Sissoko: "Qui c'è la Guerra, vogliamo tornare a casa" | JMania

Sissoko: “Qui c’è la Guerra, vogliamo tornare a casa”

Panchina, radio, paura. La Coppa d’Africa poteva cominciare decisamentemeglio, per Mohamed Sissoko. Domenica sera, il centrocampista della Juventus ha saltato la gara inaugurale con l’Angola. Al rientro negli spogliatoi, gli è arrivata la notizia che la Juventus era stata bastonata dal Milan. Alla vigilia, aveva seguito con comprensibile preoccupazione l’affaire-Togo. L’unica cosa buona il risultato …

sissokoPanchina, radio, paura. La Coppa d’Africa poteva cominciare decisamentemeglio, per Mohamed Sissoko. Domenica sera, il centrocampista della Juventus ha saltato la gara inaugurale con l’Angola. Al rientro negli spogliatoi, gli è arrivata la notizia che la Juventus era stata bastonata dal Milan. Alla vigilia, aveva seguito con comprensibile preoccupazione l’affaire-Togo. L’unica cosa buona il risultato delMali, passato dallo 0-4 al 4-4 nello spazio di 16
minuti.

La Juventus è crollata in casa con il Milan.
«Lo so. La notiziami è arrivata negli spogliatoi, dopo la doccia. Mi hanno inviato un sms. Mi dispiace davvero, è un momentaccio. La Juventus è la mia squadra e perdere mi fa star male».

Ferrara sta vivendo ore difficili.
«Con lui, mi sono trovato bene, ma capisco che quando si attraversano queste situazioni i dirigenti si pongono il problema-allenatore. Il calcio funziona così».

La Juve è partita benissimo, poi si è fermata: che cosa sta succedendo?
«Quando una squadra va in crisi, non esiste solo una spiegazione. Le cause sono tante: infortuni, inserimenti dei nuovi giocatori, la tensione. Passare dal successo alle difficoltà fa crollare l’autostima. Diventa tutto maledettamente difficile».

Perché ha saltato la partita con l’Angola?
«Non ero ancora a posto dopo l’infortunio. Ma contro l’Algeria, giovedì, ci sarò».

Un esordio pirotecnico: dopo 79’ perdevate 4-0, poi in un quarto d’ora è arrivato il pareggio.
«Non voglio cercare scuse banali, ma nel primo tempo non ci stavamo con la testa. Quello che è accaduto ai togolesi, ci ha sconvolto. Non avevamo proprio la testa per giocare a calcio. Ci ha svegliato l’allenatore, Keshi. Nell’intervallo ci
ha detto che non potevamo fare una figuraccia, che una squadra deve sempre avere orgoglio e dignità. Siamo andati sotto di altri due gol, ma abbiamo trovato la forza di reagire. La prima rete ci ha dato un’ulteriore scossa,mentre gli angolani hanno perso sicurezza».

Che cosa pensa della decisione del Togo di ritirarsi dalla Coppa d’Africa?
«Penso che hanno preso una decisione giusta.Noi siamo venuti in Angola per giocare al calcio, non per fare la guerra. Quello che è capitato ai togolesi è orribile.Hanno visto morire due componenti della loro selezione. Hanno visto il ferimento di due compagni di squadra.Hanno temuto dimorire. E’ stata la peggiore esperienza della loro vita. Hanno fatto benissimo a tornare a casa».

Ha parlato con qualche giocatore togolese?
«Ho provato amettermi in contatto con alcuni di loro, ma non è stato possibile. I telefoni cellulari suonavano a vuoto. Per i togolesi è stato un incubo».

(Credits: Gazzetta dello Sport)

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