Storari: "Juve, l'occasione di una vita" | JMania

Storari: “Juve, l’occasione di una vita”

L’impatto di Marco Storari nell’ambiente bianconero è stato ottimo e le prestazioni, sin qui, sono state perfettamente nelle aspettative. La prima gara di campionato, però, ha dato uan forte delusione all’ex numero uno della Sampdoria, che avrebbe voluto presentarsi ai nuovi tifosi con una vittoria. Un incidente di percorso, secondo Storari, che è gia pronto …

L’impatto di Marco Storari nell’ambiente bianconero è stato ottimo e le prestazioni, sin qui, sono state perfettamente nelle aspettative. La prima gara di campionato, però, ha dato uan forte delusione all’ex numero uno della Sampdoria, che avrebbe voluto presentarsi ai nuovi tifosi con una vittoria. Un incidente di percorso, secondo Storari, che è gia pronto al riscatto, già da domani contro la sua ex squadra. Ecco uno stralcio dell’intervista concessa al ‘corriere dello Sport’.

«La Samp nella mia vita professionale ha fatto irruzione quasi per caso. Perché dovetti convincere Galliani a mandarmi a Genova. Lui a Milano voleva tre portieri di un certo livello. Ma c’era questa possibilità, non potevo lasciarmela sfuggire. E così mi sono ritrovato in un ambiente in cui tutto ha funzionato alla perfezione. E’ stata l’esperienza più bella della mia vita: non la dimenticherò mai».

Come è nato il rapporto con Delneri?
«Con gli allenatori non ho mai avuto grossi problemi. E’ evidente che i risultati hanno facilitato il rapporto. Ma Delneri è stato bravo a mettere tutti a proprio agio, mi sentivo bene con lui e alla Samp dello scorso anno stavano bene tutti, anche chi non andava in campo. Prima di arrivare a Genova, non è che avessi avuto con lui rapporti particolari. Quando decisi di lasciare il Milan per andare alla Samp, gli telefonai e gli dissi: Mister, ho voglia di giocare. Lui mi rispose: e io sono contento. Forse il rapporto tra di noi è nato in quella telefonata».

Un premio alla carriera, dice lei. Eppure la sua è stata una strana carriera: tutti sape vano che lei tra i pali ci sapeva fare eppure la grande occasione, è arrivata solo in… tarda età. Perché?
«Mi hanno condizionato gli infortuni: da giovane ne ho avuto tanti. E così quando sembravo in rampa di lancio, dovevo fermarmi. Alla fine ho fatto tanta gavetta perché la scala del calcio italiano dal basso verso l’alto l’ ho percorsa tutta. Ma non mi lamento, sono contento così».

A quel punto è arrivata la Juve.
«Una proposta a cui non si poteva proprio rispondere negativamente».

Ha capito in questi pochi mesi cosa rappresenta la Juve nel calcio italiano?
«Non ci vuole molto a capirlo. Quando approdai al Milan toccai il cielo con un dito: per me era una cosa eccezionale. Ma in questi mesi ho potuto personalmente verificare il grande entusiasmo che crea, in ogni posto di questo paese, anche il più lontano, anche il più dimenticato, l’arrivo della Juve».

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