Mutu: Juve, sarei rimasto anche in B | JMania

Mutu: Juve, sarei rimasto anche in B

Mutu: Juve, sarei rimasto anche in B

Adrian Mutu contro il suo passato: il fantasista rumeno torna infatti a Torino contro la Juventus, la squadra che in quei 18 mesi di gestione Capello (con la triade in cabina di regia) lo rigenerò dopo la brutta esperienza al Chelsea. Dopo un inizio stentato a Cesena, Mutu pare essere tornato su suoi livelli, tanto …

Adrian Mutu contro il suo passato: il fantasista rumeno torna infatti a Torino contro la Juventus, la squadra che in quei 18 mesi di gestione Capello (con la triade in cabina di regia) lo rigenerò dopo la brutta esperienza al Chelsea. Dopo un inizio stentato a Cesena, Mutu pare essere tornato su suoi livelli, tanto che i paragoni con Totti e Del Piero gli stanno un po’ stretti:

“I giornali hanno scritto che contro il Genoa ho segnato un rigore alla Totti e una rete alla Del Piero  -dichiara alla ‘Gazzetta dello Sport’ – Lo capisco perché siamo in Italia. Ma se fossimostati in Romania tutti avrebbero scritto che ho segnato due gol alla Mutu”.

Ritornando alla Juventus, poi, Mutu ricorda con piacere la parentesi in bianconero:

“A Torino ho trascorso 18 mesi bellissimi, vincendo due scudetti. Il primo me lo hanno regalato i compagni, il secondo l’ho conquistato da protagonista. Poi lo scandalo del calcio ha cancellato quel titolo, ma sul campo ce lo siamo sudato e meritato senza sconti e regali da parte di nessuno. Quello è il ricordo più bello e più brutto della mia esperienza juventina”.

Il calciatore con cui aveva legato di più? Mutu non ha dubbi…

”Ho legato molto con Ibrahimovic perché dividevamo la camera d’albergo. Del Piero? C’era e c’è tuttora un rapporto di grande rispetto tra noi anche se caratterialmente siamo diversi”.

Poi Calciopoli, il processo per il quale vennero punite solo alcune squadre, mentre le telefonate di altri (poi ritenuti meritevoli di articolo 6) vennero occultate.

“Tutti conoscono gli sviluppi dello scandalo. I migliori giocatori vennero ceduti. La società decise di mandarmi alla Fiorentina, io invece sarei rimasto anche in Serie B perché la Juve è sempre la Juve e andando alla Viola non è che feci la mia fortuna, perché il primo anno rischiammo di retrocedere. La Juve di oggi? E’ la capolista, ha grandi valori. Rispecchia il carattere del suo allenatore, una grande con lo spirito da provinciale. Sì, questa Juve è da scudetto, anche se non è la favorita”.

2 commenti

  1. Una delle genialate di Alessio Secco…cedere Mutu per un tozzo di pane! Come è possibile crescere professionalmente accanto a Moggi, Bettega e Giraudo ed apprendre cosi poco? Mah.

  2. [email protected]

    mi convinco sempre di piu che il trio delle meraviglie cobolli blanc e secco sono dei puffi neri blu mandati a darci la mazzata finale….

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