco a suo agio in una big quale è …

Andrea Pirlo arriva al Milan nell’estate del 2001. Valutato dall’Inter 35 miliardi di lire, il centrocampista bresciano non viene considerato un gran colpo di mercato. Si tratta infatti di un giocatore ancora da decifrare, capace di fare grandissime cose con le piccole (Brescia e Reggina), ma poco a suo agio in una big quale è l’Inter.

Chi è, dunque, il vero Pirlo? In casa rossonera sono convinti che il centrocampista possa ripetere le magie fatte vedere a Brescia, a Reggio Calabria e con l’Under 21. Pirlo è calciatore di eleganza straordinaria. Non è molto veloce, ma ha una tecnica raffinatissima, salta l’uomo con una semplice finta di corpo, fa lanci perfetti anche di 60 metri ed è un fenomeno nel calciare le punizioni.

La prima stagione di Pirlo con la maglia rossonera non è di quelle indimenticabili, ma è sicuramente positiva, specie se si guarda al girone di ritorno. La seconda annata si rivela quella della definitiva consacrazione.

Ancelotti piazza Pirlo davanti alla difesa e da lì il bresciano non si muove più. L’ex interista è uno straordinario uomo-assist, è praticamente perfetto quando si tratta di organizzare la manovra, è una cassaforte quando ha palla. Fa girare a vuoto e stanca gli avversari che è una bellezza. La fase difensiva non è il suo forte, ma col passare del tempo migliora anche lì.

Nel 2003 il Milan conquista la Champions League dopo 9 anni di digiuno e il contributo di Pirlo è fondamentale. Non c’è più bisogno di altre prove per affermare che si tratta di uno dei centrocampisti più forti al mondo.

Fino al 2008, Pirlo regala al Milan quasi esclusivamente gioie. Dopo, però, le prestazioni del bresciano calano vistosamente. Il centrocampista non sembra avere più le motivazioni di un tempo e i problemi fisici lo inseguono. Sono in molti a pensare che la carriera dell’ex interista volga ormai al termine.

Dall’estero, comunque, le offerte non mancano. Pirlo viene accostato ora al Real Madrid, ora al Barcellona, ora al Bayern Monaco, ora al Chelsea. Ma Galliani non vuole saperne di liberarsi del campione del mondo di Berlino.

Quando Allegri prende il posto di Leonardo sulla panchina rossonera, le cose per Pirlo peggiorano. Il suo ruolo diventa sempre più marginale. E gli infortuni, in questo senso, non lo aiutano. Galliani ha ancora grande stima di Pirlo e, nella primavera del 2011, gli propone un rinnovo di contratto. Il centrocampista, che ha già 32 anni, rifiuta l’offerta e guarda avanti. Nel suo futuro c’è la Juventus, che se lo assicura a parametro zero grazie a un contratto di 20 milioni lordi per 3 anni. Contratto rinnovato nel 2014 per altre due stagioni.

Con la maglia bianconera, Pirlo dà il meglio di sé. Segna reti decisive a ripetizione, è elemento assolutamente imprescindibile sia con Conte, sia con Allegri. Vince 3 scudetti consecutivi e non ha alcuna voglia di fermarsi. Nonostante i 36 anni, è ancora considerato – giustamente – tra i più forti al mondo nel suo ruolo. È un punto fermo della nazionale.

Sia chiaro: nel caso di Pirlo, lo scandalo non è stato non rinnovare un contratto a un giocatore che nel Milan, ormai, non aveva stimoli. L’errore clamoroso e ormai irrimediabile è stato lasciarlo partire a parametro zero quando, dalla cessione del regista intorno al 2008, si sarebbero potuti recuperare una ventina di milioni di euro o forse più. Soldi fondamentali per cercare almeno un degno sostituto.

Non è andata così. E allora non rimane che tenersi i Montolivo, i Muntari, gli Essien e i loro lanci sbilenchi.

Tratto dal libro “Tutti i bidoni di Galliani” di Gianni Monaco

Un commento

  1. Capitan Sparrow

    Quando un amico milanista mi rinfaccia il gol di Muntari basta rispondere: lo scudetto non l’avete perso con quell’episodio ma molto prima, il giorno che ci avete regalato Pirlo. Di solito cambiano faccia, diventano paonazzi e non parlano più

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