Nenè ora sogna il Brasile | JMania

Nenè ora sogna il Brasile

Nené è partito dal Brasile e ha scoperto un’altra isola. Nené è arrivato da poco, ma segna più di tutti: un gol ogni 74’, recuperi esclusi. Segna anche più di un altro brasiliano: sei gol del cagliaritano, quattro quelli di Amauri, lo juventino. Le differenze non sono finite: «Io vorrei giocare solo con la maglia …

neneNené è partito dal Brasile e ha scoperto un’altra isola. Nené è arrivato da poco, ma segna più di tutti: un gol ogni 74’, recuperi esclusi. Segna anche più di un altro brasiliano: sei gol del cagliaritano, quattro quelli di Amauri, lo juventino. Le differenze non sono finite: «Io vorrei giocare solo con la maglia del Brasile, il mio Paese. Ma ormai ho 26 anni e davanti c’è una fila di campioni che non finisce più. Beh, tiferò davanti alla tv». Esatto, questo lo dice Nené, attaccante del Cagliari. L’uomo dell’ 1-0. Il suo è stato un eurogol. «”Un golazo”, come diciamo noi in portoghese». Altri modi di dire. Il suo nome completo è Anderson Miguel da Silva. Ma lo chiamano Nené, il neonato. L’evocazione, da queste  parti, è quasi mistica. E’ lo stesso soprannome  che rese grande Carvalho Claudio Olinto, l’ala brasiliana che nel ’70 vinse lo scudetto nel Cagliari di Riva. Il Cagliari lo ha strappato al Nacional Madeiras, la squadra di Madeira. «Che è l’isola portoghese dove è natoCristiano Ronaldo», sottolinea lui. Nené è cresciuto nel Santos, «con Diego», quello della Juve, «solo che lui era già in prima squadra, mentre io giocavo ancora nella squadra giovanile».
Il Cagliari, per averlo, ha pagato ai portoghesi 4,5 milioni di euro. Cellino, poi, ha blindato il brasiliano con un contratto do quattro anni. Lui lo ripaga così, un gol dietro l’altro: «Sono felice e per questo ringrazio Dio e la mia famiglia»Nené è un Atleta di Cristo, come Amauri, come Kakà, come Legrottaglie. Nené non sa vivere senza la sua famiglia, la moglie Marisa e il figlio Gustavo. Meglio, senza di loro non sa più segnare. Gli è capitato, anche in Sardegna: la famiglia era tornata in Brasile, l’attaccante non segnava un gol che fosse uno. «Portateli qui, subito», ha ordinato il presidente del Cagliari. Marisa e Gustavo sono sbarcati in Sardegna, Nené ha iniziato a volare. «Ma davanti, nel Brasile, c’è la fila», sorride il centrattacco. Beh, c’è pure qui, davanti agli spogliatoi dello stadio Sant’Elia. Sono tutti per lui, foto e autografi. Tutti, esclusoGustavo, che avrebbe un desiderio e chiede a papà se si può fare. Il desiderio è questo: «Un autografo da Diego». Diego è già sul pullman. «Non disturbiamolo », spiega papà Nené. Certi brasiliani sono fatti così, rispettano la fila.
(Credits: Gazzetta dello Sport)

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