Sud Africa 2010: ecco tutti gli assenti illustri nazione per nazione | JMania

Sud Africa 2010: ecco tutti gli assenti illustri nazione per nazione

Era scontato, lo sapevamo ormai da mesi: già solo le preconvocazioni in vista del Mondiale sudafricano avrebbero fatto discutere parecchio. Del resto è cosa piuttosto normale: in occasione di eventi del genere capitano sempre esclusi eccellenti, giocatori che o per la nomea o per il rendimento tenuto nell’anno precedente molti avrebbero voluto vedere convocati. In …

Era scontato, lo sapevamo ormai da mesi: già solo le preconvocazioni in vista del Mondiale sudafricano avrebbero fatto discutere parecchio.

Del resto è cosa piuttosto normale: in occasione di eventi del genere capitano sempre esclusi eccellenti, giocatori che o per la nomea o per il rendimento tenuto nell’anno precedente molti avrebbero voluto vedere convocati.

In quest’occasione, forse, le cose sono anche ingigantite dal fatto che su alcune delle panchine più importanti al mondo siedono allenatori che portano avanti in maniera ferma le proprie idee, contro tutto e tutti. Cosa questa che li ha portati a firmare esclusioni davvero notevoli.

Ma andiamo con ordine, partendo da chi dovrebbe difendere i pali: da questo punto di vista pesa sicuramente l’assenza del portiere della Viola, Sebastien Frey. Che, però, si è autoescluso da tempo: l’ex portierino del Cannes, infatti, lasciò tempo fa la nazionale, piccato di essere così spesso ignorato dal selezionatore dei Galletti. La sua assenza, quindi, è più che preventivata. Ma va altresì sottolineata, posto che parliamo di uno degli estremi difensori più forti al mondo.

Notevole è anche l’assenza del trentenne Paul Robinson, attualmente guardiano della porta dei Blackburn Rovers: forte di quarantuno presenze in nazionale l’ex Spurs è stato lasciato a casa da coach Capello, che gli ha preferito il vecchio David Calamity James, l’ex Norwich Robert Green ed il giovane astro nascente Joe Hart.

Tornando al nostro campionato va sottolineata la mancanza, tra le fila della nazionale Verdeoro, dell’attuale titolare Giallorosso: Julio Sergio. Mister Dunga ha infatti deciso di affiancare al titolarissimo Julio Cesar l’attuale portiere del Tottenham, Gomes, oltre a chi di Julio Sergio è l’attuale riserva nella Roma, Doni. Indubbiamente paradossale che nella Capitale giochi Julio Sergio ma in nazionale ci vada la sua riserva…

Sempre parlando di Brasile va rimarcata anche l’assenza di Diego Alves: il quasi venticinquenne portiere dell’Almeria ha infatti raggiunto un livello di gioco piuttosto importante, tanto da essere accostato a diverse squadre di valore del Vecchio Continente (tra cui il Milan). Nonostante questo, però, Dunga ha deciso di lasciarlo a guardare i Mondiali da casa.

Anche in Spagna c’è stato qualche mugugno: Del Bosque ha infatti deciso di preconvocare ben cinque portieri tra cui scegliere i tre che partiranno per il Sudafrica. Tra questi cinque, tra cui spiccano i nomi di Casillas, Reina e Victor Valdes – chiari favoriti per andare al Mondiale -, manca l’attuale estremo difensore sivigliano Andrés Palop, cui sono stati preferiti il giovane De Gea ed il portiere del Villareal Diego Lopez.

Niente di che la sua assenza dal Mondiale, posto che i tre che andrebbero gli sono anche superiori, ma in effetti quantomeno tra i preconvocati…

Finiamo quindi l’excursus sui guardiani dei pali venendo al Belpaese: dei tre Campioni del Mondo nel 2006, infatti, resta in lista il solo Gianluigi Buffon. Oltre all’assenza scontata di Angelo Peruzzi, che ha da tempo appeso gli scarpini al chiodo, mancherà anche Marco Amelia: l’attuale portiere del Genoa è infatti ormai uscito dal giro della nazionale, rimpiazzato da De Sanctis, Marchetti e Sirigu.

Se sono molti i portieri la cui esclusione sta facendo discutere lo stesso, a maggior ragione, si può dire per i ruoli di movimento, dove troviamo esclusioni realmente eccellenti.

Tra i difensori, ad esempio, mancherà Javier Zanetti: il capitano interista, che sta guidando la sua squadra a quello che sarebbe uno storico trouble, è stato infatti bellamente ignorato da Diego Armando Maradona, che nello stilare la lista dei difensori che si giocheranno un posto in Sudafrica ha preferito inserire giocatori con pochissima esperienza – e molto meno spessore – internazionale come Insaurralde, Otamendi, Clemente Rodriguez e Garcé ed altri indubbiamente meno meritevoli di un posto come Heinze e Coloccini. Indubbiamente una delle esclusioni che faranno più parlare tra tutte.

Maradona che comunque non si è limitato a lasciare a casa il solo Zanetti, per quanto riguarda il proprio reparto arretrato: niente mondiale, infatti, nemmeno per Gabi Milito. Il fratello minore del Principe non è stato incluso nella lista dei 30 preconvocati, anche se rispetto a quella di Zanetti questa è un’assenza molto meno pesante: anche per via dei tanti infortuni subiti nel corso degli anni, infatti, Gabi non è certo un giocatore su cui fare affidamento ad occhi chiusi. Certo però che, posto alcuni giocatori inseriti, un pensierino a lui, che ha anche un certo bagaglio di esperienza, lo si poteva indubbiamente fare…

Restando in Sudamerica va quindi sottolineata anche l’assenza di Marcelo, inserito da Dunga solo nella lista di quei giocatori che sarebbero richiamati a rimpiazzare i “titolari” qualora questi ultimi si infortunassero da qui al Mondiale. Quasi sicuramente, insomma, niente Sudafrica per il terzino sinistro madrileno, sbarcato a suo tempo in Europa con la pesantissima etichetta di “nuovo Roberto Carlos”.

La stessa sorte di Marcelo è toccata anche ad Alex: il centrale dei Blues di Carlo Ancelotti è infatti stato parimenti inserito nella lista dei giocatori che subentrerebbero in caso di eventuali infortuni.

Venendo in Europa potrà invece far discutere l’assenza di Philippe Mexes, che però ormai da tempo trovava poco spazio anche in quel di Roma, posto che Ranieri ha trovato la quadratura del cerchio schierando Juan e Burdisso (entrambi convocati) titolari. Al di là di questo, comunque, l’assenza di Mexes non può non far discutere, posto che resta un centrale dal potenziale interessantissimo, la cui pecca è forse solo a livello mentale, di concentrazione. Esattamente come quattro anni fa, quindi, Philippe sarà costretto a guardare i Galletti da casa, senza poter partecipare alla spedizione Mondiale. Se pensiamo, poi, che tra i preconvocati trovano spazio Fanni, Planus e Rami ecco che l’eventuale chiamata di Mexes diventava forse quantomeno auspicabile…

Oltre al centrale Giallorosso, comunque, Domenech ha deciso di rinunciare ad un altro giocatore molto interessante, già al centro di alcune trattative di mercato che, nel corso del gennaio scorso, lo volevano vicino al Milan: sto parlando di Benoit Tremoulinas, giovane terzino sinistro attualmente in forza al Bordeaux, di cui è titolarissimo. Dopo le ultime due buone stagioni qualcuno pensava e sperava potesse rientrare anche lui nella lista dei preconvocati di Domenech, che però evidentemente la pensava diversamente. Certo è, comunque, che con Abidal, Clichy ed Evra la nazionale transalpina è copertissima nel ruolo.

Sempre parlando di terzini sinistri va quindi sottolineata anche l’assenza di Urby Emanuelson: il mancino tutto treccine dei Lanceri non è infatti stato inserito nella lista stilata da Bert van Marwijk. Nonostante la stagione disputata da protagonista, quindi, Emanuelson è forse rimasto troppo vittima della sua estrema duttilità che si è tramutata un po’ in imbarazzo riguardo a quale possa essere il suo ruolo.

Parlando di Inghilterra, invece, bisogno sottolineare l’assenza di Gary Neville: il terzino destro del Manchester United sembra in realtà essere ormai arrivato a fine carriera e non è certo scandoloso non ci sia, però trattandosi pur sempre di un giocatore così abile e, soprattutto, esperto un suo ruolo, quantomeno da panchinaro, avrebbe potuto indubbiamente averlo, a maggior ragione all’interno dello spogliatoio.

Capello ha comunque deciso di rinunciarci, così come, allo stesso modo, rinuncerà anche a Joleon Lescott, centrale e terzino del Manchester City che debuttò in nazionale proprio sotto la guida del tecnico friulano.

Chiudo quindi il discorso relativo ai difensori facendo i nomi di due giocatori che si sono auto esclusi, e quindi la cui assenza, pur comunque di rilievo, non dipenderà dagli allenatori ma va comunque sottolineata: sto parlando di Wayne Bridge e di Alessandro Nesta, rispettivamente terzino sinistro e difensore centrale delle nazionali inglese ed italiana.

Il primo, attualmente in forza ai Citizens, ha deciso di chiudere la propria carriera internazionale lo scorso 25 febbraio dopo i problemi sorti con il compagno di nazionale John Terry, che si è scoperto avere una relazione con la moglie dello stesso Bridge, cui Terry fece tra l’altro da testimone di nozze a suo tempo.

Il secondo, invece, lasciò la nazionale dopo la vittoria del Mondiale 2006: a spingere al ritiro l’ex capitano della Lazio sono stati i tanti infortuni avuti in carriera, che gli hanno fatto decidere come fosse meglio evitare di far perdurare, oltre che gli impegni coi club, anche quelli con la nazionale.

Le assenze di entrambi, comunque, pur volute da loro stessi si faranno sicuramente sentire.

Se in difesa di nomi di un certo spessore ne abbiamo trovati diversi, in mediana possiamo trovarne ancora di più.

Paritamo quindi da quello che è forse l’escluso più eccellente tra i centrocampisti: Esteban Cambiasso, per cui vale un po’ lo stesso discorso fatto qualche riga più su nei confronti del suo capitano all’Inter. Così come Zanetti, infatti, Cambiasso sta disputando una stagione su livelli eccezionali, in cui per altro potrebbe arrivare a centrare un triplete storico. Al di là di cosa potrà vincere con l’Inter, comunque, è indubbio il fatto che meritasse assolutamente una chiamata in nazionale, posto che nella maggior parte delle squadre presenti in Sudafrica Esteban non solo sarebbe convocato, ma con ogni probabilità avrebbe anche un posto da titolare assicurato. Maradona, però, aveva ormai fatto da tempo capire che non c’era posto per il Cuchu nei suoi piani… e, vi dirò, Cambiasso, da ragazzo intelligente qual’è, penso l’avesse ampiamente capito. Almeno, questo è quanto mi aveva lasciato intendere quando ci incontrammo in quel di Monza…

Non solo Cambiasso, comunque, non troverà posto nella mediana della Seleccion. Oltre al Cuchu, infatti, Maradona ha deciso di lasciare a casa anche Fernando Gago ed Ever Banega, volante di Real Madrid e Valencia nonché due giocatori che qualche richiesta di mercato l’hanno anche…

Tre assenze di rilievo, quindi, per il centrocampo argentino. Assenze che diventano ancora più notevoli se si pensa che a questi tre sono stati preferiti giocatori come Bolatti, Datolo, Mercier, Sosa e Blanco, che non sembrano essere poi così superiori agli esclusi illustri…

L’Argentina non è comunque l’unica squadra a lamentare assenze importanti: Domenech ha infatti deciso di escludere dalle proprie convocazioni quello che è stato per anni il pilastro del centrocampo transalpino, Patrick Vieira. Certo, il lungagnone ex Juventus ed Inter ha indubbiamente imboccato il viale del tramonto, ciò non toglie però che in una competizione delicata come un Mondiale la sua esperienza, oltre che le sue indubbie qualità, sarebbero potute servire. Ma evidentemente il tecnico di Lione avrà pensato che due esordienti assoluti come M’Vila e Valbuena meritassero di più un posto tra i trenta preconvocati di quanto non lo meritasse il mediano dei Citizens.

Sempre restando a Manchester va riportata, se non altro per dovere di cronaca, anche l’assenza di Owen Hargreaves e di Paul Scholes: il primo avrebbe forse potuto far comodo a Capello, ma c’erano davvero troppi dubbi sulla sua attuale condizione e tenuta fisica. Il secondo pare invece abbia gentilmente declinato l’offerta di un posto tra i trenta, asserendo che preferisce passare l’estate in famiglia piuttosto che in Sudafrica. Scelte.

Non solo due attuali Red Devils non troveranno posto in Sudafrica, comunque. Nemmeno una delle ex stelle dell’Old Trafford, David Beckham, è riuscito a convincere Fabio Capello. Niente di scandaloso, certo. Ma forse il suo misto di esperienza e facilità di calcio una mano, quantomeno dalla panchina, avrebbero potuta darla.

Tornando un attimo al discorso legato ai nostri cugini transalpini vanno fatti altri tre nomi almeno, nomi di giocatori di talento bellamente snobbati da Domenech: sto parlando del Gunners Samir Nasri, del milanista Mathieu Flamini e del romanista Jeremy Menez.

E se il secondo non ha fatto certo faville quest’anno e gioca in un ruolo comunque già coperto, il primo ed il terzo hanno talento e qualità da vendere ed avrebbero potuto portare imprevedibilità alla manovra Bleu.

Sempre parlando di centrocampisti di qualità va sottolineata l’assenza di Guti, che Vicente del Bosque ha deciso di non preconvocare. Scelta indubbiamente sensata posto che i centrocampisti con grandi doti di palleggio abbondano nella rosa delle Furie Rosse, ma che comunque va sottolineata dato che Guti resta pur sempre un giocatore dal talento notevole.

Sempre parlando di penisola iberica, ma spostandoci in Portogallo, vanno evidenziati altri due giocatori ignorati: il primo, Ricardo Quaresma, è anche logico non ci sia, nonostante in Portogallo goda ancora di una certa fama e qualcuno l’avrebbe comunque voluto vedere in Sudafrica. Il secondo, Joao Moutinho, è invece indubbiamente un’assenza che fa molto più discutere essendo lui un ottimo palleggiatore e venendo comunque da una stagione su buoni livelli.

Chiudo la lista, quindi, facendo i nomi di quattro giocatori del nostro campionato che, di riffa o di raffa, in qualche modo avrebbero potuto trovare posto nella lista dei preconvocati: Simone Perrotta, Clarence Seedorf, David Pizarro e Diego.

Il primo viene da una stagione discreta a Roma, e come incursore di centrocampo avrebbe forse anche fatto comodo. Il secondo pur non essendo più titolare nemmeno nel Milan resta un giocatore dalle grandi qualità e, soprattutto, capace di decidere ogni match con una giocata. Il terzo è un regista come ce ne sono pochi in giro, ma avendo abbandonato la nazionale un anno e mezzo fa è anche normale non sia in lista.

Il quarto, infine, è giusto non ci sia vista la pessima stagione disputata a Torino; la stessa cosa, però, varrebbe anche per Felipe Melo, che è stato invece convocato… a questo punto, quindi, è doveroso, se non altro per dovere di cronaca appunto, riportare anche il suo nome tra gli assenti.

Se il centrocampo ha messo tanta carne al fuoco, comunque, l’attacco non è da meno.

Basti pensare che Dunga, sempre fedele alle sue idee, ha deciso di rinunciare a due milanisti non da poco: Pato e Ronaldinho. E parliamo di un ex Pallone d’Oro che pur non essendo più ai suoi migliori livelli quest’anno è stato comunque tra i più positivi del campionato (oltre che, secondo le statistiche, il miglior assistman della Serie A) e di uno degli attaccanti più futuribili al mondo, un ragazzo che oltre ad aver dimostrato di saper incidere in un campionato difficile come il nostro fin da giovanissimo ha anche mostrato di avere i tratti tipici del potenziale fuoriclasse.

Va comunque sottolineato, per dovere di cronaca, che Dinho è stato inserito nella lista di quei giocatori convocabili in caso di altrui infortunio. Un po’ come Marcelo, insomma.

Dunga che, comunque, non si è limitato ad escludere solo i due Rossoneri dalla sua lista. Inserendovi Robinho, Luis Fabiano, Nilmar, Grafite ed Julio Baptista, infatti, ha deciso contemporaneamente di rinunciare anche all’Imperatore Adriano ed al giovane Neymar, già ribattezzato in patria come nuovo Pelè.

Insomma, ha messo assieme uno degli attacchi qualitativamente meno validi degli ultimi anni ignorando giocatori che il loro l’avrebbero potuto fare probabilmente anche meglio di alcuni convocati.

Se in Brasile avranno sicuramente di che discutere lo stesso possiamo dire di quanto sta accadendo in Italia. Lippi, infatti, ha deciso di ignorare il ritrovato Luca Toni, i trascinatori di Palermo e Sampdoria Fabrizio Miccoli ed Antonio Cassano oltre al talento bizzoso ma potenzialmente decisivo di Mario Balotelli.

Allo stesso modo non ci saranno nemmeno due dei più grandi talenti del nostro calcio, in particolar modo degli ultimi anni: Alessandro Del Piero e Francesco Totti.

Discorso a parte, inerente ad entrambe le nazionali, per Amauri: solo un anno fa l’ex bomber del Palermo era conteso da due Federazioni, quella brasiliana e quella italiana appunto. In un’occasione, per salvaguardare la possibilità di convocarlo in Azzurro non appena avesse avuto la cittadinanza, era intervenuta addirittura la dirigenza Bianconera a bloccarne la convocazione arrivata da Dunga. Motivo? La stessa sarebbe arrivata fuori tempo massimo e, secondo le regole dettate dalla FIFA, il club non aveva l’obbligo di cedere il giocatore alla sua nazionale.

Quest’anno, però, Amauri ha disputato una stagione davvero su livelli infimi, come molti dei giocatori della Juventus. La cosa l’ha quindi portato dall’essere al centro dell’attenzione al non essere assolutamente più calcolato. Il risultato? Da giocatore conteso tra due delle più importanti nazionali al mondo a giocatore snobbato da entrambe e costretto, giustamente, a guardarsi il Mondiale da casa.

Sempre parlando di Sudamerica e di campionato italiano è giusto quindi citare anche l’assenza di un altro giocatore che ha deluso moltissimo quest’anno: Mauro Zarate. Impostosi all’attenzione di tutti nel corso della sua prima, eccezionale, stagione in Serie A quest’anno il talento ex Velez ha bucato alla grande, giocando molto al di sotto delle aspettative. Giustissimo, quindi, che Maradona non l’abbia convocato. Ma così come per Amauri anche lui dodici mesi fa sembrava un ottimo candidato ad un posto in Sudafrica.

Il discorso inverso vale invece per il catanese Maxi Lopez, che ha giocato gli ultimi sei mesi alla grande portando qualcuno a dire che si sarebbe meritato una chiamata. Anche in questo caso, però, giusto ignorarlo: il ragazzo è ancora giovane ed avrà modo di guadagnarsi la nazionale più avanti, continuando a giocare a questo livello.

Lo cito, comunque, più che altro per parlare di una questione paventata ultimamente su molti dei nostri media nazionali: parrebbe infatti che per lui potrebbe aprirsi, esattamente come successo con Amauri, una contesa tra la federazione argentina e quella italiana: Maxi ha infatti il doppio passaporto ed avendo giocato solo per le nazionali argentine under 17 e 20 e non ancora per quella maggiore sarebbe convocabile dai nostri C.T.

Lui, dal canto suo, ha già detto come vorrebbe vestire la maglia di quello che è il suo paese di nascita, l’Argentina appunto. Di contro, però, non è affatto impossibile che nel post Mondiale possano aprirsi per lui le porte della nostra nazionale, posto anche che da noi troverebbe indubbiamente meno concorrenza di quanta non ne troverebbe in Argentina, che già senza la sua presenza ha il reparto offensivo più forte al mondo.

Altro assente illustre, soprattutto a livello di blasone, è l’Oranje Ruud Van Nistelrooy, attuale puntero dell’Amburgo.

In linea di massima, però, l’assenza più pesante è quella di uno dei maggiori talenti del proprio calcio, quel Karim Benzema che era già diventato, pur ancora molto giovane, un punto fisso della propria nazionale ma che trasferendosi in quel di Madrid ha firmato un po’ la sua condanna, iniziando un’involuzione notevole che ha spinto Domenech, non con tutti i torti, ad escluderlo dalla lista dei preconvocati.

Pensateci un attimo: Frey; J. Zanetti, Mexes, Nesta, Bridge; Cambiasso, Gago, Moutinho; Balotelli, Pato, Benzema… con Diego Alves, Gary Neville, Gabi Milito, Joleon Lescott, Marcelo, Ever Banega, Paul Scholes, Jeremy Menez, Samir Nasri, Antonio Cassano e Fabrizio Miccoli come riserve.

Vincere no, ma andrebbe poi tanto male la squadra dei grandi assenti, al prossimo Mondiale?

Di Francesco Federico Pagani per SciabolataMorbida

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