Marotta: "Arriva un difensore e se parte Giovinco..."

Marotta: “Arriva un difensore e se parte Giovinco…”

Marotta: “Arriva un difensore e se parte Giovinco…”

Beppe Marotta, direttore generale e amministratore delegato dell’Area Sport Juventus, ha rilasciato una lunga intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’

Beppe Marotta, direttore generale e amministratore delegato dell’Area Sport Juventus, ha rilasciato una lunga intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’. Il dirigente bianconero ha parlato di diverse tematiche, spaziando dagli obiettivi immediati della Vecchia Signora al calciomercato, passando per la querelle con Claudio Lotito e tanto altro ancora. Si parte inevitabilmente dalla Supercoppa Italiana persa a Doha contro il Napoli: “Avevamo la coppa in mano, più volte – sottolinea – , e di fatto l’abbiamo quasi regalata. Ci sarebbe piaciuto portare a casa un altro trofeo, non è stato così, in ogni modo sul campo la partita è finita 2-2, non è stata una disfatta”.

Il 2014 della Juventus si chiude con tanti record e soddisfazioni. Anche per Massimiliano Allegri, arrivato in punta di piedi e confermatosi allenatore all’altezza della Vecchia Signora:

Meritano un 8. Abbiamo avuto un avvicendamento tecnico in corso d’opera, ci siamo trovati a scegliere un altro allenatore in 24 ore e Allegri non ha poi potuto incidere sulle operazioni di mercato. Max si è trovato a gestire un gruppo reduce da molti successi, avendo quindi tutto da perdere. E’ stato bravissimo. Siamo primi in campionato e fra le grandi sedici d’Europa. E ancora dobbiamo giocarci la Coppa Italia. Insomma – evidenzia – , la Supercoppa è un piccolissimo puntino nero su un foglio bianchissimo.

Gli obiettivi per il 2015? Sicuramente confermarsi in campionato e provare ad andare ancora avanti in Champions League:

La Juve ha l’obbligo di puntare al quarto titolo consecutivo, così come aveva il dovere di entrare negli ottavi di Champions. E secondo me – continua Marotta – abbiamo le carte in regola per arrivare almeno ai quarti di finale. Quest’anno vorremmo anche la Coppa Italia, trofeo che ci manca da troppo tempo.

Marotta è arrivato alla Juve nella primavera del 2010, ereditando da Jean Claude Blanc una situazione tecnico-finanziaria non proprio ottimale:

Quando siamo partiti non immaginavamo di raggiungere risultati tanto importanti in così poco tempo. E gran parte dei meriti sono di Andrea Agnelli, dirigente illuminato, che è riuscito a modellare una società che è un punto di riferimento in Italia. Il presidente difese il mio lavoro anche dopo la prima difficile stagione perché era convinto delle scelte che aveva fatto. Agnelli non è un figlio di papà, vanta una bella gavetta, maturata in varie attività, anche all’estero. Io ho portato la mia esperienza calcistica. Vorrei concludere qui la carriera – rivela – , non vedo alternative al momento. Poi, sono un uomo di calcio e so bene che ogni cosa è legata ai risultati. Dopo non mi dispiacerebbe aiutare il movimento. Anche nel calcio ci vogliono competenze precise. Bisogna ricominciare a parlare di pallone, e non solo di diritti tv, stadi e violenza. Il campionato va riportato assolutamente a 18 squadre e bisogna puntare sulle seconde squadre. Altro che doppie proprietà, cosa che non esiste in nessuna altra nazione. E’ il modo migliore anche per facilitare il lancio dei giovani. Penso a Coman, ha poco spazio in prima squadra, ma allo stesso tempo non ha senso inserirlo in Primavera.

Con Claudio Lotito è guerra: il presidente della Lazio ha insultato Marotta e si è poi trincerato dietro il proprio ascendente in Figc per evitare conseguenze penali:

Il suo comportamento è stato deplorevole. Sono stato toccato personalmente. Io e la Juventus stiamo ancora valutando cosa fare. E’ un controsenso che non mi sia stato permesso di andare per vie legali, in sedi diverse dall’ambito sportivo, nonostante sia stata toccata una sfera assolutamente privata e personale – prosegue – , che nulla ha a che fare con il calcio.

Il capitolo più importante per i tifosi è quello relativo al calciomercato: chi comprerà la Juventus a gennaio?

Arriverà sicuramente un difensore: avendo il jolly Caceres, stiamo ancora valutando se puntare a un terzino o a un centrale. Sappiamo che il calcio di Allegri richiede anche qualcosa di diverso in attacco. Max ha altre idee rispetto a Conte, e si è dovuto adattare a una rosa che ha trovato. Non è facile, perché non possiamo discostarci da certi parametri economici, molto dipenderà per forza da ciò che deciderà di fare Giovinco.

La querelle Conte-Juve? Non esiste un vero e proprio caso, ma Marotta mette qualche puntino sulle i:

L’ho sentito un mese fa e abbiamo condiviso l’idea di vederci a gennaio. Credo che verrà a trovarci subito dopo la trasferta di Napoli, è il periodo ideale. Anticipare la fine del prossimo campionato? Siamo scettici sugli stage ma riteniamo giusto che il campionato 2015-2016 finisca prima affinché Conte abbia la possibilità di plasmare e gestire il gruppo nel migliore dei modi. Non esiste un dualismo Juve-Conte… Italia allo Stadium? La Figc, nella persona del presidente Tavecchio, ha chiamato il presidente Agnelli chiedendo la disponibilità del nostro stadio. Ora sta alla Figc decidere. Sulla moviola la posizione della Juventus è chiara: favorevoli alla tecnologia per quanto riguarda il goal-non goal, contrari alla moviola in campo.

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