Moggi consiglia Moratti: "Tieniti stretto Mourinho" | JMania

Moggi consiglia Moratti: “Tieniti stretto Mourinho”

Tenuto conto che avevamo pronosticato l’Inter vincente fin dall’estate, ci dovremmo meravigliare solo del fatto che lo scudetto sia giunto solo alla fine e con molti patemi. Per il calcio e per la sua immagine, dovrebbe essere ringraziata la Roma che ha tenuto sulla corda l’Inter sino all’ultima giornata, in un finale di campionato elettrizzante. …

Tenuto conto che avevamo pronosticato l’Inter vincente fin dall’estate, ci dovremmo meravigliare solo del fatto che lo scudetto sia giunto solo alla fine
e con molti patemi. Per il calcio e per la sua immagine, dovrebbe essere ringraziata la Roma che ha tenuto sulla corda l’Inter sino all’ultima giornata, in un finale di campionato elettrizzante. Ha ragione Ranieri quando  parla di un’impresa straordinaria dei giallorossi (e anche sua). Nessun dubbio tuttavia che sia stato uno scudetto meritato per l’Inter: il lento incedere della seconda parte del campionato ha dato una parvenza di normalità ad una squadra fatta di ottimi giocatori e costruita per dominare.
C’era una volta l’Inter che non azzeccava un acquisto, che raccoglieva (poco) in proporzione, cercando spiegazioni in fantomatiche ipotesi di complotto; da qualche anno la situazione è cambiata, le campagne sono state produttive, e di eguale consistenza è stato il raccolto. Passata la sbornia del trionfo, Moratti potrebbe fare uno sforzo e riconoscere una verità elementare. Si vince quando si ha una squadra forte, come vinceva la Juve, checché lui ne abbia (allora) pensato, come vince adesso l’Inter che ha appunto una squadra potente come all’epoca la Juve, e un ottimo allenatore che sa essere anche un ottimo manager oltre che insuperabile propagandista di se stesso: guai a perderlo (per l’Inter) e questo Mou lo sa.

COMMEDIANTE
La commediola del dopo gara infatti, dell’uomo solitario in pullman a meditare mentre gli altri festeggiavano, presuppone una richiesta di aumento del contratto, e anche questo Moratti lo sa bene: sono solo le cifre da definire. D’altra parte il Mou, da quando è giunto in Italia, ha svolto inconsciamente le cariche di presidente, allenatore, ds, addetto alle pubbliche relazioni, togliendo a Moratti il gravame di dover essere sempre lui a mettere la faccia: è riuscito a te-nere in scacco, oltre alle altre società, anche Lega e Federazione (arbitri… ). L’esatto contrario di quanto fatto da Blanc che, giunto alla Juve con tante cariche, ha perduto, strada facendo, quella di presidente, di direttore generale e, tra non molto, anche quella di AD. Valutando l’operato del francese, viene spontaneo pensare “meglio tardi chemai”. Il portoghese sarà anche arrogante ma mi piace perché ha la stoffa del condottiero, dell’uomo che non si lascia infinocchiare. Ed è un bravo mister. Curioso il ruolo della Samp, chiave di scudetto per l’Inter e di Champions per se stessa. Il Palermo ha vinto sull’Atalanta ma il suo percorso si era interrotto in casa proprio contro i blucerchiati, non riuscendo a batterli. Delio Rossi sperava nel Napoli e in Mazzarri, ma il miracolo non è avvenuto. Le occasioni storiche bisogna prenderle al volo.
Naturalmente, non poteva essere diversamente, c’è stato uno spreco di richiamo ai cinque scudetti consecutivi, dove l’Inter avrebbe eguagliato la Juve, e ai 18 complessivi che le consentirebbero di superare il Milan. Trascuro questa uguaglianza, perché il primo della serie , quello assegnato a tavolino da Guido Rossi, non corrisponde ad una effettiva conquista. Ha  qualche dubbio, anzi molti, il Palombo della Gazzetta, e l’ha detto con chiarezza anche Fulvio Bianchi di Repubblica, riferendo che l’Inter potrebbe perdere il titolo 2006, e a questo punto, per la goduria del Milan, salterebbe anche il sorpasso.

BENEDETTA FINE
Non credo con questo di aver disturbato gli interisti che festeggiano il giusto trionfo. L’Inter è ora tutta proiettata verso la finale di Madrid. Il sogno di Mo-
ratti di ripercorrere il cammino del padre è vicino. Va solo raccolto, col permesso del Bayern. Ha fatto sensazione l’abbraccio del popolo milanista a Leo- nardo e la contestuale contesta- zione a Berlusconi. Galliani ha parlato di striscioni ingenerosi e non ha torto, ma dovrebbe sapere che la folla non ha memoria, la perde non appena capisce che chi finora ha investito tanto, non è più tentato di farlo. Il Milan ha chiuso comunque bene, e la squadra ha dato l’impressione di aver giocato per Leo. Ne ha fatto le spese la Juve, un 3-0 che ha ripetuto quello dell’andata e che fanno dire al popolo juventino “meno male che è finita”, amarissima conclusione di una stagione dove monsieur Blanc voleva vincere la terza stella… Infierisco? Peggio della Juve ha fatto solo la Fiorentina. Promos- si Napoli, Parma, e anche il Genoa. Male in chiusura anche l’Udinese, sconfitta dalla Lazio.

(Di Luciano Moggi per ‘Libero’)

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