Spionaggio: Moggi chiede i danni a Telecom e Pirelli | JMania

Spionaggio: Moggi chiede i danni a Telecom e Pirelli

Condannato Antonio Giraudo, 3 anni con rito abbreviato, il processo di Calciopoli avrà un passaggio importante il 22 dicembre: la deposizione del colonnello dei carabinieri, Auricchio. L’ufficiale che ha coordinato le indagini della squadra “Off side”. Sarà molto interessante conoscere la sua ricostruzione dei fatti e sapere anche se è vero quello che ha sostenuto …

luciano_moggiCondannato Antonio Giraudo, 3 anni con rito abbreviato, il processo di Calciopoli avrà un passaggio importante il 22 dicembre: la deposizione del colonnello dei carabinieri, Auricchio. L’ufficiale che ha coordinato le indagini della squadra “Off side”. Sarà molto interessante conoscere la sua ricostruzione dei fatti e sapere anche se è vero quello che ha sostenuto l’ex guardalinee Coppola, che ha tirato in ballo, anche l’Inter (per la prima volta). Ma la condanna di Giraudo ha gettato nello sconforto molti degli imputati del processo ordinario: per tanti avvocati, è stato un autentico “suicidio”, anche se adesso ci sarà l’appello (dove non avranno valore però le deposizioni rese in aula durante il processo ordinario). Chissà se Giraudo, che vive e lavora ormai da anni a Londra, è contento della sua scelta. Di sicuro ha dato una grossa mano ai pm, Narducci e Capuano (ha preso il posto di Beatrice) che ora picchieranno duro nel processo ordinario: se hanno chiesto cinque anni per Giraudo, cosa chiederanno per quello che considerano il capo della Cupola, Luciano Moggi? Secondo alcuni legali che hanno seguito tutte le udienze del processo, e conoscono le carte, potrebbero chiedere dagli otto ai dieci anni. Com’è probabile, a questo punto, che chiedano la condanna di (quasi) tutti gli altri: da Bergamo a Pairetto, da Lotito e Diego Della Valle (già condannato, lo ricordiamo dalla giustizia sportiva: la Fiorentina, a differenza della Juventus, restò in serie A ma con 15 punti di penalizzazione). Ma è chiaro che gli imputati daranno battaglia, con i loro legali: da gennaio 2010, dovrebbe iniziare la sfilata dei testi della difesa (una cinquantina in tutto), anche se i pm, come detto, la loro idea se la sono già fatta su Calciopoli e dintorni. La sentenza forse nel 2011: a meno che intervenga la nuova legge sul “processo breve” che potrebbe azzerare tutto. Intanto, domani a Milano si apre un nuovo fronte: è previsto infatti il patteggiamento di molti imputati nel processo Telecom-Pirelli. Fra questi anche Tavaroli, Cipriani, eccetera. Tavaroli, il numero 1, avrebbero trovato un accordo per una pena di cinque anni (senza rientrare però in carcere, fra sconti vari). Appena avranno le carte del patteggiamento, molti protagonisti di Calciopoli si rivolgeranno al tribunale civile per chiedere il risarcimento danni alla Telecom, alla Pirelli e a molti protagonisti del caso. E si tratta di decine e decine di milioni di euro. La cosa riguarda Moggi, De Santis, Bergamo, Ceniccola, Fabiani, il marito della Fazi, Racalbuto. Molti di loro sono difesi dall’avvocato romano, Silvia Morescanti. De Santis, Fabiani e Ceniccola erano finiti nel “Dossier Ladroni” (non solo controllo dei tabulati ma anche dei conti correnti, eccetera) mentre anche Moggi e Bergamo sostengono di essere stati spiati da Cipriani, che aveva ricevuto il mandato da Tavaroli. Lo stesso Tavaroli ha spiegato, in un interrogatorio reso ai carabinieri di Milano, di aver avuto un “incontro con Moratti e Facchetti presso la sede della Saras…”. Tavaroli poi chiese a “Bove di verificare se” alcuni numeri di “cellulare, riferibili a Moggi, fossero attivi e se fossero riconducibili a persone che appartenevano al mondo del calcio”. Fra questi numeri telefonici, ad esempio, c’era anche quello che la Federcalcio aveva dato a Bergamo. Non si tratterebbe quindi di intercettazioni ma di verifica dei tabulati. L’Inter si è già dichiarata estranea alla vicenda (non estranea invece all’attività di spionaggio commissionata nei confronti di Bobo Vieri). Domani, comunque, si saprà di più.
(Di Fulvio Bianchi per La Repubblica)

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