Moggi: "L'Inter rispettata dagli arbitri. La Juve no" | JMania

Moggi: “L’Inter rispettata dagli arbitri. La Juve no”

“Calciopoli”: sindrome, ossessione e prezzemolo per ogni minestra. C’è qualcosa che non va nel campionato o in una partita? Eccoti “Calciopoli”, magica parola presa ad esempio per proteste e magagne di ogni genere: un prezzemolo appunto in ogni discorso. L’hanno usata e la usano dirigenti scafati per allontanare proprie responsabilità (è il modo migliore per …

moggi“Calciopoli”: sindrome, ossessione e prezzemolo per ogni minestra. C’è qualcosa che non va nel campionato o in una partita? Eccoti “Calciopoli”, magica parola presa ad esempio per proteste e magagne di ogni genere: un prezzemolo appunto in ogni discorso. L’hanno usata e la usano dirigenti scafati per allontanare proprie responsabilità (è il modo migliore per confondere le idee) cercando anche di accentuare il fumus di chi seppe sollevare ad arte il grande polverone. Ed è il caso, questa volta, di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che – non è la prima volta – tira fuori l’argomento assieme al mondo di accomodamenti che vi sarebbe sotteso. Ma sbaglia De Laurentiis a metterla in campo ogni qualvolta subisce qualche torto arbitrale, come è accaduto contro il Parma: Calciopoli non è mai esistita. Esistevano prima ed esistono ancor più adesso gli errori e la limitata capacità degli arbitri: non ci si può meravigliare che possa sbagliare Trefoloni, lo sbaglio è mandarlo ad arbitrare. È Collina che sbaglia: sotto il suo ombrello si doveva avere una svolta e invece gli errori sono aumentati in maniera industriale.

L’uso dei termini
L’uso della parola “Calciopoli” è comunque duplice: viene usato – è il caso di De Laurentiis – quando si subiscono i cosiddetti torti arbitrali (vedi Parma-Napoli). È usato anche quando le cose vanno bene. Così De Laurentis il 20 ottobre ’08, con il Napoli primo in classifica: «Dopo Calciopoli c’è spazio per tutti». In quel campionato il Napoli finì 12° a pari con Siena e Catania…
Piccola parentesi: c’è chi ha fatto in questi giorni un confronto tra Inter e Juve, in cui il club bianconero ne esce battuto, tra Moratti che ha speso meno sul mercato a fronte degli acquisti juventini, per finire ai molti gol nerazzurri fatti e ai troppi subiti dalla Juve, nonostante Buffon. Manca un dato, quello dei rigori. Quattro a favore ne ha avuti l’Inter e due contro, nessuno la Juve, né a favore, né contro. Un caso? Può essere, ma nessuno toglierà dalla testa dei tifosi juventini che oggi l’Inter oltre che la più forte sia anche la più “rispettata”.

Bianconeri a rischio
Prima dello scontro di domani, Juve e Inter si sono rincorse in cautele e restrizioni. Moratti ha tappato la bocca ai suoi, lasciando solo a Mourinho la licenza di parlare, la Juve ha eretto un “muro” davanti al campo d’allenamento. Niente di nuovo, in situazioni del genere fa bene chiudersi un po’ all’interno. Forse non ne aveva bisogno l’Inter che dall’alto dei suoi 8 punti di vantaggio può guardare alla sfida con tranquillità. Ma non ditelo a Mourinho che vuole vincere per affrontare con più ottimismo la partita di Champions con il Rubin, decisiva per la qualificazione. A differenza dell’Inter la Juve è a un bivio, per Coppa e campionato. Vincendo ridurrebbe il distacco a 5 punti, nel frattempo sperando che s’interrompa il cul de sac del Milan. Perdendo si aprirebbe una voragine difficile da digerire.
L’ipotesi di un ritorno al rombo non mi sembra peregrina, sicuramente più congeniale alla squadra, a Del Piero se ci sarà, in coppia con Amauri, e con Diego alle spalle, avendo il brasiliano chiarito il ruolo in cui si sente più a suo agio, quello del trequartista. Intanto per gli juventini più speranzosi c’è da… gufare il Milan, che gioca in anticipo con quella che fu la Samp. Caduta anche in Coppa, la squadra di Del Neri sembra essersi dissolta. Dov’è finito Cassano?
(Luciano Moggi per Libero)

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