Farsopoli: analisi e commenti dell'ennesima toppa accusatoria | JMania

Farsopoli: analisi e commenti dell’ennesima toppa accusatoria

Secondo articolo della nostra rubrica… Verso ora di pranzo è finita un’altra udienza a Napoli di Calciopoli, o meglio di Farsopoli. Dovrebbe essere stata la penultima seduta con i teste dell’accusa, dopo il 25 Maggio (data che vedrà a Napoli Roberto Mancini) la difesa potrà presentare i numerosi testimoni. Il grande protagonista odierno, annunciato da …

Secondo articolo della nostra rubrica…

Verso ora di pranzo è finita un’altra udienza a Napoli di Calciopoli, o meglio di Farsopoli. Dovrebbe essere stata la penultima seduta con i teste dell’accusa, dopo il 25 Maggio (data che vedrà a Napoli Roberto Mancini) la difesa potrà presentare i numerosi testimoni. Il grande protagonista odierno, annunciato da tempo, doveva essere Carlo Ancelotti, da domenica campione d’Inghilterra, il quale era considerato dal Pm Narducci il jolly dell’accusa. Il suo ingresso in aula era previsto per le 12,30 così è stato fatto il controesame dell’avvocato di De Santis Gallinelli al Maresciallo Di Laroni. Vi proponiamo i passaggi più importanti:

1) Avv. Gallinelli: Il vostro accertamento è stato esteso al codice IMEI?

Di Laroni: No

Avv. Gallinelli: Attraverso questo accertamento potevate scoprire se De Santis inseriva nel cellulare una scheda svizzera, giusto?

Di Laroni: Si

Avv. Gallinelli: E perché non l’avete fatto? credo che fosse rilevante

Di Laroni: Per me lui poteva utilizzare un altro telefono

Presidente Casoria: andiamo avanti

In questo caso l’Avvocato chiede a Di Laroni come mai l’accertamento sulle celle delle sim internazionali non sia stato fatto tramite questo meccanismo, estendendolo al codice IMEI. E’ molto strano leggere che questo non è stato fatto perchè poteva essere la prova decisiva.

2) Avv. Gallinelli: Lei è a conoscenza che De Santis svolgeva un corso per incarichi direttivi di polizia penitenziaria?

Di Laroni: Sì, ricordo che tra l’altro questi aspiranti commissari venivano a fare visita a noi, il colonnello ci avvisò che stavano venendo gli aspiranti tra cui c’era anche il De Santis ed io stesso spensi i monitor dove poteva esserci il noime di De Santis

Avv. Gallinelli: Ma lei l’ha visto De Santis?

Di Laroni: No

Avv. Gallinelli: Il colonnello Auricchio glielo ha riferito?

Di Laroni: No

Avv. Gallinelli: Lei ha interpolato dei dati, eravate a conoscenza che De Santis frequantava il corso, avete fatto accertamenti sui giorni e gli orari in cui frequentava il corso?

Di Laroni: No, non l’abbiamo fatto

Avv. Gallinelli: Sa che il 21 gennaio 2005 De Santis frequentava il tirocinio presso Regina Coeli dalle 8 alle 14?

Di Laroni: No, io so che l’utenza era a Coverciano

Avv. Gallinelli: Qui si confonde la persona con l’utenza. Io credo che questo accertamento andava fatto. Non l’avete acquisito?

Di Laroni: No

Questo è un passaggio fondamentale. L’avvocato di De Santis sottolinea il fatto che il suo assistito frequentasse il corso di Polizia Penitenziaria e che il 21 Gennaio 2005 dalle 8 alle 14 lui era appunto a Roma, e questa sim era a Coverciano. Ma se l’ex arbitro era nel Lazio, come faceva a parlare con una scheda internazionale a Firenze? Questo già smonta l’attendibilità delle celle. Passiamo ad un altro episodio.

3) Avv. Gallinelli: 27 gennaio 2005 ore 11.53 l’utenza era sempre quella attribuita a De Santis cella agganciata Roma, sempre il 27 gennaio ore 12.14 secondo contatto tra le due schede cella agganciata Roma avete accertato dove si trovava De Santis inquella data?

Di Laroni: No

Avv. Gallinelli: Si trovava a Casal del Marmo, orario 9-13 a frequantare il corso

PM (opposizione violenta): Potrei dire che ha firmato e se n’è andato.

Avv. Gallinelli: Ma scherza? Sarebbe un reato!

Questo è ancora più importante. De Santis si trovava a Casal del Marmo dalle 9 alle 13 e invece viene attribuita la sua presenza a Coverciano alle ore 11,53. Clamorosa l’opposizione del PM che accusa De Santis di aver firmato e di essersene andato, dimenticandosi che questo è un REATO. Quando non ci sono argomentazioni…

4) Avv. Gallinelli: 1.2.2005, ore 12.58, utenza chiamante sempre quella, cella agganciata Roma: avete accertato se De Santis frequentava il corso?

Di Laroni: No.

Avv. Gallinelli: Benissimo, nessuna domanda

Con questa concludiamo. Neanche in questo caso nessuno si era informato che De Santis si trovasse al corso e che quindi la scheda non poteva essere usata nel ritiro arbitrale.

CONCLUSIONE DI LARONI: Da tutto questo si evince chiaramente che ci sono delle incongruenze gravissime sull’attribuizionedella Sim a De Santis e questo viene dimostrato tramite prove inconfutabili. L’ex arbitro si trovava in posti diversi da dove Di Laroni ha detto e quindi tutta l’ipotesi (almeno riguardante questo imputato) crollerebbe.

Ora passiamo alla testimonianza di Carlo Ancelotti, grande atteso della giornata:

1) PM: Lei parlò con Meani anche della sua fase di allenatore della Juventus?

Ancelotti: No, non ho parlato di quello con Meani in quella circostanza

PM: Dallo stesso verbale si dice che avrebbe parlato con Meani, e che Moggi sapeva già dal giovedì gli arbitri della domenica, e che era già pronta la torta per la vittoria della Juventus e che erano successi fatti strani dopo Parma

Ancelotti: Non ho mai detto a Meani che Moggi mi diceva il giovedì gli arbitri della domenica, nè che stilava il calendario. Dissi solo che avevo la senszione che Moggi avesse un rapporto privilegiato con De Santis

Per ora fermiamoci qui. In pratica una prima grande cosa già viene smentita. Narducci gli chiede se avesse detto a Meani del fatto che Moggi sapesse gli arbitri il Giovedi e che era pronta la torta per la vittoria della Juve. Ancelotti risponde che non ha mai detto questo. Parla del rapporto confidenziale dell’ex dg con De Santis, che però poi spiegherà meglio.

2) PM: E i suoi calciatori colloquiavano con De Santis anche nello spogliatoio dell’arbitro?

Ancelotti: Io questo non l’ho mai visto, Lei si riferisce ad un racconto di Gattuso dopo un Juve-Milan, ma io non ho mai visto Moggi nello spogliatoio di De Santis

Il teste dice di non aver mai visto questo colloquio.

3) PM: In quel periodo, quando era allenatore della Juve, nel corso del periodo estivo, è stato mai chiesto da Moggi se, come allenatore della Juve aveva preferenze quanto agli incontri della Juve nella prima parte del campionato?

Ancelotti: No

E questo è un altro dato significativo.

4) Avv. Gallinelli (difesa De Santis): Lei ha detto che De Santis era esuberante.

Ancelotti: Sì

Avv. Gallinelli: Ha detto che dava il tu a Moggi

Ancelotti: Sì

Avv. Gallinelli: E ai giocatori?

Ancelotti: Dava del tu

Avv. Gallinelli: A Lei?

Ancelotti: A me dava del tu

Avv. Gallinelli: E agli altri dirigenti?

Ancelotti: non lo so

Questo è un passaggio chiave. Ancelotti dice che Moggi dava del tu a De Santis, il quale lo dava anche ai giocatori, ad Ancelotti stesso e che quindi questo rientrava nel carattere dell’ex arbitro.

5) Avv. Prioreschi (difesa Moggi): Quando definisce particolare il rapporto con Moggi da che lo ricava?

Ancelotti: Da mie valutazioni personali

Avv. Prioreschi: Juventus-Parma, gol annullato, ricorda se quel gol nasce da un angolo concesso da De Santris che era inesistente?

Ancelotti: Sì lo ricordo

L’avvocato di Luciano Moggi oltre che fa confermare ad Ancelotti che comunque lui fa delle valutazioni personali sulla partita ricorda che il gol annullato al Parma proveniva da un calcio d’angolo inesistente.

CONCLUSIONE:

Da questa testimonianza l’accusa puntava a qualcosa di importante invece non ottiene nulla. De Santis dava del tu a tutti, lui non ha mai detto il fatto che Moggi conosceva gli arbitri il giovedi, Moggi non gli ha mai chiesto nulla su delle eventuali preferenze sui calendari. Fa riferimento alla partita Siena-Milan 2004/2005 dove si lamenta con Meani dell’arbitraggio e in questo caso parla di sue sensazioni senza accusare nessuno. Oggi Mourinho parla dopo ogni partita di complotto con gesti vari e non per questo vengono considerati falsati i campionati a favore di altre squadre.

Passiamo all’assistente Cuttica. Su di lui vi proponiamo la cosa più importante che magari può interessarci da vicino:

1) Difesa di Pairetto: I suoi rapporti con i designatori, ha mai ricevuto pressioni per agevolare questa o quest’altra squadra?

Cuttica: Assolutamente no

Non servono commenti. Concludiamo con l’ex giocatore del Parma Vignaroli, che accusa De Santis di aver condizionato la partita Lecce-Parma, valevole per la salvezza nel 2004/2005. Si parla di squalifiche, ammonizioni e diffide ma di Moggi e di Juventus non se ne parla proprio. I più maligni accusano a De Santis il fatto di aver condizionato la partita per far salvare Lazio e Fiorentina. Leggendo le intercettazioni questo è molto probabile, peccato che a richiedere questo sia stato Carraro (assolto dalla giustizia sportiva) e non rinviato a giudizio in quella ordinaria.

Vi proponiamo questo:

1) Avv. Gallinelli: Lei è stato espulso?

Vignaroli: Si a fine gara

Avv. Gallinelli: Ci può dire che ha detto a De Santis?

Vignaroli: Non ricordo

Avv. Gallinelli: Si può dire che fosse irrispettosa?

Vignaroli: Sì

In questo caso si evince che l’espulsione del giocatore sia stata regolamentarmente corretta

2) Avv. Gallinelli: Nel verbale di sommarie informazioni Lei parla di una seconda ammonizione dovuta al fatto di avere allontanato la palla.

Vignaroli: Sì.

Avv. Gallinelli: Sa se quando uno mette in atto un atteggiamento del genere di solito viene ammonito?

Vignaroli: Sì.

Avv. Gallinelli: Questo suo nervosimo a che era dovuto?

Vignaroli: Alla gara senz’altro.

Avv. Gallinelli: A che minuto venne ammonito la prima volta Morfeo?

Vignaroli: Non lo ricordo.

Avv. Gallinelli: Lei è sicuro che Morfeo fosse già stato ammonito?

Vignaroli: Sì.

Avv. Gallinelli: E’ certo?

Vignaroli: Beh forse no, era in diffida…

Avv. Gallinelli: Quindi non era stato espulso…

Vignaroli: No.

Avv. Gallinelli: Quindi fu solo ammonito per quel gesto…

Vignaroli: Sì.

Qui invece si legge che Vignaroli è abbastanza confuso, prima dice che Morfeo era stato ammonito, poi che era in diffida e poi che era stato ammonito solo una volta.

CONCLUSIONE: Da  regolamento il teste confessa che in tutti i casi le ammonizioni erano giuste. Aggiunge che De Santis gli ha detto: “Tanto la partita non la vincete”. Conludo ripetendo comunque che a Moggi e alla Juve questa deposizione interessa relativamente, anche se il Pm cerca di mettere in risalto il contrario.

FINE: Questo è quanto successo oggi a Napoli. Nessun punto per l’accusa e qualcuno per la difesa, sia sulle sim svizzere sia sul “famoso” potere di Moggi.

Stefano Luongo

4 commenti

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  2. a mio parere l’accusa si sta aggrappando sugli specchi facendo figure pessime continuando a tirare in ballo dei teste di loro favore che poi smontano inesorabilmente ogni accusa o per lo meno si ridimensiona in gran misura..vogliono che questa farsa abbia un seguito e non hanno ancora capito che dietro ce molto molto di piu il quale la juve e moggi sono solo dei martiri accusati per ripulire un sistema malato o come tale vogliono descrivercelo quando ci sarebbe ben altro da rivedere e condannare ..lo scudetto degli onesti deve essere solo l’inizio se si vuole veramente fare tabula rasa..almeno che non vogliano deabiltare troppo la serie A dato che in molte dovrebbero fare la fine che fecimo noi nel 2006

  3. speriamo che la revoca dello scudetto sia solo il primo passo… e che dopo la fine di questa farsa si possa ottenere la revisione del processo…

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