Marotta: "Dzeko ci piace, Maxi Lopez no" | JMania

Marotta: “Dzeko ci piace, Maxi Lopez no”

Marotta: “Dzeko ci piace, Maxi Lopez no”

Ospite della trasmissione radiofonica ‘Il Bianco e il Nero’, il direttore generale e amministratore delegato dell’area sport Juventus, Beppe Marotta, ha affrontato i temi caldi del momento, soffermandosi principalmente su infortuni e mercato. “Il mercato di gennaio? È un’opportunità che deve essere colta da tutte le squadre. Si possono prendere in considerazione elementi che possono …

Ospite della trasmissione radiofonica ‘Il Bianco e il Nero’, il direttore generale e amministratore delegato dell’area sport Juventus, Beppe Marotta, ha affrontato i temi caldi del momento, soffermandosi principalmente su infortuni e mercato. “Il mercato di gennaio? È un’opportunità che deve essere colta da tutte le squadre. Si possono prendere in considerazione elementi che possono aumentare la qualità della rosa. Il secondo aspetto, poi, è economico: non faremo investimenti importanti. Anche perché sono dell’idea che in quella finestra di mercato non ci siano grandi giocatori su cui lanciarsi”.

RISCATTI E COLPI ESTIVI
“Per quest’estate stiamo già lavorando: Quagliarella e Aquilani sono oggetti dei nostri desideri e quindi valuteremo tutti gli aspetti inerenti al loro acquisto definitivo.
Tra Dzeko e Benzema prendo Dzeko; Maxi Lopez invece non è nei nostri programmi”.

A LUGLIO NESSUN ERRORE
“Abbiamo creato in poco tempo un rinnovamento della rosa. I valori? Uno puo’ disquisire. Motta ha 24 anni, lo abbiamo pagato 1 milione: si può contestare l’operazione? A mio avviso no. Non lo abbiamo pagato 22 milioni…”.

INFORTUNI? SOLO SFORTUNA
“L’80% sono di carattere traumatico, quelli muscolari sono in percentuale minima. Credo ci sia una complessità di fattori che incidono, dalla preparazione ai ritmi di gara”.

POLEMICHE ARBITRALI
“Il clamore sulla Juventus? La dimensione mediatica della nostra società è tale che ogni situazione, nel bene o nel male, viene ingigantita, ma questo, da quando ero ragazzino, capita alle grandi squadre. Non mi ha trovato impreparato. Le considerazioni sugli arbitri sono state pacate e infatti non sono stato deferito. Il mio è stato un intervento di supporto tecnico: devono attribuire lo stesso peso alle stesse situazioni di gioco”.

IL CONTRATTO DI CHIELLINI
“Se si ottengono obiettivi che portano ricavi anche alla società è giusto che il giocatore partecipi al guadagno. Al contrario, è giusto che non abbia ricavi. La flessibilità è usata in molti settore imprenditoriali. Poi c’è la parte etica ed estetica che riteniamo fondamentale”.

LARGO AI GIOVANI
Stiamo creando un modello vincente, tre fasce di tipologia di giocatore: l’ultima è quella dei giovani da aggregare alla prima squadra. E per questo compito ci avvaliamo di ottimi osservatori. Sorensen, in particolare, era stato scoperto dalla scuderia di Tinti. Paratici l’ha visto e l’ha portato a Torino per 15 mila euro, in prestito”.

(Credtis: ‘Tuttosport’)

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