Ritiro Juventus, si torna a Châtillon? | JMania

Ritiro Juventus, si torna a Châtillon?

Ritiro Juventus, si torna a Châtillon?

Per la prossima preparazione estiva la Juventus potrebbe tornare in Val d’Aaosta. Secondo quanto riferisce oggi l’edizione de ‘La Stampa’, ieri un gruppo di dirigenti e tecnici bianconeri si è recato in gran segreto a Châtillon, località dove la Juve è già stata tra il 1995 e il 2003. Lo staff della Juve ha effettuato …

Per la prossima preparazione estiva la Juventus potrebbe tornare in Val d’Aaosta. Secondo quanto riferisce oggi l’edizione de ‘La Stampa’, ieri un gruppo di dirigenti e tecnici bianconeri si è recato in gran segreto a Châtillon, località dove la Juve è già stata tra il 1995 e il 2003. Lo staff della Juve ha effettuato sopralluoghi in alcune strutture, compreso il campo sportivo: secondo il quotidiano torinese, la trattativa tra Regione e club è avviata da alcune settimane e la decisione definitiva dovrebbe essere comunicata nei prossimi giorni.
Secondo quanto riporta ‘Tuttosport’, però, Bardonecchia, sede del ritiro dello scorso anno, è ancora in ballo: a pesare sulla decisione della Juventus, alla fine , sarà la situazione economica della Regione Piemonte, che ha dato l’estate scorsa il suo supporto finanziario al Comitato organizzatore di Bardonecchia. I due milioni e mezzo di euro versati nelle casse di Corso Galileo Ferraris, dunque, difficilmente potranno essere confermati in questa stagione. Se dunque Agnelli deciderà di abbassare le pretese, i bianconeri rimarranno in Piemonte, altrimenti sarà Val d’Aosta.

Un commento

  1. capitan sparrow

    Che bei ricordi! Si parcheggiava l’auto all’inizio del paese, si attraversava tutta Chatillon camminando in salita e si raggiungeva il piccolo stadio (piccolo si, ma sempre stracolmo) e si poteva assistere (senza pagare) all’allenamento: corsa, scatti, corsa con i pesi al “traino”, esercizi personalizzati, schemi e, infine, la partitella. Dopo l’allenamento tutti sotto il tendone ad attendere il giocatore di turno per il bagno di folla, e l’attesa (inutile) fuori dei cancelli. C’era aria di festa paesane sugli spalti e aria di grande professionalità in campo. Erano giorni spensierati. Poi veniva il campionato e, a maggio, tutti a festeggiare.

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