Juventus - Fiorentina 1-0 | Pagelle Serie A | 27a giornata

Pagelle Juventus -Fiorentina 1-0 | Serie A | 27a giornata

Pagelle Juventus -Fiorentina 1-0 | Serie A | 27a giornata

Complici i tanti impegni ravvicinati, è stata una Juve con il freno a mano tirato quella che abbiamo visto oggi contro la Fiorentina. Alla fine contavano comunque i tre punti e il record di vittorie consecutive casalinghe che è stato prolungato. Con i viola, l’appuntamento è ora giovedì in Europa League. Le pagelle: Buffon 7: …

Complici i tanti impegni ravvicinati, è stata una Juve con il freno a mano tirato quella che abbiamo visto oggi contro la Fiorentina. Alla fine contavano comunque i tre punti e il record di vittorie consecutive casalinghe che è stato prolungato. Con i viola, l’appuntamento è ora giovedì in Europa League. Le pagelle:

Buffon 7: Durante il corso di tutta quanta la prima frazione di gioco non viene mai chiamato  in causa dai giocatori avversari. Maggiormente in apprensione nella seconda parte di gara, non si trova a dover sventare particolari situazioni di pericolo, ma nelle circostanze in cui si necessita del suo intervento, è sempre presente. Emblematica, in questo senso, l’uscita repentina sul lanciatissimo Cuadrado, che aveva precedentemente sfruttato uno scivolone di Barzagli.

Difesa 6.5: Discreti. In completo controllo della gara, col solo Mario Gomez a cercar di creare flebili fastidi, i tre centrali del pacchetto arretrato si sono dimostrati abili nel mantenere sempre alzata la guardia, coprendo attentamente gli uomini offensivi avversari e scivolando alla perfezione nelle marcature a uomo. Importantissimi anche in fase di possesso, hanno favorito il predominio territoriale per la squadra di Conte, che proprio nei tre estremi dell’undici titolare ha trovato una via per smistare, allargare e appoggiare la sfera. Nonostante un calo di tensione nella seconda fase della partita, sono comunque riusciti a mantenere una situazione di sostanziale (si fa per dire) tranquillità, concedendo purtuttavia ai viola tre clamorose palle gol. Fortunatamente per loro la testa di Gomez e quella di Matos oggi erano meno precise del solito, e con un pizzico di fortuna in più a sventare i pericoli maggiori, si è potuto tirare un sospiro di grandissimo sollievo.

Esterni 7: I valori in più. Con una Fiorentina addensatasi principalmente nella zona centrale del campo per ostruire la manovra ai più temibili Tevez e Vida, la gara, gli scontri ed i duelli, sono stati vinti proprio sulle fasce laterali, col terzino svizzero Licthsteiner e il tornate ghanese Asamoah a creare pericoli costanti per la difesa avversaria. Rapidi come furetti ed incontenibili come fiumi in piena, sono stati le vere spine nel fianco per la squadra di Montella, incapace di contenere ed arginare le loro folate offensive. Proprio da uno di questi spunti individuali, è nato il vantaggio per i padroni di casa, che dal dribbling mozzafiato di Asamoah e dalla mezza deviazione di Pizarro, hanno trovato la via per il gol partita. Una rete, quella del ghanese, di pregevolissima fattura, esteticamente perfetta non tanto per la conclusione finale, ma per la preparazione e il tipo di giocata (da vero numero 10), che lo hanno portato a battere a rete. Con i ritmi che prevedibilmente sono andati a farsi via via sempre più blandi nella seconda parte di gara, l’apporto dei due terzini in fase di copertura non è stato comunque deficitario e questo testimonia un grande impegno nel perseguire gli obiettivi preposti.

Centrocampo 6+: Altalenante. Come per il resto della squadra, la partita si è andata snodando in due maniere del tutto differenti, con la prima frazione di gioco caratterizzata da un assoluto dominio del possesso e la seconda da una condivisione della sfera con i centrocampisti avversari. Abili nel fare filtro e architettare pericolose trame d’attacco, il terzetto della mediana bianconera ha avuto nel principino Marchisio il suo maggiore punto di forza. Perfettamente integrato nei panni di regista basso, il numero otto juventino è stato autore di una gara di elevatissimo profilo, costruita su lanci millimetrici per le correnti esterne e da smistamenti precisi e repentini per i compagni di reparto. Presente anche in fase di recupero, ha dimostrato di aver finalmente recuperato quella condizione fisico-mentale degna del miglior Marchisio. Decisamente al di sotto del loro abituale rendimento sono stati invece il francesino Pogba ed il guerriero Vidal, entrambi autori di una partita altalenante ma mai veramente convincente. Condizionati uno dall’ammonizione iniziale, l’altro dal proprio ego smisurato, non sono stati capaci di entrare concretamente nella gara con i viola, subendo troppo spesso (nella ripresa soprattutto) i cambi di marcia improvvisi degli avversari. In fase di copertura, tuttavia, un discreto apporto alla difesa l’hanno dato e pertanto è giusto valutare la prestazione di entrambi con un 6 in pagella.

Attacco 6.5: Sacrificati. Con le marcature asfissianti di più giocatori, poco si poteva pretendere dalla coppia del gol, che comunque ha disputato una gara di grande impegno e dedizione alla causa della squadra. Implicati soprattutto nella prima fase della partita, hanno svolto mansioni completamente differenti tra loro, adattandosi come potevano all’andamento della sfida. Tevez è riuscito a trovarsi più di una volta lo spazio per battere a rete, ma la scarsa precisione nel piede sinistro gli ha impedito di rendersi pericoloso. Il Navarro si è reso invece più partecipe nel gioco di sponda e nel favorire con la sua fisicità l’ingresso per i compagni in area di rigore. Lasciati completamente a loro stessi nella seconda frazione della partita, hanno adoperato la loro pressione sul primo portatore di palla, dimostrando una voglia di lottare e fare risultato degna di ammirazione.

Conte 6.5: Primo tempo da padroni assoluti, ripresa in netta sofferenza. L’impegno con viola di giovedì sera ha condizionato palesemente l’atteggiamento della squadra, che sul misero punteggio di 1-0 ha cercato di risparmiare le energie per l’impegno in coppa. Scelta, questa di riposare, più che condivisibile, ma opportuno sarebbe stato allentare i ritmi a raddoppio ottenuto, senza dover vivere col batticuore l’ultimo quarto d’ora di partita.

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