Pagelle Lione-Juventus 0-1 | Giovinco suona la sveglia

Pagelle Lione-Juventus 0-1: Giovinco suona la sveglia

Pagelle Lione-Juventus 0-1: Giovinco suona la sveglia

Pagelle Lione-Juventus 0-1: i bianconeri si svegliano solo nella ripresa, decisivi i cambi, molto bene Sebastian Giovinco

lione-juventus-pagellePagelle Lione-Juventus 0-1: decisivi i cambi, bene Giovinco. La Juve sonnecchia per un tempo al cospetto di un Lione tutt’altro che irresistibile, poi trova la vittoria nella ripresa. Pirlo marcato stretto non può incidere, così alla fine risulta decisiva la fantasia di Giovinco, che dal momento del suo ingresso cambia letteralmente la partita. Le pagelle:

Buffon 7: Cambiano l’avversario, lo stadio, la competizione, ma Gigi rimane sempre lo stesso. Certezza intramontabile della retroguardia bianconera, anche ieri sera ha evitato in un paio di circostanze di vedere la propria squadra passare in svantaggio, smanacciando, deviando e respingendo in calcio d’angolo quelle rare e saltuarie conclusioni dei francesi. Tra  le poche occasioni da gol architettate dai leoni, sicuramente più scalpore avrà fatto quella maturata nel primo tempo dai piedi del centrocampista Malbranque, contro la quale il numero uno bianconero ha sfoggiato una rapidità prodigiosa nel cadere verso il basso.

Difesa 7: Puliti, lindi e pinti. Con la pantera Gomis escluso a sorpresa dalla festa, ma con due velocissimi uomini d’attacco pronti a sfruttare gli spazi stretti, per niente facilitato poteva rivelarsi il compito difensivo del terzetto arretrato, che troppe difficoltà ha incontrato durante questa stagione di fronte ad avversari rapidi e veloci nelle ripartenze in contropiede. Attuando tuttavia i giusti movimenti a scalare sulle punte e prendendo misure di sicurezza ad hoc per ognuno di loro, il compito di ovattare il genio e l’imprevedibilità del duetto Lacazette-Briand è stato portato perfettamente a termine nell’arco dei 90 minuti di gioco, concedendo solo estemporaneamente, a Briand soprattutto, l’opportunità di affacciarsi verso la porta di Buffon. Puntuali ed aggressivi nelle chiusure in tackle scivolato e negli anticipi alti di testa, hanno contribuito con decisione alla circolazione pulita del pallone, trovando in Bonucci, regista improvvisato della serata, il centro d’attrazione per la maggior parte dei palloni giocabili in fase d’attacco. Unico in grado di poter inventare qualcosa di pericoloso (le circostanze questo imponevano), si è rivelato alla fin fine anche uomo partita nella sfida con i francesi, andando a trovare a 5 minuti dal 90′ una rete importantissima per il proseguo del cammino in Europa League. Esclusa qualche piccola disattenzione, comunque, assolutamente impeccabili.

Esterni 6-: Con un Lione spesso e volentieri rintanato nella propria metà campo, pronto a fare densità per ostruire le vie di passaggio ai bianconeri, decisamente in salita si è rivelata la partita per i tornanti mandati in campo ieri sera da Antonio Conte, che poco spazio hanno trovato per proporre il loro gioco ed insidiare la retroguardia rossoblù. Inermi e perennemente bloccati sulla linea dei centrocampisti, si sono potuti solamente limitare al compito di gestione della palla e di copertura in fase di non possesso, approfittando solo nel finale, dal 70′ circa in poi, degli spazi che leoni cominciavano a concedere provati dalla stanchezza. Eccetto qualche spunto mal concluso da Isla, in ogni caso, è stato costruito molto poco.

Centrocampo 6: A spezzoni. Chiaramente debilitati dai continui impegni ravvicinati tra campionato ed Europa League, stanno attraversando un momento non di particolare brillantezza, patendo spesso la fisicità degli avversari e mostrando solo a tratti, in alcuni spezzoni della partita, le qualità di cui sono dotati. Escludendo dal discorso il povero Pirlo, che anche stasera si è ritrovato per 90 minuti la marcatura asfissiante di un cagnaccio come Malbranque, ma nonostante tutto è riuscito ad inventare due assist deliziosi per i propri compagni, su ritmi più blandi e decisamente sotto tono hanno costruito la propria gara Pogba e Marchisio, in netto calo di rendimento rispetto ad un mese fa. Troppo estraniati dalla manovra di gioco ed incapaci di tirar fuori lo spunto per sbloccare la partita, si sono resi più visibili e presenti in mezzo al campo in fase di recupero e contrasto sul diretto avversario, portando comunque pressione ed aggressività sul portatore di palla. Eccedendo troppo spesso (Pogba) in virtuosismi inutili, hanno evitato quegli inserimenti senza palla che tante volte hanno dato il là alle goleade per i bianconeri, preferendo piuttosto rimanere incagliati sulla linea mediana a costruire col giro palla le proprie fortune.

Attacco 6- & 6.5: Sfortunati. Quando la squadra con cui stai giocando si arena completamente nella propria metà campo, sperare di trovare spazi liberi in cui tentare un imbucata è praticamente un’utopia. Pur tuttavia nel corso del primo e del secondo tempo di gioco, due occasioni clamorose, per entrambi gli attaccanti, sono capitate come manne dal cielo dai piedini dell’incatenato Pirlo, ma la mancanza di concretezza e incisività sotto porta hanno spazzato via ogni buon proposito di realizzazione finale. Colpiti pure (Tevez) dai primi acciacchi post stagione strepitosa, non si poteva far altro che tirarli fuori e tentare la sorte con la coppia titolare dell’anno prima. Meglio di quanto ci si potesse immaginare, i subentrati gettati dentro da mister Conte hanno fatto più che bene nei minuti messi loro a disposizione, rendendosi pericolosi e creando qualche spunto interessante per impensierire la porta di Lopes. Se poi riuscissero ad impiegare anche loro un minimo di cattiveria in più negli ultimi 15 metri, a quest’ora l’eroe di giornata sarebbe probabilmente Mirko Vucinic. Insomma i primi, bene i secondi.

Conte 6.5: Gara per niente facile, anzi intricatissima, contro un avversario totalmente arroccato nella propria metà campo e difficile da pungere sulle corsie laterali (la fonte maggiore dei pericoli bianconeri). Bravi comunque a crederci fino alla fine e a sbloccarla negli ultimi istanti di gara, portano a casa una vittoria fondamentale (in trasferta, tra l’altro) in vista del ritorno e che può far ben sperare per un accesso alle semifinali della competizione. Da centellinare, nelle prossime uscite, le energie dei giocatori a disposizione, che a questo punto della stagione sembrano veramente tirare il fiato.

Un commento

  1. Continuo a non capacitarmi di come e chi abbia potuto valutare (e poi anche pagare) 18,8 milioni (dicasi 18,8!!!) per un giocatore che è sì in nazionale, che è sì giovane (1988), che sì corre molto, ma che non riesce spesso a fare neanche uno stop tecnicamente normale.
    Isla ha lacune tecniche insormontabili per poter giocare anche solo a livello di europa league, figuriamoci in altre competizioni.
    Ultimamente sul mercato abbiamo fatto ottimi affari, ma questo di Isla ne annulla parecchi per la sua pochezza tecnica e incapacità di giocare la palla con un minimo sindacale (richiesto) di livello qualitativo.

    Purtroppo è e rimane un giocatore molto triste, mi dispiace ma ormai dopo 2 anni la realtà è questa.

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