Padovan senza freni: "Dirigenza Juve inetta, presuntuosa e incompetente" | JMania

Padovan senza freni: “Dirigenza Juve inetta, presuntuosa e incompetente”

L’ex direttore di Tuttosport, Giancarlo Padovan ha scelto i microfoni della prestigiosa trasmissione radiofonica “Tutti pazzi per la Juve” per annunciare la nascita di un nuovo settimanale sportivo a partire da Settembre 2010, del quale lo stesso sarà direttore. Padovan è poi ritornato su Calciopoli accusando duramente la nuova dirigenza juventina in un’intervista senza peli …

giancarlo padovanL’ex direttore di Tuttosport, Giancarlo Padovan ha scelto i microfoni della prestigiosa trasmissione radiofonica “Tutti pazzi per la Juve” per annunciare la nascita di un nuovo settimanale sportivo a partire da Settembre 2010, del quale lo stesso sarà direttore. Padovan è poi ritornato su Calciopoli accusando duramente la nuova dirigenza juventina in un’intervista senza peli sulla lingua.

Salve direttore, quando abbiamo annunciato la sua presenza, abbiamo ricevuto tantissime testimonianze di affetto da parte dei tifosi bianconeri che la considerano uno dei pochi giornalisti che ha raccontato i fatti di Calciopoli con obiettività e senza faziosità.
“Mi fa molto piacere che gli juventini mi ricordino cosi. Tornerò presto al ruolo direttivo di un quotidiano sportivo, anche se non sarà Tuttosport. Nel nuovo giornale troveranno spazio le mie idee e quelle di chi la pensa come me, dove si potrà tornare a parlare di Juventus in modo completo, perchè da osservatore mi sembra che intorno alla Juve il tema Calciopoli sia stato rimosso. C’è ancora spazio per ricordare che è stata una grande ingiustizia e poi va spiegato realmente cos’è stato, perchè non bisogna dimenticare che Calciopoli è stata la causa di tutto che ha poi ha portato l’attuale Juventus ad esser gestita da una dirigenza incompetente, inetta e presuntuosa.”

Quindi, visto che anche molti radioascoltatori ce lo chiedono, ci pare di capire che sicuramente non tornerà a Tuttosport?
“No, non è che non tornerò, anche perchè se fosse dipeso da me non me ne sarei neanche andato. Ricordo a tutti comunque che erano passati cinque anni di direzione e che non sono pochi e poi su Calciopoli ho avuto tutto il 2006 e il 2007 per dire quello che pensavo. Se sono ricordato cosi affettuosamente dai tifosi è perchè erano d’accordo con le mie vedute obiettive. Colgo l’occasione di esser ospite nella vostra prestigiosa trasmissione per dare in anteprima a tutti i vostri ascoltatori la notizia che dal 13 settembre 2010 tutti i lunedì uscirà un nuovo settimanale sportivo del quale sarò Direttore e che parlerà del calcio del fine settimana con molti pezzi di approfondimento. La sede di lavoro sarà Torino ma avremo anche una sede a Milano. Sarà un settimanale calcistico dove troverà molto posto la Juventus e molto spazio quei temi che i giornali sportivi non trattano più….”

Quindi una voce nuova. Dopo Calciopoli il tifoso juventino ha sempre di più un rapporto conflittuale con la carta stampata…
“Non credo che occorra essere tifosi di una squadra per capire che c’è bisogno di qualcosa di nuovo. Parleremo ancora di Calciopoli perché è una ferita aperta e perchè alle tante domande che tutti si sono posti, non è stata ancora data risposta.”

Quando al processo di Napoli si sentono testimonianze come quella del guardalinee Coppola viena da chiedersi: ma Calciopoli è stata tutta una fiction?
“Tralasciando le intercettazioni Telecom, le lotte di potere, i conflitti di interesse di Guido Rossi, Calciopoli deve avere però anche una lettura interna: va bene il discorso sulla grande truffa messa in atto da una società, vanno bene le correlazioni con Guido Rossi, con questi “argonauti” gettati nel mondo del calcio come li chiamava Andrea Della Valle, però dobbiamo individuare la vera questione, ovvero la lotta interna della famiglia Agnelli. In giro si dice che il signor John Elkann, resosi finalmente conto della complessità del mondo del calcio e dell’impossibilità di andare avanti così, stia contrattando con il cugino per vedere se riesce a affidar lui la Juventus per andare ad occuparsi a tempo pieno della Fiat.”

I dirigenti bianconeri gestiscono una società così importante con totale inesperienza
“Il bello è che accusavano la triade di esser antipatici. Appena si è insidiata la nuova dirigenza dissero subito che la nuova Juve sarebbe dovuta essere simpatica. Anche se non erano simpaticissimi  la Triade però sapeva fare calcio. Questi nuovi dirigenti sono invece presuntuosi pensando di poter gestire una società come la Juve senza esperienza, collezionando invece una serie di pessime figure che rischiano di portare la Juventus ai margini dell’Europa calcistica. Spesso si parla di Maifredi e della sua Juve, ma occhio, perché al peggio non c’è mai fine. Adesso, ad esempio, c’è la sicurezza che la Juve arriverà quarta, ma non vedo tutta questa sicurezza.”

Anche il calendario non è tra i più favorevoli. E’ lontano un ritorno dell’antipatia vincente in casa Juve…
“E’ soprattutto quello il punto. Vedete quant’è antipatica l’Inter adesso? Beati loro. Quanto manca alla Juve una sensazione così: adesso gli interisti sono antipatici e vincono come prima succedeva alla Juve, hanno inaugurato una serie di vittorie che prima appartenevano solo alla “Vecchia Signora”. L’Inter ha fatto diverse operazioni e adesso è arrivata a questo livello. Sono arrivati dove volevano arrivare: i nerazzurri o prendevano Moggi (come Moratti aveva provato) o lo distruggevano. Una delle due cose è andata in porto e adesso l’Inter è diventata quella che sognava di essere, cioè la “Juve” degli anni d’oro, la squadra dominante del nuovo millennio.”

Da uomo di comunicazione qual è, le diciamo che i tifosi si lamentano spesso del debole rapporto che ha la società con i media. Spesso non si difende nemmeno da accuse incredibili. Come dovrebbe migliorare la Juventus sotto questo aspetto, per tornare ad essere trattata con più rispetto?
“Per tutte le cose ci vuole strategia. La comunicazione non è la cosa principale ma anche in questo discorso manca la società, manca una guida. Una volta fare comunicazione alla Juve era più facile, c’era Moggi che la gestiva. Oggi mancando un personaggio di riferimento di quello spessore, chi fa comunicazione si trova a disagio, e se io fossi il responsabile di questo settore chiederei subito alla società che tipo di impostazione vorrebbero avere. Gli chiederei se dovremmo fare la guerra a qualcuno, qual è l’obbiettivo che ci poniamo, se dobbiamo subire la guerra degli altri senza poter dire nulla. E poi gli chiederei se abbiamo un azione strategica. Queste sono domande da porsi. Loro però non se le fanno perchè sono presuntuosi. Se la Juventus si doveva rinnovare, avrebbe dovuto avere l’umiltà di abbattere tutto quello che c’era stato prima e ricominciare. Invece la squadra ha le gambe poderose del passato ma ha la testa larga, direi che è un microcefalo. Non ha sviluppato il cervello e non ha ne capacita ne volontà.”

Gli ascoltatori le chiedono cosa ne pensa di Giovinco.
“Sembra banale dirlo, ma se non gioca è complicato anche solo capire quali sono i margini di miglioramento e le sue possibilità di sviluppo. Credo che sia un trequartista tipico, ha delle capacità però che inducono un allenatore a schierarlo anche da esterno di centrocampo dove non ha ne passo ne resistenza. Oggi Giovinco farebbe bene ad andare in una società medio grande, dove può giocare con continuità. Io avevo dei dubbi su di lui, invece nel recente passato me li aveva dissipati, ma per imporsi deve giocare. Se noi chiediamo alla società perché lo hanno tenuto, loro non lo sanno, perché se prendono Diego e Candreva è chiaro che non ci sarebbe stato spazio per lui. Chi fa la campagna acquisti la fa a caso: la domanda non è se Diego o Melo vanno bene o vanno male, il punto è, servono o non servono? E se servono, a quale progetto di gioco sono dotati? Tornando a questa estate, abbiamo visto una società che prima doveva prendere Conte, poi Giampaolo, poi Gasperini e poi Ferrara che fa il traghettatore del nuovo ciclo Lippi. Già solo questo è segno di precarietà, adesso poi abbiamo assistito alla balla Benitez.”

A questa ipotesi i tifosi non hanno creduto per niente, nonostante alcuni giornali, in particolar modo Tuttosport abbiano seguito la vicenda da vicino.
“Meglio che non mi fate parlare di questo, Tuttosport è un discorso alle spalle e non mi permetto di parlar male di chi mi ha sostituito. Ognuno fa quello che vuole e raccoglie i risultati che può, è chiaro che i risultati della Juve sono vitali per Tuttosport: se le cose vanno male, il giornale ne soffre.”

Direttore a presto e grazie per essere stato nostro ospite.
“Ci potete contare e presto verrò ospite direttamente nei vostri studi di Roma. Alla prossima.”

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