Juventus - Chievo 3-1 | Pagelle | Marchisio e Vidal super

Pagelle Juventus – Chievo 3-1: Marchisio e Vidal super

Pagelle Juventus – Chievo 3-1: Marchisio e Vidal super

La Juventus torna a vincere contro il Chievo Verona e seppur con qualche sbavatura conquista un altro record: la dodicesima vittoria consecutiva in casa, esattamente come la prima Juve di Fabio Capello. Merito soprattutto di un gran centrocampo, con Marchisio e Vidal sugli scudi. In avanti, un po’ in ombra Llorente, male Giovinco che sembra …

marchisio-conte-juventus-chievoLa Juventus torna a vincere contro il Chievo Verona e seppur con qualche sbavatura conquista un altro record: la dodicesima vittoria consecutiva in casa, esattamente come la prima Juve di Fabio Capello. Merito soprattutto di un gran centrocampo, con Marchisio e Vidal sugli scudi. In avanti, un po’ in ombra Llorente, male Giovinco che sembra aver perso il feeling con la partita.

Buffon 6.5: Per 50′ minuti di gioco la sua partita è solamente passare e ricevere la palla dai compagni di difesa. Proprio poco dopo l’inizio di secondo tempo, tuttavia, iniziano a farsi insistenti le folate degli avversari ed in maniera rocambolesca vede insaccarsi alle sue spalle il gol del 2-1. Le responsabilità del portierone sull’autogol di Caceres sono oggettivamente poche e anzi nulla poteva fare su una deviazione così sfortunata del difensore uruguagio. Nei restanti 35/40 minuti di ripresa, comunque, si fa trovare sempre pronto a ribattere eventuali attacchi dei veronesi, che non riescono però ad impegnarlo mai seriamente con le loro trame offensive.

Linea difensiva 6+: Con due terzi del reparto titolare fuori per infortunio, le scelte operate dal mister per sopperire all’emergenza difensiva erano praticamente scontate, e così la linea arretrara dei tre centrali è stata drasticamente rimodellata. Col solito Bonucci a registrare il pacchetto arretrato, si sono affaccendati nel ruolo di vice Barzagli e Chiellini il duetto Caceres-Ogbonna, che nell’arco complessivo dei 90 minuti ha disputato una partita più che discreta. Abili nel palleggio e nel far partire la manovra, soprattutto nella prima fase di gioco sono stati in grado di contenere bene le rare folate offensive degli uomini di Corini, che mai sono riusciti nell’ardua impresa di impegnare Buffon. Rei di un attegiamento di eccessiva sicurezza, tuttavia, nelle prime battute del secondo tempo si sono lasciati spesso e volentieri saltare dall’avversario di turno con eccessiva facilità, non opponendo in nessun caso all’uomo che li puntava una parvenza d’ostacolo. Proprio in questo frangente di partita si è dimostrato invece molto attento Bonucci, che con grandissima accortezza ha evitato in un paio di circostanze la clamorosa rimonta dei gialloblù. Superato comunque questo leggero momento di sbandamento, sono stati bravi nel riprendere in mano le redini del reparto (soprattutto Ogbonna) e col nuovo doppio vantaggio arrivato dalla testa di Llorente, i pericoli più temibili sono terminati.

Uomini di corsia 6.5: E’ evidente, chiaro: sono in grandissima forma. Dopo le ultime strepitose prestazioni con Lazio, Inter e Verona, anche oggi pomeriggio i due tornanti inammovibili schierati da Conte si sono rivelati essere senza alcun’ombra di dubbio la marcia in più della squadra bianconera, che ultimamente in quella zona del campo non trova rivali in grado di ostacolare efficacemente quei fiumi in piena. Diligenti e sempre puntuali nel dar manforte alla difesa, in fase di spinta sono stati gli uomini più pericolosi insieme alle punte d’attacco, capaci di allargare e punire la difesa con i loro movimenti. Proprio da uno degli esterni (Asamoah) nasce il gol del vantaggio, frutto di una grandissima combinazione veloce e di un pregevole sinistro a giro fuori dall’area di rigore. Una rete di straordinaria fattura e che testimonia ulteriormente l’ottima condizione fisica di cui sta godendo il tornante ghanese. Sulla corsia opposta Lichtsteiner non è riuscito a timbrare il cartellino, ma i suoi spunti si sono dimostrano sempre interessanti ed insidiosi. Complessivamente, una prestazione al di sopra (e di parecchio) della sola sufficienza.

Linea mediana 7: Domenica scorsa, con l’altra compagine di Verona, era stato il reparto che aveva incontrato maggiori difficoltà. Oggi, con l’inserimento di Marchisio e la strigliata di Conte, ha dato prova di essere il settore di campo più eclettico di tutti gli altri, disputando una partita nettamente sopra le righe. Con un Vidal rigenerato, un Pirlo fabbro e genio del centrocampo ed un Marchisio finalmente sui livelli che più gli competono, non c’è stata assolutamente storia per la mediana avversaria, che ha potuto solamente guardare e in alcuni casi fermare fallosamente la manovra bianconera. Il regista col 21 in spalla ha recuperato più palloni di quanti ne ha inventati per i compagni, sembrando più un interdittore rognoso che un fantasista di talento; Vidal è tornato ad essere il giocatore tarantolato e a tutto campo che aveva fatto innamorare anni orsono i tifosi bianconeri; il Principino ha finalmente indossato il suo mantello regale ripresentando quegli inserimenti che gli fruttavano vagonate di reti. Gol, assist, palloni recuperati, corsa, grinta, fame: una prestazione senza ombra di dubbio migliore della scorsa settimana e che avrà certamente fatto felice il sergente in panchina. Anche perchè quando si usufruisce di tutti questi sostantivi per descrivere la partita di uno o più giocatori, è evidente che si stia dinanzi ad una splendida prova.

Linea d’attacco 6.5: A guardare il tabellino dei marcatori senza aver visto la partita ci si potrebbe immaginare così l’andamento della gara: grande prestazione di esterni e centrocampisti ed ennesima prova di forza del bomber Llorente. La gara, in effetti, ha rispecchiato in linea di massima l’analisi incisiva di questa affermazione, se non chè, della parte finale, si potrebbe obiettare qualcosa. La prestazione disputata dal bomber spagnolo, infatti, non è stata di certo una delle migliori ed anzi in alcuni spezzoni della partita Llorente è sembrato trovarsi completamente fuori dal gioco. Colpa di un probabile calo fisico (che in questo periodo è comprensibilissimo) le giocate del Re Leone e i suoi appoggi per i compagni sono stati spesso sbagliati e anche le combinazioni col compagno di reparto si sono rivelate infruttuose. In tutta questa complicatissima situazione, tuttavia, da un banalissimo calcio d’angolo è riuscito a guadagnarsi la pagnotta giornaliera, siglando il 3-1 definitivo per la squadra di Conte e la decima rete stagionale nella massima serie. Se da un lato può destare qualche preoccupazione il calo del giocatore basco, dall’altro è rassicurante il fatto che Llorente riesca comunque a rendersi decisivo nonostante un periodo di flessione e questo può far solo che sorridere i tifosi bianconeri. Per quanto riguarda il capitolo Giovinco, la prestazione di oggi, nella totalità dei minuti giocati, non è stata da buttare via, e anzi qualche spunto interessante, qualche azione pericolosa, c’è stato. Il problema della formica atomica è probabilmente il fatto di doversi confrontare con la presenza in squadra di giocatori talentuosi come Tevez, e tutto ciò va solamente a peggiorare una situazione già di per sè incrinata. Per quelli che sono stati, infine, i minuti giocati da Osvaldo, possiamo dire che sembra integrarsi sempre meglio nei meccanismi della squadra e che quel primo gol che ha sfiorato domenica scorsa e oggi, aspetta solo di maturare.

Conte 7: Aveva richiesto un bagno di umiltà, un ritorno alla realtà. Parte di tutto ciò, oggi, c’è stato e la strigliata ricevuta dai giocatori in settimana sembra aver avuto gli effetti desiderati. Proprio sul 2-1, dove poteva ripresentarsi una situazione simile a domenica scorsa, il gruppo è riuscito immediatamente a reagire e a riprendersi il doppio vantaggio, dimostrando di aver assimilato adeguatamente la lezione di Verona. Per quanto riguarda la tattica, la partita è stata vinta dal mister nella zona mediana del campo e soprattutto dal centro-sinistra sono nati i maggiori pericoli per i bianconeri. Di svarioni clamorosi in fase difensiva non ce ne sono stati, ma anche sull’autogol di Caceres, dove gioca in buona parte la sfortuna, da rivedere è la posizione e l’atteggiamento dei tre centrali di difesa, rei di aver commesso ad inizio ripresa qualche eccesso di superficialità.

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