Moggi: “Attento Benitez, l’Inter è una polveriera. Del Neri avanti così” | JMania

Moggi: “Attento Benitez, l’Inter è una polveriera. Del Neri avanti così”

L’Inter non l’ha presa bene. Il pari ha l’amaro in bocca per il club di corso Vittorio Emanuele, alle prese con mal di pancia interni che non accennano a finire. Cominciò Chivu con la sua arrabbiatura in mezzo al campo, proseguirono i mugugni più o meno nascosti all’indirizzo di Eto’o che non aiuta i compagni …

L’Inter non l’ha presa bene. Il pari ha l’amaro in bocca per il club di corso Vittorio Emanuele, alle prese con mal di pancia interni che non accennano a finire. Cominciò Chivu con la sua arrabbiatura in mezzo al campo, proseguirono i mugugni più o meno nascosti all’indirizzo di Eto’o che non aiuta i compagni in difficoltà, ora si scopre che Muntari non sopporta la destinazione in tribuna e se ne va dallo stadio indispettito e Maicon che grida alla panchina di togliere Biabiany. Un quadro di insofferenza generale, con Benitez che resta serafico quando invece sarebbe giunto il momento di prendere il bue per le corna. Non si tratta di agitare il ricordo di Mourinho, ma semmai di concludere che questa squadra non può essere governata di rosa e di fioretto, ma con mano ferma. Benitez è una persona perfettamente preparata sul piano tecnico, ma anche troppo mite: di certo non gli appartengono i complicati meccanismi preparatori delle partite, e anche successivi, propri del suo predecessore. C’era sempre qualcuno che finiva nel suo mirino, per mantenere alta la tensione e la compattezza del gruppo. Quella mitezza è ormai intesa come debolezza. Benitez avrebbe avuto bisogno di un aiuto di consolidata conoscenza dell’ambiente e non di assistenti provenienti da altre realtà. L’allontanamento di Oriali aveva un suo significato, era stato operato anche con molto ritardo rispetto alle compromissioni avute in alcune delicate vicende, prima fra tutte la condanna penale per i documenti taroccati di Recoba, ma andava sostituito con figura di forte personalità. Se il patron (di Paolillo meglio non parlare) non capisce l’aria che tira, arrampicandosi ancora sulla presunta legittimità della più illegittima assegnazione di uno scudetto altrui (bianconero, s’intende), la vedo male per l’Inter.
La Juve si prende il lusso di passare indenne a San Siro, interrompendo 11 vittorie interiste di fila. “Quasi una vittoria” ha titolato Tuttosport. Io la vedo secondo uno slogan che mi è caro, “La Juve si è comportata da Juve” e do atto a Delneri di aver centrato tutte le mosse, compresa la pretattica. Ho visto una squadra in salute e piena di coraggio, che ha ricambiato l’aggressione iniziale dell’Inter con pari intensità. Giusta la scelta di Aquilani e stavolta ha tenuto anche la difesa, con un super Chiellini.
Il Napoli ha strapazzato la Roma, con gravi colpe di Ranieri. Non si può perdere al San Paolo prendendo 2 gol in contropiede dai padroni di casa. Il Napoli ha meritato il successo e si gode giustamente il secondo posto, insieme a Inter e Milan, due punti dietro la capolista Lazio dell’incredulo Reja. A Parma la resurrezione del Milan, con un gol da cineteca di Pirlo. I ducali protestano per tre rigori non dati, di cui uno poteva essere concesso. Vittoria di misura per i laziali sul Brescia, ma quanta fatica. Mauri segna e festeggia la convocazione in Nazionale.
Classifica ancora corta dopo sei giornate, ma qualche ritardo può essere preoccupante, come nel caso di Roma e Fiorentina, penultime a 5 punti. Mihajlovic non si salva neanche con un rigore e perde per la terza volta in casa ad opera stavolta del Palermo. Giusta la reazione di Zamparini per gli errori arbitrali. L’Udinese, ultima, ha solo un punto in meno, grazie al successo in fotofinish sul Cesena. Tra Genoa e Bari, liguri che non avevano mai vinto in casa e pugliesi che non c’erano mai riusciti fuori, la spunta la squadra di Gasperini ma il gol dell’1-0 rossoblu non c’era. Il Lecce supera il Catania e
l’affianca nella parte centrale della classifica. Sorpresa: il Chievo tiene imbattuta la sua porta in casa col Cagliari e la Samp non va oltre il pari a Bologna. Cassano non saluta la panchina e Pozzi che lo deve sostituire, e Di Carlo s’arrabbia. Mal di pancia non nuovo per il barese, in una delle sue
peggiori apparizioni. Inedito invece per Borriello che non ha gradito la sostituzione in Napoli-Roma. Un dubbio viene. Vucinic era necessario, ma se non ci fosse stato Totti, il giocatore sostituito poteva non essere Borriello. L’allenatore non se l’è sentita di rimandare fuori il Pupone, e questo, come per l’Inter, è anche il problema della Roma, ma soprattutto di Ranieri.

(Di Luciano Moggi per ‘Libero’)

3 commenti

  1. Marotta è in gamba ma credo k nessuno sia al pari del ns caro Moggi…lui è e forse sarà x lungo tempo l indiscusso numero 1!! 😉

  2. sara’pure un uomo senza qualita’ morali,ma pochi al mondo capiscono di calciatori come moggi,uno e’ marotta.

  3. Sara’ pure un uomo senza qualita’ morali,ma pochi al mondo capiscono e trattano di calciatori come moggi, uno e’ marotta.

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