Sudafrica 2010, Italia-Nuova Zelanda 1-1: tabellino, commento e highlights | JMania

Sudafrica 2010, Italia-Nuova Zelanda 1-1: tabellino, commento e highlights

NUOVA ZELANDA (4-4-2): 1-Mark Paston; 4-Winston Reid, 5-Ivan Vicelich (78′ Christie),  6-Ryan Nelsen, 3-Tony Lochhead, 19-Tommy Smith, 11-Leo Bertos, 7-Simon Elliot, 14-Rory Fallon, 10-Chris Killen (72′ Wood), 9-Shane Smeltz. SLOVACCHIA (4-4-2): 1-Jan Mucha; 5-Radoslav Zabavnik, 3-Martin Skrtel, 16-Jan Durica, 4-Marek Cech, 6-Zdeno Strba, 7-Vladimir Weiss (91′ Kucka), 17-Marek Hamsik, 18-Erik Jendrisek, 11-Robert Vittek (84′ Stoch), 9-Stanislav …

NUOVA ZELANDA (4-4-2): 1-Mark Paston; 4-Winston Reid, 5-Ivan Vicelich (78′ Christie),  6-Ryan Nelsen, 3-Tony Lochhead, 19-Tommy Smith, 11-Leo Bertos, 7-Simon Elliot, 14-Rory Fallon, 10-Chris Killen (72′ Wood), 9-Shane Smeltz.

SLOVACCHIA (4-4-2): 1-Jan Mucha; 5-Radoslav Zabavnik, 3-Martin Skrtel, 16-Jan Durica, 4-Marek Cech, 6-Zdeno Strba, 7-Vladimir Weiss (91′ Kucka), 17-Marek Hamsik, 18-Erik Jendrisek, 11-Robert Vittek (84′ Stoch), 9-Stanislav Sestak (81′ Holosko).
ARBITRO: Jerome Damon (Sudafrica).
MARCATORI: 50′ Vittek (S), 93′ Reid (N).
AMMONITI: Lochhead, Reid (N), Strba (S).

Non c’è legno buono per fare crocifissi. Non è che il calcio italiano esprima da qualche anno a questa parte di meglio, ma oggi gli azzurri ci hanno messo del loro. Complimenti ai Neozelandesi che hanno espresso un calcio “primitivo”, ma altamente pratico.
Lippi torna al 4-4-2, il modulo che il calcio italiano conosce meglio, ma questa volta non si vede in campo la voglia e la lucidità espressi al debutto con il Paraguay. Il CT decide ancora una volta di partite con un uomo in meno, quel Gilardino che se non giocano in 10 per lui il pallone non lo vede neanche per sbaglio. Tanta confusione tattica dall’inizio alla fine, con Marchisio ancora una volta lasciato alla mercè dei 5 in pagella impiegato fuori posizione. Perché non provare De Rossi o Palombo sulla fascia? Il pallone circola molto lentamente, nei pressi della porta si arriva con il contagocce.
Il migliore degli azzurri è ancora una volta Zambrotta, di certo non più un fulmine di guerra. Ancora una volta si prende gol su palla da fermo con Cannavaro cui cedono le gambe facendo una piccola curva in area: ha fatto il suo tempo, rimarrà un monumento per certi versi, ma faccia spazio. Subito.
Montolivo ci mette l’anima e fa addirittura di più di quelli che sono i suoi limiti. Ma serve a poco o nulla: l’Italia non ha anima, né gioco con De Rossi a fare il solito compitino. Inspiegabile la sostituzione del propositivo Pepe con Camoranesi che ormai su 30 palloni giocati è capace di sbagliarne 45. E a nulla serve appellarsi al solito “capocannoniere di Serie A”, quel Di Natale che quando gioca in nazionale, fosse anche per 10 minuti sembra sempre stanco, quasi arrivasse al pallone con l’asma. Inutile bramare Cassano, Balotelli o chicchessia, il calcio italiano non produce talenti e se nella nazionale non c’è uno che sia uno, calciatore di fantasia non è certo colpa di Mourinho. Lui e l’Inter lo hanno capito: per vincere occorre prendere i “pupazzi” buoni all’estero. Il resto è fuffa. Povera Italia.

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