Padovano: "A giugno una nuova rivoluzione alla Juventus. Così non si va lontano" | JMania

Padovano: “A giugno una nuova rivoluzione alla Juventus. Così non si va lontano”

Padovano: “A giugno una nuova rivoluzione alla Juventus. Così non si va lontano”

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus di Marcello Lippi è intervenuto ai microfoni di “Tutti pazzi per la Juve” su Radio Power Station parlando a 360 gradi del mondo bianconero e provando a dare qualche consiglio all’attuale dirigenza, alle prese con mille difficoltà. Ciao Michele, è sempre un grande piacere averti ai nostri microfoni. “Mi inorgoglisce …

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus di Marcello Lippi è intervenuto ai microfoni di “Tutti pazzi per la Juve” su Radio Power Station parlando a 360 gradi del mondo bianconero e provando a dare qualche consiglio all’attuale dirigenza, alle prese con mille difficoltà.

Ciao Michele, è sempre un grande piacere averti ai nostri microfoni.
“Mi inorgoglisce molto sapere che i tifosi bianconeri si ricordano ancora di me”.

Partiamo dalla partita di mercoledì scorso (il derby della solidarietà ndr). Per i tifosi bianconeri è stata la serata della nostalgia, generando emozioni fortissime con tutti quei campioni del passato in campo. E tu cosa hai provato?
“Quando si partecipa ad una causa così nobile è sempre molto piacevole, poi ho rivisto tanti amici. Il tempo non cancella nulla sopratutto quando ci sono dei rapporti così belli con persone con cui hai affinità caratteriale o con la quale hai passato dei momenti indelebili e vincenti.”

Dal nostro fan club su Facebook ci chiedono se in futuro non potresti rientrare alla Juve, magari come dirigente.
“Per me sarebbe il massimo, mi occupo di calcio e per me la Juventus rimane la società migliore al mondo. Oltre ad averci giocato sarebbe motivo di grande orgoglio farne parte ma non spetta a me propormi. Dovrebbero esser loro a cercarmi, io non avrei nessun dubbio nell’accettare.”

Come stanno lavorando secondo te in società?
“Bisogna vedere quello che ha chiesto la proprietà: se l’obiettivo era la zona Champions, la Juve ha cambiato la sua mentalità e la dirigenza si è adeguata. La sensazione è questa, tutto lo staff ha fatto le cose in modo tale da arrivare quarti. Ma alla Juve arrivare quarti non è un buon risultato. I dirigenti che ne fanno parte devono partire da questo concetto.”

Di tutti i tuoi compagni del derby della solidarietà, chi potrebbe giocare ancora nell’attuale Juve?
“A vedere quello che è successo in campo, tanti con un mesetto di allenamento potrebbero fare una grossa figura: Zidane, Montero, Nedved, Davids, asciutti e in forma, farebbero una gran figura senza problemi, hanno smesso troppo presto.”

Platinì si è ritirato giovane dicendo “meglio lasciare con i rimpianti che da compatito”. E lo stesso ha fatto Zidane, lasciando nel pieno della propria forza sportiva.
“Ha un senso, ma sia con Zidane che con Platinì il calcio era su altri livelli. Adesso il livello del calcio italiano è sceso in maniera importante, giocatori come Zidane potrebbero fare ancora una grossa figura, basta vedere Del Piero, il migliore della Juve a trentasei anni. Contro le difese imbarazzanti che si vedono in Serie A, giocatori come lui o come Di Natale fanno bene a continuare e a continuare a segnare. E’ sceso troppo il livello del nostro calcio.”

Basti pensare al calcio che vivevamo negli anni 80’ e 90’, in cui persino il Torino comprava Junior o andava a strappare giocatori al Real Madrid….
“Credo che il calcio negli anni ’80 era molto più romantico. Poi nei primi anni 90’ fino al 98′ quando giocavo io, il calcio era migliore e la nazionale italiana ben figurava. Ci vorrà molto tempo prima di avere altre soddisfazioni, ma il problema è a monte: nel calcio giovanile si chiedono subito i risultati, poi si vanno a prendere giocatori all’estero senza investire nei giovani italiani, quando in Italia siamo sempre stati bravi in questo.”

Negli anni 80’ arrivavano solo grossi campioni stranieri e i giovani italiano potevano crescere imparando da questi esempi. Adesso non solo non si lanciano giovani ma anche gli stranieri che arrivano nel nostro calcio sono di seconda fascia.
“Vero. Si arriva persino a dire che anche Pastore non sarebbe pronto al grande calcio, che non sarebbe capace di giocare in una grossa squadra, ma che errore. E’ perfino troppo pronto, la nostra mentalità è che a vent’anni si dice che sei troppo giovane, quando invece lui è uno dei talenti migliori in circolazione, pronto per una grande squadra. Il Barcellona insegna, i propri giocatori sono cresciuti nel settore giovanile e in tanti giocano anche per la nazionale, che è una delle migliori del mondo. Bisogna tornare a crescere i nostri giovani, lavorando bene perché in passato siamo sempre stati forti calcisticamente parlando.”

Giovani, ma di qualità. D’altronde il Barcellona ha dimostrato che non c’è bisogno di crescere per forza ragazzi fisicamente imponenti, mentre si è potuto investire su talenti con meno fisico ma molta più qualità.
“Si, e anche chi insegna ultimamente non sta facendo il proprio lavoro: nessun difensore sa più marcare, lo abbiamo visto con Di Vaio in mezzo ai difensori della Juve…”

Andrea Agnelli nel corso del derby per la SLA è sceso negli spogliatoi. Almeno per un secondo ha respirato quello che era la Juve?
“Andrea è stato contento di rivederci tutti. Ci frequentava molto quando c’eravamo noi: io in lui vedo una persona intelligente e ambiziosa, è stato vicino a gente vera e ha imparato, ma adesso deve circondarsi di persone che possono trasmettere alla squadra cosa significa vincere, gente quindi che ha vinto davvero. Solo così puoi fargli capire cosa significa giocare nella Juventus, nello spogliatoio serve gente che ha vinto qualcosa.”

Dopo la partita che avete fatto, l’organizzazione aveva preparato qualcosa o avete combinato guai in giro, voi della vecchia guardia?
“Si, è stato organizzato al Comunale un buffet, ma io con altri compagni siamo andati a mangiare in un altro ristorante. Ero insieme a Zidane, Davids, Vieri, Iuliano e Montero. Niente guai in giro, siamo andati a cena per ricordare le vecchie gesta di tutti quanti: anche quando non ti vedi per diverso tempo, se c’è affinità il tempo non passa, i rapporti rimangono sempre uguali.”

In partita abbiamo visto, ad un minuto della fine gara, un Montero che si destreggiava pericolosamente quasi sulla linea della sua porta. Ci ha ricordato un po’ il suo arrivo alla Juve, quando Moggi gli disse subito che alla Juventus i pericolosi tunnel che faceva con la maglia dell’Atalanta se li doveva scordare.
“Paolo era molto intelligente e si è adattato subito: quando arrivi alla Juve, in un gruppo vincente, diventa piacevole farne parte. Lui l’ha capito ed è rimasto moltissimo. E’ un ragazzo che mi piace molto e che potrebbe dare una mano alla Juve. Ha lo spirito vincente targato Juventus e per questo non servono le parole. Basta anche solo lo sguardo!”

Caso Piazon: troppo dare un milione di euro a un minorenne?
“Questo potrebbe essere un giocatore importante, con un grande futuro. Se la Juve non riesce a più prender queste promesse significa che la società non è forte come un tempo perché arriva seconda. Questo mi dispiace, il futuro non sarà bellissimo e prevedo un’altra rivoluzione il prossimo anno, così non vai da nessuna parte. Se non crei uno zoccolo duro e italiano, sarà difficile fare bene.

Hai qualche consiglio di mercato da dare alla dirigenza, come vedi ad esempio Neymar?
“Consigli non ne do, Marotta è fin troppo bersagliato, ma la rivoluzione dello scorso anno non l’ho proprio capita. La Juve avrebbe fatto meglio a prendere tre o quattro giocatori forti con l’ossatura dell’anno precedente, con giocatori che avrebbero aiutato gli altri a far capire che significa vincere. Adesso diventa dura, non saprei neanche chi tenere.”

Se dovessi scommettere un Euro sull’allenatore della prossima stagione?
“Punterei su Mancini. Lo conosco come giocatore, particolare e fortissimo e mi ha stupito che abbia fatto l’allenatore con così ottimi risultati. Ho parlato con alcuni dei suoi giocatori e dicono curi molto i rapporti personali, alla Juve trasmetterebbe la vittoria. Credo che potrebbe essere la persona giusta. Anche Conte lo è, lui è un predestinato, prima o poi l’allenerà. Ha fatto la gavetta giusta, bravo, rimettendosi in discussione e partendo dalla Serie B, è uno dei papabili allenatori bianconeri.”

I nostri tifosi non sono felici di Mancini, se non fa risultato verrebbe contestato subito.
“I tifosi guardano i risultati, se porta la vittoria la gente dimentica in fretta. Ci sono tantissimi esempi di gente che veniva da “mondi” ostili e che poi hanno fatto bene. Inizialmente tanti storcerebbero il naso, ma se poi il campo parlerà dalla sua parte, sarà tutta un’altra storia”

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