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Milos Krasic: “potevo andare al Milan, ma la Juve è la Juve”

Scritto da Enrico Fracassi

Milos Krasic rappresenta senza dubbio l’acquisto più azzeccato dell’estate juventina. Il serbo ha sempre mostrato grande attaccamento alla maglia bianconera, ribadito ancora una volta in un’intervista al ‘Corriere dello Sport’:

Milos Krasic, quando ha sognato per la prima volta la Juventus?

“A undici anni, quando diventò la squa­dra di Vladimir Jugovic, il calciatore serbo che ha vinto più di tutti. Per noi ragazzini era un idolo, anche se io avevo un debole per Predrag Mijatovic”.

Il Vojodina è un trampolino per la gloria: approdo in prima squadra, debutto nelle nazionali giovanili, la fascia di capitano, le sirene russe. E in mezzo – storia che pochi conoscono – uno stage al Milan.

“Avevo sedici anni, fu un’esperienza bel­lissima. Con me c’era Milan Stepanov che adesso gioca in Turchia. Ci allenavamo con la Primavera di Tassotti e spiavamo i gran­di campioni rossoneri: Shevchenko, Gattu­so, Rui Costa…”.

Dicono che il Milan allacciò una trattati­va attraverso Franco Baresi, ma il Vojodi­na chiese troppo e finì tutto in bolle di sa­pone.

“Non so, a noi avevano detto che era uno stage e non un provino, perciò non ci era­vamo fatti illusioni. Ci bastava respirare l’atmosfera di Milanello, assorbire metodi di lavoro che ignoravamo”.

Il Manchester City ha insistito fino al­l’ultimo…

“Volevo solo la Juve”.

Stankovic le chiedeva di andare all’In­ter…

“Non so dire, sinceramente, se il club ne­razzurro avesse inoltrato un’offerta concre­ta, ma non sarebbe cambiato nulla: la mia scelta era fatta. Con Dejan si scherzava sul mio futuro, ma accanto alle battute c’erano i consigli: mi ha aiutato a capire l’importan­za e la bellezza del campionato italiano”.

Pavel Nedved: un paragone ingombran­te?

“Ieri un grande campione, oggi un diri­gente sempre vicino alla squadra: non pos­so dire io se gli somiglio davvero, mi onora il fatto che abbia voluto dedicarmi belle pa­role”.

La corsa: la sua caratteristica, la sua do­te migliore, la sua forza…

“Ma non sono solo veloce: un po’ della creatività tipica dei calciatori serbi ce l’ho anch’io”.

Avrebbe potuto utilizzarla per innescare Edin Dzeko, invece…

“Ha scelto il City, peccato perché è un grande calciatore: basta guardare il valore dei club che l’hanno cercato per compren­derne le qualità”.

Fracassi Enrico

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