Juventus - Torino 1-0 | Serie A | Le pagelle

Pagelle Juventus – Torino 1-0: tra i bianconeri qualcosa non va

Pagelle Juventus – Torino 1-0: tra i bianconeri qualcosa non va

Juventus – Torino 1-0: le pagelle e l’analisi del momento difficile dei bianconeri, che paiono essere in calo anche quanto a condizione fisica

pagelle-Juventus-torinoUna Juventus in evidente debito di ossigeno, batte il Torino e mantiene le 9 lunghezze sulla Roma. C’è comunque molto da riflettere dopo questo derby, poiché aldilà dei meriti del Torino, venuto allo Juventus Stadium per non giocare e non far giocare, c’è comunque più di qualcosa che non va tra i campioni d’Italia.

Buffon 6.5: Altra partita da spettatore non pagante. Nonostante si trovasse di fronte due degli attaccanti più prolifici del campionato, di conclusioni effettive arrivate verso lo specchio se ne contano al massimo due (ad essere generosi) ed oltre ad un paio di uscite repentine ad anticipare l’avversario, non ha dovuto sventare situazioni di pericolo degne di nota.

Difesa 6.5: Col recupero di Barzagli sono tornati finalmente a disposizione di Conte 2/3 della difesa titolare e come da previsione questo rientro ha avuto immediatamente effetti positivi sul reparto arretrato. Con un Caceres che sta prendendo via via nel tempo sempre più fiducia nei propri mezzi ed un Bonucci svincolato (o quasi) da quei fatali leziosismi nella zona nevralgica del campo, abbiamo potuto assistere ad una gara di grandissima attenzione da parte dei tre centrali bianconeri, capaci di arginare e allo stesso tempo frenare le improvvise e rare folate degli attaccanti granata. Abili e concentrati anche in fase di palleggio, sono riusciti a mantenere sempre alzata la guardia dfensiva, pronti ad intervenire in caso di necessità sul possibile pericolo da sventare. Escludendo comunque qualche svarione estemporaneo (intervento mancato di Bonucci a centrocampo e passaggio orizzontale da codice penale di Caceres), una partita discretamente apprezzabile e sopra la sufficienza.

Esterni 6: Quella di ieri non doveva essere la loro gara. Con un Torino rintanato all’indietro ed un gioco sviluppato prevalentemente nella zona centrale del campo, di occasioni da sfruttare per mettersi in mostra e per rendersi pericolosi non ce ne sono state ed eccetto alcuni buoni spunti per arrivare al cross, c’è stato poco o nulla. Lavorando prevalentemente nella fase di copertura e nei movimenti senza palla, in ogni caso, utili si sono rivelati proprio quest’ultimi nell’allargare le maglie della difesa avversaria e nel favorire ai compagni d’attacco lo spazio per entrare in area.

Centrocampo 6: Ieri sera la gara del terzetto di centrocampo non è stata delle più brillanti ed il fatto di aver giocato tre giorni dopo la partita col Trabzonspor, ha solo che complicato la preparazione e la partita col Toro. Gravati pertanto dalle tossine di una competizione che troppe volte è risultata sfiancante, nell’arco di tutti i 90 minuti di gioco i centrocampisti bianconeri sono apparsi troppe volte in ritardo sull’avversario ed eccessivamente lenti nell’interpretare le manovre di gioco, riuscendo pur tuttavia a schiacciare gli uomini di Ventura quando in possesso della palla. Con un Vidal in balia della propria stanchezza fisica ed un Pogba mai veramente integrato in partita, la carretta della linea mediana è stata tirata avanti dal solo Andrea Pirlo, unico in grado di destreggiarsi a dovere in entrambi le fasi di gioco. Abile nel far circolare come al suo solito la palla, infatti, si è dimostrato anche molto valido nel recupero sporco della sfera, intercettando una discreta quantità di palloni dai piedi avversari. Le partite da giocare sono molte ed i giorni per rifiatare pochissimi; un rincalzo in più a centrocampo, a questo punto della stagione, avrebbe fatto sicuramente comodo.

Attacco 7: Come per la gara di giovedì sera, anche per quella di ieri è stato il reparto con una marcia in più. Quando davanti hai due attaccanti che si sposano alla perfezione, si muovono in sincronia e ti risolvono con una giocata le partite più complicate, allora puoi anche metterti seduto e startene bello che rilassato, tanto sai che ci penseranno loro a srbigliare la faccenda. Se poi uno attraversa un periodo di leggera flessione e non riesce a trovare la via del gol, ci pensa l’altro a dargli maggiore supporto, sostenendolo con la sua generosità e timbrando il cartellino al suo posto. Con lo gnometto argentino che incanta ed aizza la folla con la sua grinta e le sue giocate ed il gigante di Pamplona che dimostra sempre grande attaccamento alla causa della squadra, si può solo che godere dello spettacolo offerto, riguardando con un sorriso a quei trascorsi senza “Top Player” che facevano tanto clamore.

Conte 7: L’imperativo ieri sera era vincere. Bisognava mantenere alto l’onore, colorare nuovamente la città di bianco e nero e, cosa assolutamente fondamentale, rispedire a 9 punti di distanza la diretta concorrente in campionato. Nonostante le tossine di giovedì sera e le difficoltà di un derby, la squadra è riuscita bene nei compiti che il mister le aveva assegnato, controllando, pungendo e poi nuovamente addomesticando un Toro mai veramente in grado di far male. La seconda tappa della due settimane d’inferno dei bianconeri è andata; adesso bisognerà ripetersi nelle successive uscite.

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