Molinaro "Voglio restare alla Juventus" | JMania

Molinaro “Voglio restare alla Juventus”

Cristian Molinaro, è stato ospite ieri sera dello “Speciale Mercato” di Sportitalia, “interrogato” per quasi un’ora da Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà. Incalzato dalle domande dei due giornalisti-inquirenti della trasmisione, il difensore della Juventus ha confessato tutto: il difficile recupero dall’infortunio, i problemi con i media, le incomprensioni con una parte della tifoseria bianconera, la …

molinaroCristian Molinaro, è stato ospite ieri sera dello “Speciale Mercato” di Sportitalia, “interrogato” per quasi un’ora da Michele Criscitiello e Alfredo Pedullà. Incalzato dalle domande dei due giornalisti-inquirenti della trasmisione, il difensore della Juventus ha confessato tutto: il difficile recupero dall’infortunio, i problemi con i media, le incomprensioni con una parte della tifoseria bianconera, la verità sulle indiscrezioni di mercato che lo hanno riguardato (Napoli e Roma), il particolare momento che sta vivendo con la Juve e le sue intenzioni per il futuro. Non parlava con la stampa dal mese di aprile, Cristian Molinaro. Nell’intervista andata in onda su Sportitalia e trascritta integralmente da Tuttojuve.com, si è tolto numerosi sassolini dalle scarpe…..

Criscitiello: “Cristian Molinaro, in alto si sta bene?”
Molinaro: “Benissimo, si sta sempre bene”.

Criscitiello: “Però c’è da dire che è una delle poche volte in questa stagione, insieme alla trasferta di Roma, che abbiamo visto la vera Juventus…”
Molinaro: “Sì, ieri è stata la prova di forza più grande che abbiamo dato in questa stagione. Il segnale più forte che potevamo dare a questo campionato. Adesso dobbiamo continuare su questa strada e se giocheremo così potremo dire chiaramente la nostra ed ottenere dei risultati importanti. Non possiamo permetterci cali di tensione. Le partite importanti, comunque, non le abbiamo mai steccate. E’ fondamentale non abbassare la concentrazione contro le squadre che possono sembrare sulla carta un po’ più facili”.

Criscitiello: “Stanotte è la notte dell’Inter, ma potrebbe essere indirettamente la notte della Juventus. Un passo falso dei nerazzurri vi potrebbe agevolare, sia a livello di classifica, sia sotto il profilo psicologico…”.
Molinaro: “E’ chiaro. Noi purtroppo abbiamo fatto dei passi falsi, abbiamo avuto due settimane non brillantissime e abbiamo risposto. Adesso tocca all’Inter. Per quanto ci riguarda, guardiamo prima di tutto a quello che dobbiamo fare noi, però è normale che quando una squadra è davanti, devi sperare in qualche battuta d’arresto. Ora siamo ad un punto e speriamo nel Palermo…”.

Criscitiello: “Tutti abbiamo criticato l’operato di Ciro Ferrara, inopportuno, inadeguato, fa quello che dice Marcello Lippi. Domanda cattivella. Fa quello che dice Marcello Lippi, a scapito anche degli altri, della vecchia gestione. Ad esempio, è arrivato Grosso, a scapito di chi? Di Cristian Molinaro, che viene rimesso sul mercato. Può essere una giusta considerazione quella che facciamo?”
Molinaro: “Innanzitutto credo che non si debba guardare a quello che è stato fatto in passato nella Juve. Adesso c’è un programma, un progetto, e credo che la cosa fondamentale è che il mister, la società e la squadra remino tutti nella stessa direzione e dimostrino di aver voglia di vincere e di fare cose importanti. Chiaramente il mister deve fare delle scelte ed io ed i miei compagni vogliamo remare nella stessa direzione, quindi accettiamo quelle che sono le sue decisioni. E’ normale che quando si gioca di meno si può essere meno contenti, ma da parte mia c’è, c’è stato e ci sarà sempre il massimo impegno proprio per cercare di ritagliarmi quanto più spazio possibile, che poi è quello che ho avuto negli ultimi anni. Il mio obiettivo, quindi, è quello di continuare ad allenarmi, non mollare, mettere in difficoltà il mister nelle sue scelte. Poi ripeto, siamo tutti nella stessa barca e andiamo tutti nella stessa direzione. C’è grande voglia di far bene e di vincere. Questo sarà l’obiettivo della Juventus e questo sarà anche il mio obiettivo”.

Criscitiello: “La regia provoca. Nella grafica leggiamo, alla scoperta di Cristian Molinaro. E sotto: Juve, un ciclo finito?”
Molinaro: “(sorride). Io credo di aver dimostrato il mio valore in questi anni alla Juve. Purtroppo ho avuto un problemino fisico, un piccolo infortunio. Piccolo, insomma. Diciamo che ho avuto un infortunio ad aprile che ha condizionato il prosieguo della mia stagione. Onestamente, però, da parte della società, dei miei compagni e del mister, c’è sempre stata grandissima fiducia nei miei confronti e me l’hanno sempre dimostrata. Se devo fare un appunto, se posso togliermi qualche sassolino, un sassolino, o più di un sassolino dalla scarpa, sicuramente ci sono stati dei tuoi colleghi o comunque dei media, che in quel periodo, nel periodo dell’infortunio, mi hanno messo un po’ da parte, dimenticato, ero come scomparso per alcuni. Quando a luglio si è saputo del mio recupero, per il mister, per la società, per i miei compagni sembrava una notizia fantastica, invece per alcune persone, è sembrata essere una notizia negativa. In quel periodo non figuravo da nessuna parte, se non quando si parlava dei miei sostituti sulla fascia sinistra. Per quello dico che il mio obiettivo è di continuare a lavorare per ritagliarmi lo spazio che merito e che penso di aver dimostrato di meritare in questi due anni. Ho parlato pochissime volte fuori dal campo ed è sempre stato il rettangolo verde a parlare per me”.

Criscitiello: “Esattamente. Hanno forse la memoria corta coloro che si sono dimenticati di te. Il campo, però ha dimostrato – nella trafila Salernitana, Siena, Juventus – che questa maglia bianconera te la sei meritata. Adesso guardiamo avanti. Sabato c’è Juventus-Napoli, una partita particolare per te. Un derby, visto che sei del Salernitano…”
Molinaro: “Sì, loro stanno volando sulle ali dell’entusiasmo, dopo aver colto un pareggio come quello di mercoledì contro il Milan. Noi, come loro, abbiamo pochi giorni per preparare questa partita, però la prerogativa fondamentale dev’essere quella che la Juve scenda in campo con la stessa voglia e la determinazione di ieri. Con quel modo lì di interpretare la partita, da parte di tutti, anche di chi non è sceso in campo, credo ce ne possa essere per pochi. Noi guardiamo innanzitutto in casa nostra, poi l’avversario si studierà logicamente a tavolino…”.

Criscitiello: “Ferrara cosa vi ha detto dopo la vittoria con la Samp?”
Molinaro: “La squadra ha reagito bene a questo periodo di critiche che le sono piovute addosso. Credo che un allenatore non possa voler altro che vedere una squadra compatta come lo è stata ieri, che correva tutta insieme. Lui ci ha chiesto solo di continuare su questa strada e di continuare ad impegnarci proprio per tenere quanto più possibile questo tipo di ritmo e tenere poi questa mentalità che è la cosa più importante”.

Criscitiello: “Ma perchè si ostinano a dire che a gennaio Molinaro andrà al Napoli? Parlano di uno scambio Zuniga-Molinaro. Noi invece diciamo che Molinaro non andrà al Napoli. Chi ha ragione, noi o loro?”.
Molinaro: “Diciamo che la storia è, tra virgolette, complessa. Prima cosa c’è da dire che io non ho mai detto qualsiasi cosa contro la Juve – che è la mia squadra -, nè contro altre società. Sono state evidentemente travisate delle cose che sono uscite da qualche parte. Io è da aprile che non ho contatti con la stampa, che non parlo, però evidentemente è stata interpretata male una dichiarazione che il mio manager ha fatto ad una testata giornalistica. Gli hanno chiesto se io fossi felice a Torino e lui ha risposto semplicemente dicendo che un giocatore quando non gioca non può essere contento. E’ chiaro che in questo caso un giocatore sia un po’ rammaricato. Poi gli è stato chiesto se io fossi lunsingato dall’interesse della Roma e lui ha risposto che l’interese dei giallorossi mi faceva piacere, come è giusto che sia. Però finita lì. Lui ha detto solo queste parole,che invece sono state travisate. E’ uscito che io volevo andar via dalla Juve, che amavo, tra virgolette, altre piazze. Ma in realtà non è così, anzi. Approfitto di questo invito per ribadire il concetto che io non voglio far altro che continuare a lavorare alla Juve e dimostrare con il lavoro qual’è lo spazio che mi merito. E quindi dimostrare di essere un giocatore importante per questa squadra, visto che è stata veramente una società che mi ha dato la possibilità di esprimermi al di là del calcio italiano, nel panorama europeo. Ripeto, questo è il mio unico obiettivo. Ringrazio e sono riconoscente a tutte le squadre che hanno mostrato interesse per me, ma il mio obiettivo è quello di restare alla Juve per ritagliarmi uno spazio importante. Già da domani, pertanto, sono concentrato per farmi trovare pronto in caso di un possibile impiego sabato”.

Criscitiello: “Sai chi dobbiamo salutare adesso?”
Molinaro: “Lo so, lo so”

Criscitiello: “Vedi ogni tanto il calcio mercato, in estate, a gennaio?”
Molinaro: “Sì, sì”

Criscitiello: “Vedi anche la serie B?”
Molinaro: “Tutto il calcio, c’è la Salernitana…”

Criscitiello: “Ah, sei tifoso della Salernitana?”
Molinaro: “Seguo il calcio campano”.

Criscitiello: “Buona sera ad Alfredo Pedullà”.
Pedullà: “Buonasera”

Criscitiello: “Alfredo, immagina dove finisce il voto di Molinaro per i tre gol più belli della settimana scelti dalla redazione di Sportitalia…”
Pedullà: “No, non è giusto che immagini i giudizi di Molinaro…”

Criscitiello: “Ha votato il suo amico Palladino”.
Molinaro: “Sono un po’ di parte, ma sono tre gol bellissimi, quello di Cigarini in particolare. Però quello di Palladino è spettacolare, merita il primo posto”.

Criscitiello: “Alfredo, vuoi continuare il terzo grado sul mercato?”
Pedullà: “Lui è molto bravo nelle diagonali, quindi il terzo grado lo respinge al mittente. No, io gli volevo dare un voto altissimo come professionalità, per come sta gestendo questo momento. Pensa un po’ che domenica scorsa ha giocato a Siena, è andato, ha fatto la doccia, ha messo la divisa sociale ed è tornato in panchina. Credo che questa sia la sintesi di Molinaro, di come sta vivendo questo momento, del suo grande attaccamento, del fatto che non abbia mai fatto delle polemiche. E permettimi di dire che qualcuno a livello mediatico non si è comportato molto bene. Ma questa non è una domanda. E poi un’altra cosa: io non mi permetto di giudicare Molinaro, sia nel bene che nel male, quando gioca una partita ogni due mesi, ogni tre mesi. Perchè sia nel bene che nel male, non è possibile giudicare un giocatore che, pur vivendo il momento con grande professionalità, però, insomma….se gioca poco non è neanche giusto, sia nel bene che nel male, sottolineo ancora una volta, esprimere dei giudizi, perchè sarebbero dei giudizi fuori luogo. Adesso vorrei fargli una domanda. Lui dice giustamente che pensa alla Juve, che vuole farsi trovare pronto, ma facciamo un po’ di fantamercato. Molinaro sarebbe pronto per un’esperienza all’estero?”.
Molinaro: “Ti ringrazio innanzitutto delle belle parole. Poi ti rispondo un po’ in generale. Onestamente, l’ho già detto prima, sono molto concentrato su quello che devo fare. A dispetto di quello che si può scrivere, io penso a ritagliarmi lo spazio che merito alla Juventus. Le altre sono valutazioni che uno fa in futuro. Si è scritto poi di contatti con me e il mio procuratore, ma il mio manager ed io non abbiamo mai parlato di mercato. Nè tantomeno lui mi ha contattato per parlare di certe cose. Per ora, dunque, non voglio far altro che lavorare e dare tutto come ho fatto sempre. Mi allaccio poi al discorso che hai fatto tu di domenica scorsa col Siena. Io alla Juve devo tanto perchè mi ha dato la possibilità di esprimersi su più livelli. E penso che la differenza la facciano anche queste piccole cose. Nel senso che lo sanno tutti che quest’anno sono stato meno utilizzato rispetto ad altri anni, ma in questo momento sono quei giocatori che vengono impiegati di meno che possono fare la differenza. Il mio comportamento di Siena era un modo per continuare a stare vicino alla squadra, anche se non ero più sul rettangolo di gioco”.

Pedullà: “Io l’ho sottolineato perchè la media è che dopo due panchine in generale, noi sentiamo interviste roboanti: voglio andare di qua, voglia andare di là, manager e procuratori che scendono in campo, perchè due panchine non sopportabili. Tu invece stai vivendo questo momento e mi è piaciuto sottolineare questa situazione perchè, secondo me, è una situazione atipica che ti fa onore”.
Molinaro: “Ti ringrazio, ma io sono stato educato così nella mia vita e cerco di trasmettere gli stessi atteggiamenti anche nel panorama calcistico, visto che è il mio lavoro. Non credo sia giusto neanche aprire un giornale e vedersi piovere addosso critiche del genere. E questo è un altro sassolino che vorrei togliermi. Nel senso che da quando sono arrivato ala Juve, c’è sempre stata come una nube di mistero su di me. Come se avessi sempre dovuto dimostrare qualcosa. Al minimo errore, alla minima espressione, anche facciale, venivo criticato. E’ questa è una cosa che non ho mai capito e faccio fatica a capire. Una mezza verità me la sono costruita nella mia testa, ma preferisco tenerla per me”.

Criscitiello: “Facci capire però…”
Molinaro: “No, ribadisco solo il concetto che il lavoro paga, quello che ho fatto nella Juve è sotto gli occhi di tutti. E non credo che molte delle critiche mosse nei miei confronti siano state giuste. Perciò io continuo a lavorare sereno e tranquillo per farmi trovare pronto quando verrò chiamato in causa. Però credo non sia anche giusto, come ha detto Alfredo, che una persona, dopo tanto tempo che non scende in campo, debba essere così massacrata. Penso sia giusto che debba esserci una sorta di tregua da parte di chi continua a mettermi sotto esame, addirittura pure quando non gioco. Quindi….”.

Criscitiello: “C’è qualcosa di personale probabilmente…”.
Molinaro: “Non lo so, non voglio dire quello, assolutamente. Però…”.
Pedullà: “Dal mio punto di vista si chiama prevenzione. Però la prevenzione è una brutta cosa. Io non entro nei discorsi legati ad altri, mi sono solo permesso di dire che se tu fai un mese e mezzo, due mesi di panchina, nel bene o nel male ci dev’essere qualcosa che deve rendere equilibrato il tuo giudizio. Perchè se c’è un minimo di prevenzione, se pensi ad una cosa ancor prima che si consumi sul campo evidentemente stiamo parlando di altre cose. Ognuno è responsabile delle proprie azioni”.

Criscitiello: “Cristian, si parla tanto di mercato. Alfredo ha detto l’estero, qualcuno continua a dire Napoli. E ogni volta che sente dire, Molinaro-Napoli, Pedullà va su tutte le furie e dice, no, non ci va…”.
Pedullà: “No, Michele, non vorrei farmi dei nemici a Napoli. Lo dico semplicemente perchè il Napoli è un grande club, ha un grande progetto, sta rinascendo con Mazzarri. E il Napoli sarebbe perfetto per Molinaro. Però molti fanno 2+2, e anzichè 4, diventa 5. Siccome Ranieri è andato ad allenare la Roma, Molinaro va alla Roma. E no, noi non facciamo fantamercato. Cerchiamo di non farlo. Ecco perchè ho escluso Napoli e Roma. Perchè se Molinaro un giorno dovesse decidere di andare via dalla Juve, se questo matrimonio dovesse finire nel migliore dei modi, mi auguro, soprattutto come forma, podarsi che prenda in esame altre soluzioni, perchè le proposte non mancheranno, anche dall’estero, soprattutto considerando quel ruolo lì”.

Criscitiello: “Cristian, A Roma il tuo amico Ranieri non sta attraversando un bel momento. Quindi pensaci bene…”
Molinaro: “No, ci ho pensato benissimo. E’ chiaro che è una situazione non facile da gestire per il mister ed anche per i giocatori. Io gli auguro tutta la fortuna…”

Criscitiello: “Può risollevarsi?”
Molinaro: “Io credo di sì. Roma non è una piazza facile ed è importante che i giocatori si rimettano in riga. Penso che nessun calciatore, in nessun club, abbia voglia di perdere partite e di giocare male. Bisogna trovare la cosa che non va, che non è andata nelle ultime gare, per risolvere la questione. E’ una situazione non bella per una squadra che negli ultimi anni è sempre stata ai vertici.

Criscitiello: “Alfredo ci prendiamo una pausa e poi torniamo. Ed è il tuo giovedì sera, perchè arriva lo speciale calcio mercato. E poi arriva anche l’Eurolega, il basket. C’è Siena questa sera alle 21 su Sportitalia…”.
Pedullà: “C’è Siena che evoca grandi ricordi in Cristian Molinaro. Pensa che a Siena, purtroppo, per il dramma Raciti nel 2007 – correggimi se sbaglio Cristian – tu eri stato convocato per un’Italia-Romania che poi saltò, che fu annullata giustamente per quella tragedia che c’è stata Catania”.
Criscitiello: “Il 2 febbraio…”.
Molinaro: “Sì, Donadoni all’epoca fece la dichiarazione che io e Quagliarella saremmo stati convocati. Confermo”.

Criscitiello: “Cristian, per la Juventus si parla sempre di mercato, 365 giorni all’anno. Ti faccio una serie di domande veloci, risposte super veloci. Secco è l’uomo giusto per la rinascita, per la consacrazione della Juve?”.
Molinaro: “Credo che dalla serie B, la Juve abbia voluto rifondare e ha puntato su degli uomini nuovi. Penso ci voglia un po’ di tempo anche per un direttore sportivo che ha iniziato proprio con la Juve a svolgere questo lavoro. Però in questi anni ha fatto molto bene ed è sulla strada giusta per portare la Juventus a fare grandi risultati”.

Criscitiello: “La differenza tra Blanc presidente e Cobolli Gigli. Qualcuno ha detto, Blanc prestanome, Cobolli senza polso…”.
Molinaro: “No, assolutamente, alla Juve…. (sorride).
Pedullà: “E’ andato leggero, Cristian. Tu lo sai che Michele è abbastanza indigesto con le sue domande. E’ andato leggerino…”.
Michele: “Non l’ho detto io…”
Molinaro: “No, dico solo che alla Juve si porta avanti una mentalità e una certa concezione del lavoro che c’è da sempre, da quando è nata la società. Per cui, questa mentalità cercavano di trasferircela Cobolli quand’era presidente e anche Blanc quand’era amministratore delegato, ed anche ora che è presidente. Magari in modi un po’ più pacati, ma la mentalità è sempre stata quella. Personalmente, da quando sono arrivato alla Juve, l’ho sempre avvertita. A prescindere da chi adesso è presidente, gli obiettivi sono sempre gli stessi”.

Criscitiello: “Alfredo senti, Zabaleta e Rafinha sono i nomi per la Juve?
Pedullà: “Sono due nomi in questa famosa lista. Rafinha ha segnato in Coppa di Germania, Zabaleta è un po’ un separato in casa al City. Quindi vediamo cosa succede. Posso fare una domanda velocissima? Quando tra 12 anni Molinaro e la Juve decideranno di separarsi – dico 12 anni per non dare scadenze immediate -, se a Molinaro dicessero: preferiresti Liga, Bundesliga o Premier? Se facessero questo tipo di proposta e Molinaro dovesse scegliere…”.
Molinaro: “Ma sono tre campionati….”.
Criscitiello: “Non fare il diplomatico, risposta Secca…”.
Molinaro: “Così a pelle, dico Inghilterra”.

Pedullà: “Ti volevo dare una curiosità, Michele. Un allenatore italiano che conosciamo bene, si chiama Massimo Morales, che abbiamo avuto ospite in studio durante uno speciale calcio mercato, è andato ad allenare un glorioso club, la Honvéd di Budapest. Credo che Cristian ricordi Massimo Morales, ha avuto un’esperienza con Morales…”.
Molinaro: “Sì, appena uscito dal settore giovanile a Salerno, firmai col Varese in C1, e lui era l’allenatore. Ci fu il contatto col mio procuratore e con la società ed io andai lì. Poi la mia avventura finì molto presto, perchè ci furono dei problemi contrattuali, però sono state tre settimane belle, vissute lontano da casa. E’ stata una breve esperienza, ma anche queste esperienze servono, sia nella vita che nello sport”.

Criscitiello: “Come mai i tifosi della Juve dicono che Molinaro vorrebbe andare via? E’ vero o non è vero? Perchè i tifosi si sono fatti questa idea?
Molinaro: “Non ne ho la più pallida idea. Da parte mia e da parte di chi mi sta vicino, non è uscito mai nulla di tutto ciò”.

Criscitiello: “Alcuni dicono che Molinaro abbia detto sì al Napoli nello scambio con Zuniga…”.
Molinaro: “No, no, assolutamente. Sono solo delle voci. Io ho il massimo rispetto per tutti e soprattutto per i tifosi della Juve. io apprezzo e stimo tutti e credo che la cosa sia reciproca. Mi spiace che qualcuno abbia frainteso questa cosa, ma non era assolutamente mia intenzione, anche perchè personalmene devo tanto alla Juve e a questa maglia. Penso che dal punto di vista etico e morale non mi si possa imputare nulla. Avrei solo voluto avere un po’ di rispetto da alcuni media che mi hanno eccessivamente massacrato. Io ho mostrato rispetto nei loro confronti, loro non l’hanno mostrato nei miei”.
(Francesco Cherchi per Tuttojuve.com)

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