Moggi: "Duello Milan-Juve per lo scudetto, ma attenti alla Lazio. Su Moratti l'incubo 5 maggio" | JMania

Moggi: “Duello Milan-Juve per lo scudetto, ma attenti alla Lazio. Su Moratti l’incubo 5 maggio”

Moggi: “Duello Milan-Juve per lo scudetto, ma attenti alla Lazio. Su Moratti l’incubo 5 maggio”

Poco spettacolo nel posticipo tra Napoli e Palermo, chiusa con una vittoria in extremis dei padroni di casa. Gioco latitante e paura di perdere sono state le poche cose che si sono viste. Poi nel finale un gol di Maggio lancia il Napoli in piena corsa Champions. Il duello Milan-Lazio in chiave scudetto, non piace: …

Poco spettacolo nel posticipo tra Napoli e Palermo, chiusa con una vittoria in extremis dei padroni di casa. Gioco latitante e paura di perdere sono state le poche cose che si sono viste. Poi nel finale un gol di Maggio lancia il Napoli in piena corsa Champions. Il duello Milan-Lazio in chiave scudetto, non piace: molto meglio Milan-Juve. I sondaggi sono netti, sospinti dal cuore e dalla nostalgia, non importano i numeri che dicono il contrario. Rossoneri con tre punti in più sui biancocelesti, sei sui bianconeri. Juve con l’attacco più forte (+3 sul Milan), una piccola valenza che non fa classifica, ma piace. E a questo proposito il calendario è preveggente: domenica (se si giocherà) è in programma il posticipo Juve-Lazio, con il Milan intenzionato a mettere altro fieno in cascina all’ora del pranzo (domenica alle 12,30 a Bologna).
Intanto l’Inter è sparita dal panorama di vertice, esito clamoroso di un inizio di stagione mai così nero. Gli dei sono caduti, dieci punti in meno dal Milan, dodici rispetto all’anno scorso, un cataclisma che si è materializzato all’Olimpico con la Lazio, e l’incubo del 5 maggio sarà tornato certamente a tormentare il sonno di Moratti che adesso se la prende con i suoi e con il suo allenatore. Fossi nel patron interista starei zitto su tutti i fronti. Non ha senso ricordare che, quando Ibra andò via, l’Inter vinse ugualmente il campionato.
Meglio farebbe a preoccuparsi che, con il ritorno di Zlatan in Italia, potrà accadere che non sarà più l’Inter a vincere. E non c’entrano soltanto le troppe assenza per infortuni, anch’essi da decifrare, o la perdita di  selfcontrol di Eto’o. Sono attenuanti che non spiegano il crollo contro la Lazio di Reja, quasi una lezione di calcio impartita dall’anziano navigatore friulano al serafico, pacioso (e perdente…) allenatore dell’Inter, incapace di scegliere anche i giovani giusti da inserire in tempi di tregenda. La Lazio si è esaltata e, sebbene non amata dai sondaggi, è in questo momento per numeri in classifica la prima rivale del Milan. Benitez deve tra l’altro sbrigare l’incomodo del momento relativo all’ultima gara del girone di Champions, stasera a Brema, prima di trasferirsi ad Abu Dabi per il mondiale di club. Parallelamente il Milan vive una stagione di gloria che forse neanche si aspettava. Merito sicuro di Ibra, ma anche di Allegri sempre più sicuro e sorprendente nel prendere decisioni. L’ultima? Boateng trequartista. A Ronaldinho gli spizzichi giusti per non umiliarlo (stavolta non è stato mandato in campo al 90°). Il Brescia ha potuto poco, ma qualsiasi altra avversaria avrebbe fatto la stessa fine. Vittima di turno l’allenatore Iachini, esonerato. Al suo posto Beretta.
La risposta della Juve alla sofferta eliminazione dall’Europa League è stata immediata ed autorevole, felice coincidenza con il compleanno di Andrea Agnelli, (tanti auguri Andrea). Eccellente la condizione di Quagliarella, che ha spinto il giocatore a un piccolo libero sfogo nella sua giornata di gloria
: «Strano che in tutte le squadre in cui gioco si debba cercare sempre una prima punta…». Per il momento comunque l’ex napoletano ha vinto la concorrenza con Maxi Lopez. Bravo Delneri a soccorrere Aquilani in difficoltà sostituendolo con Sissoko, per dare così più sostanza al centrocampo. Catania penalizzato da qualche decisione arbitrale, ma negli errori di D’Amato & c. c’è anche il gol nient’affatto fantasma di Quagliarella: la Juve poteva vincere meritatamente anche con più largo bottino. Un paio di sviste pesanti del direttore di gara Pierpaoli ha caratterizzato la gara Samp-Bari (3-0). Rigore generoso ai liguri e soprattutto ingiusto il secondo giallo inflitto a Rossi, con reazione normale di Ventura e conseguente espulsione anche per lui. Presumo che Pierpaoli abbia bisogno urgente di un periodo di riposo, anche se lo scenario è sempre lo stesso, gli errori ci sono oggi come nel passato. È cambiata soltanto… l’interpretazione. La Samp ha  raggiunto l’Inter ed ha gli stessi punti della Roma, incappata in un altra gara double-face: partenza sparata, caduta verticale nel finale, e il campo messo sotto accusa da Ranieri che a sorpresa ha rispolverato Adriano. Mutu ha fatto secco il Cagliari con il suo primo gol dopo il ritorno, prima sconfitta per Donadoni e tre punti preziosi per la Fiorentina. Crespo si conferma a Parma e stavolta la doppietta già messa a segno con l’Inter, è valsa ai Ducali la vittoria sull’Udinese. Avanzano anche il Genoa (3-1 a Lecce) e il Bologna passato a Cesena: rossoblù più forti dei guai societari.

Di Luciano Moggi per ‘Libero’

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