Moggi: "un grosso errore dare tutte le colpe a Ferrara" | JMania

Moggi: “un grosso errore dare tutte le colpe a Ferrara”

Se Blanc voleva dare un segnale di fiducia a Ferrara, non ha scelto le parole giuste. Quella frase «ci siamo giocati tutti i jolly» significa esattamente il contrario, ed è forse proprio quello che il neo presidente della Juve voleva dire, scottato dai tre schiaffoni ricevuti dal Napoli. Ha sfogato la sua delusione sul bersaglio …

moggiSe Blanc voleva dare un segnale di fiducia a Ferrara, non ha scelto le parole giuste. Quella frase «ci siamo giocati tutti i jolly» significa esattamente il contrario, ed è forse proprio quello che il neo presidente della Juve voleva dire, scottato dai tre schiaffoni ricevuti dal Napoli. Ha sfogato la sua delusione sul bersaglio più debole (in questo caso), l’allenatore: metodo consueto per chi non capisce di calcio, coadiuvato da collaboratori che ne capiscono ancor meno.
La Juve, almeno in Italia, è la seconda squadra subito dopo l’Inter di Moratti, in un contesto calcistico generale molto peggiorato rispetto a qualche anno fa (2006). Sicuramente superiore al Milan di Berlusconi, dal quale si dovrà però difendere perché i dirigenti rossoneri sono di altra categoria. 


Se la Juve vista contro il Napoli ha mostrato problemi, l’errore viene da lontano, da una campagna acquisti molto celebrata, ma tutt’altro che ragionata. Marchionni e Zanetti sono andati a rinforzare la Fiorentina, per una briciola di pane. In cambio, per 25 milioni, è arrivato da Firenze Felipe Melo che non ha titoli per giocare in una squadra che deve vincere in Italia e all’estero, oltretutto quando già esistono Poulsen e Sissoko: chi ragiona? Per cortesia non mi parlate di Tiago! Diego, acquistato come goleador per quello che aveva fatto in Germania, si è rivelato più un centrocampista: in questo caso non si è tenuto conto che il calcio tedesco è diverso da quello italiano, fermo restando che il brasiliano ha qualità tecniche notevoli, ma diverso deve essere il suo impiego. Se si utilizzano attaccanti fortissimi di testa (Amauri, Trezeguet, Iaquinta) e si eliminano poi le fasce, chi fornisce i palloni giusti che questi giocatori prediligono? Meno male che esiste ancora Camoranesi!
E il povero Ferrara è finito sulla graticola. È vero che abbia sbagliato qualcosa, ma questo fa parte del senno del poi: se Camoranesi non si fosse fatto male, se Tiago, anziché in campo, fosse andato al cinema, se Amauri avesse segnato, Ciro sarebbe allora passato alla storia come stratega. Questo è il bello del calcio, il brutto invece quando non si sa aiutare il proprio allenatore a sbagliare meno.
Il Napoli mi è parso più forte della Samp e lo sarà ancora di più quando recupererà appieno Quagliarella. Complimenti a Mazzarri e a De Laurentiis che lo ha scelto. Con Juve e Samp distanti 7 punti, Mourinho potrebbe godersi il momento ma la preoccupazione Dinamo per la Champions lo angustia. Ha cambiato faccia e atteggiamento, il Mou: non sorride più, il broncio sempre stampato sul volto, sarebbe da definire serioso, se non apparisse ogni tanto quella linguaccia che fa ridere… o piangere: decidete voi.
Ronaldinho è salito in cattedra nel Milan con due assist al bacio trasformati in altrettanti gol dal redivivo Borriello. Una resurrezione anche di Dinho? Può essere, ma di sicuro è stata favorita dai ritmi non molto alti che hanno contrassegnato la gara con il Parma. Fatto comunque bene augurante per il ritorno con il Real di stasera: l’occasione è buona per il Milan per bissare il successo del Bernabeu. Può cavarsela senza troppi patemi anche la Fiorentina, con gli ungheresi del Debrecen. Nel frattempo, Corvino ha tenuto a mettere le carte in tavola sui torti arbitrali che i viola subiscono in campionato. Non appena il troppo storpia, ecco saltare il “gentlemen’s agreement”, a dimostrazione che la cura Collina è fallita, e non saranno le conferenze e le “lezioni” del designatore (anche ai giornalisti) a modificare la situazione.
Codicillo sugli scudetti della Juve. Blanc ha ribadito il suo pensiero che sono 29 per il rispetto che il club deve alla tifoseria. Ha reso noto cioè quello che si era capito, che lo dice per blandire il popolo juventino su un tasto assai caro allo stesso. Ma a questo punto debbo riandare al ragionamento di Mughini: come si concilia questo pensiero gentile e premuroso con l’immobilismo, e più, della società (leggi proprietà) durante il processo (a proposito, ringrazio La Russa per l’attestato di stima nei miei confronti: ha detto che mi difenderebbe volentieri in tribunale per Calciopoli) che calpestò l’onore della storia juventina, imprimendole una macchia che non si volle risanare e cancellare neanche con il Tar? Sul punto Blanc non si illuda, la tifoseria juventina sa chi non la difese, e non dimentica.

Credits: Luciano Moggi per Libero.it
Fracassi Enrico – Juvemania.it

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