Moggi sulla nazionale: "Il miracolo tedesco non può ripetersi" | JMania

Moggi sulla nazionale: “Il miracolo tedesco non può ripetersi”

Si accendono i riflettori sul grande calcio: è l’Africa il teatro prescelto per la corsa al titolo di campione del mondo. L’Italia difende la coppa conquista a Berlino nel 2006. Tempi addietro il torneo era aperto dai campioni del mondo uscenti: nel ’90, a Milano, l’Argentina andò incontro al suo avvio più nefasto, battuta dai …

Si accendono i riflettori sul grande calcio: è l’Africa il teatro prescelto per la corsa al titolo di campione del mondo. L’Italia difende la coppa conquista a Berlino nel 2006. Tempi addietro il torneo era aperto dai campioni del mondo uscenti: nel ’90, a Milano, l’Argentina andò incontro al suo avvio più nefasto, battuta dai leoni del Camerun. È un mondiale che si iscrive nella storia perché è il primo che si gioca in Africa. Si possono dire tante cose di Blatter, ma non che non sappia costruire novità arricchendo contestualmente il numero dei suoi elettori: difatti ha già annunciato che intende restare almeno sino al 2015.
I tempi sono cambiati, la nostra nazionale dà l’impressione di avere più reduci che combattenti. A complicare ulteriormente le cose sono venuti anche gli infortuni di Pirlo e Camoranesi. È una nazionale povera di classe, in attesa di completo rinnovamento, dove primeggeranno Buffon e Chiellini, dove Cannavaro ha una carta d’identità scaduta ma tanta classe da farci sperare in un suo ultimo colpo di coda, dove Gattuso è ormai a corto di benzina, idem Zambrotta. Purtroppo gli infortuni ci hanno tolto i due giocatori che potevano darci qualità: anche in caso di recupero, non si può pensare che siano al meglio. Montolivo sarà il sostituto di Pirlo: va detto che il ragazzo è al suo esordio in un Mondiale, non è un fenomeno e dovrà recitare una parte importante in un ruolo fondamentale per la squadra. Gli altri, a cominciare da Gilardino, Iaquinta e Di Natale, per citare i più anziani di militanza, danno corpo a una discreta entità agonistica, non certamente in grado però di impensierire le migliori formazioni. E badate bene che non ci sono colpe particolari da addossare a Lippi, c’è soltanto da evidenziare che il calcio italiano non produce più campioni: ce ne era uno, Marchisio, e il ct se lo è portato dietro. La colpa è quindi della fase di crisi che il nostro calcio sta attraversando, complici le scelte di alcuni grandi club. Se la squadra italiana (l’Inter) che ha primeggiato in Europa è formata da tutti stranieri, ce la dobbiamo prendere solo con noi stessi. Credo che sia la prima volta che la squadra campione d’Italia non abbia un giocatore nella rappresentativa nazionale.
E quest’anno non ci sarà neppure Calciopoli a dare agli atleti quella giusta adrenalina che permise alla nostra nazionale di conquistare il titolo mondiale. Va detto che nella finale di Berlino del 2006, tra la Francia e l’Italia, militavano ben 9 juventini (4 per la Francia e 5 per l’Italia, un allenatore Lippi, un fisioterapista Esposito), atleti questi che facevano della Juve una squadra imbattibile: solo l’allora commissario della Figc, Guido Rossi, e la ministra Melandri, riuscirono a batterli usurpando loro dei titoli guadagnati, anche tappando la bocca (come si fa nei regimi) a Cannavaro che voleva esporre il suo pensiero in merito. Per salire poi sul carro dei vincitori. Venendo al nostro girone, definito facile da tutti gli esperti, vorrei sottolineare come, specialmente nel calcio, le cose facili possano diventare difficili. Il Paraguay non sarà una passeggiata: i suoi atleti non avranno timore di incontrare i campioni del mondo uscenti, avendo già battuto nelle qualificazioni il Brasile e bloccato l’Argentina. Diffiderei anche della Slovacchia, squadra di giocatori robusti e non privi di valenza tecnica. E c’è chi, come Hamsik, ci conosce bene. Il fanalino di coda sarà la Nuova Zelanda, nella quale solo il centravanti Fallon può essere degno di menzione, mentre il portiere Paston potrebbe dirigere meglio un condominio che giocare a pallone.
Il giochino di chi potrà vincere il titolo non mi interessa molto: possono ambire l’Inghilterra, anche per la sagacia tattica di Capello; il Brasile che c’è sempre nelle previsioni; la Spagna, sempre attesa ma sempre a “zero tituli”; l’Argentina di Maradona, anche se ha “dimenticato”Cambiasso e Zanetti. Escluderei la Francia di Domenech, per la poca fiducia che ho di questo signore e un attacco dove ognuno gioca per proprio conto. Grave nell’Inghilterra l’assenza di Rio Ferdinand, sostituito da Dawson del Tottenham. Cosi come grave per la Costa d’Avorio è l’infortunio a Drogba. P.s. auguri di buon compleanno per Maurizio Zamparini e un in bocca al lupo per il suo Palermo.

(di Luciano Moggi per Libero)

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