Maddaloni a Stile Juventus: "con la Fiorentina il vero Diego" | JMania

Maddaloni a Stile Juventus: “con la Fiorentina il vero Diego”

Il vice allenatore della Juventus, Massimiliano Maddaloni, ha concesso una lunghissima intervista a Nicola De Bonis, conduttore della nota trasmissione radiofonica “Stile Juventus“, in onda ogni lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì alle 21 presso l’emittente privata Nuova Spazio Radio di Roma (streaming). Ne riportiamo gran parte di seguito. I tifosi vogliono conoscere l’uomo, il personaggio, …

maddaloniIl vice allenatore della Juventus, Massimiliano Maddaloni, ha concesso una lunghissima intervista a Nicola De Bonis, conduttore della nota trasmissione radiofonica “Stile Juventus“, in onda ogni lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì alle 21 presso l’emittente privata Nuova Spazio Radio di Roma (streaming). Ne riportiamo gran parte di seguito.

I tifosi vogliono conoscere l’uomo, il personaggio, Massimiliano Maddaloni
Sono arrivato alla Juventus tre anni fa, grazie a quello che adesso è l’attuale allenatore della prima squadra, Ciro Ferrara. La nostra è un’amicizia datata, perchè eravamo entrambi due giocatori del settore giovanile del Napoli….Lui ha fatto carriera, io un po’ meno, visto che sono andato a girare per tutti i campi della C1. Poi nel tempo ci siamo ritrovati, precisamente a Viareggio, quando lui faceva il responsabile del settore giovanile della Juve. In quel torneo, dove io ero semplice spettatore, mi disse: ‘Se ne avrò la possibilità ti porterò con me alla Juventus’. Dopo quattro mesi mi chiamò e mi disse: ‘Vieni a fare il preparatore degli Allievi’. E così è cominciata la mia avventura in bianconero”.

Quella fu una giornata speciale per te, indimenticabile, immagino
Quella telefonata mi riempì di gioia perchè andavo a far parte di una famiglia e di una società gloriosa. Mai, però, avrei immaginato che potesse succedere quello che è successo nei tre anni successivi. E’ stata un’escalation di emozioni e di avventure incredibili per me”.

Massimiliano Maddaloni, nato a Napoli il 22 giugno 1966. Dunque sei un focoso…
“Sì, sono un passionale. Metto il cuore, la voglia, la passione, in tutto quello che faccio. Anche i miei giocatori mi riconoscono questo tipo di personalità, di voler fare sempre meglio”.

Ricordiamo che hai allenato squadre toscane come Viareggio, Forte dei Marmi, Versilia, Cecina, in Eccellenza, Serie D e Serie C. Hai fatto la gavetta mister…
Sì, ho iniziato a fare l’allenatore nel settore giovanile del Viareggio, poi ho allenato in C2 e piano piano ho avuto la fortuna di crescere e di arrivare qui in bianconero”.

Sei sposato?
Sono sposato con una viareggina e ho due splendide bimbe, una di cinque anni e l’altra di 12. E tra l’altro sono contento perchè quest’anno mi hanno raggiunto qui a Torino, dopo due anni che sono stato da solo. Sono contento di averle con me tutti i giorni”.

Come sono stati questi primi mesi da vice allenatore, da braccio destro di Ciro Ferrara?
I primi tre mesi da vice allenatore, o comunque di collaboratore di Ferrara, credo siano stati molto positivi. Noi abbiamo ereditato una squadra che veniva da due buone stagioni. Era tornata due anni fa in Serie A, il primo anno era riuscita ad arrivare terza, l’anno scorso è arrivata seconda, e quest’anno abbiamo la fortuna di avere un bel gruppo in mano, anche grazie a degli acquisti mirati. Siamo partiti subito bene, abbiamo fatto un grandissimo precampionato, vincendo subito contro club forti come Real Madrid e Siviglia, che sono attualmente in seconda e terza posizione nella Liga, abbiamo vinto la Tim Cup, abbiamo veramente fatto molto bene. Abbiamo incominciato il campionato alla grande vincendo partite importanti fuori casa, e poi effettivamente nelle ultime partite abbiamo avuto un calo….”.

Da cosa è derivato questo calo?
“Il problema è che i tifosi della Juventus hanno visto una squadra talmente bella e propositiva nelle prime partite, che ora il fatto di aver visto una Juventus non eccezionale col Palermo e col Bologna ha un po’ frenato questo entusiasmo iniziale. Se però andiamo ad analizzare la media inglese che è +1, e andiamo ad analizzare che siamo a + 5 punti dall’anno scorso, e il fatto che la Juve nelle prime sette partite ha giocato quattro partite fuori casa, di cui due a Roma, una Genova e l’altra a Palermo, possiamo dire che nel globale abbiamo fatto sicuramente un buon inizio”.

Quali sono le insidie per un tecnico che è passato in meno di una stagione dall’allenare future promesse del calcio a campioni del mondo e uomini immagine?
Le insidie sono importanti, perchè una cosa è cercare di dover completare la crescita di un ragazzo che ha 17-18 anni, un’altra cosa è avere a che fare con della gente che ha un passato, e soprattutto un passato importante. Qui ci sono giocatori che hanno vinto i campionati del mondo, coppe e scudetti, quindi il modo di rapportarsi è totalmente diverso”.

Cos’è cambiato per te, sia nella vita quotidiana che nell’ambiente del lavoro?
Personalmente sono rimasto uguale e voglio rimanere uguale. Essere arrivato alla Juventus per me è un sogno. Allenare la prima squadra è qualcosa di incredibile, dunque voglio conservare la mia umiltà. Per quanto riguarda l’esterno, mi rendo conto che non è più come prima, perchè la gente comincia a riconoscermi, qualcuno inizia a voler parlar con me, e queste sono cose che fino a due mesi fa non mi succedevano”.

Quali sono i progetti futuri? Ti piacerebbe intraprendere una carriera alla Gasperini?
“Io sono talmente contento di fare quello che sto facendo alla Juventus, sono talmente proiettato a cercare di fare bene qui, che in questo momento non penso sinceramente al mio futuro. Io sono legato a Ferrara, rimarrò con Ferrara, e spero che Ferrara possa creare un ciclo vincente nella Juventus, e che possa farne parte anch’io“.

Chi è stato il suo maestro? C’è qualche allenatore a cui s’ispira in particolare?
Io sono stato un mezzo giocatore, dunque non ho avuto degli allenatori che sono arrivati ad altissimi livelli. Però un tecnico che sicuramente mi ha lasciato qualcosa di importante è un certo Iaconi, colui che fece il miracolo col Castel di Sangro negli Anni Novanta, una squadra che rappresentava una città di cinquemila abitanti. Uno scrittore americano fece anche un libro su questa storia”.

Come mai giovani interessanti come Ekdal e Yago vengono prestati a squadre che li tengono in panchina? Così non fanno alcuna esperienza…
Questa è una cosa di cui noi, sinceramente siamo meravigliati. Anche perchè queste società li hanno richiesti espressamente, hanno voluto a tutti i costi che questi ragazzi andassero lì ed ora ci sembra strano che adesso non trovino uno spazio adeguato”.

Questi ragazzi hanno grandi colpi….
“Sono due giocatori veramente straordinari, con caratteristiche diverse. Ma sono sicuro che in futuro sentiremo parlare di loro, perchè hanno qualità importanti e verranno fuori”.

Ci prepariamo per questa gara importante con la Fiorentina. Avete lavorato bene in questi giorni…
“Sì. Ricordo ai nostri tifosi che noi siamo l’unica squadra in Italia ad aver dato 13 giocatori alle varie nazionali e questo ci ha portato ad avere in questi giorni una rosa molto ristretta. Ci siamo trovati ad allenarci con sei giocatori, anche perchè qualcuno era infortunato e qualcuno era in permesso. Quelli che sono rimasti si sono comunque allenati bene. Hanno la voglia di incrementare la propria condizione fisica. Abbiamo Sissoko che sta rientrando a pieno regime e vederlo mentre si allena, vi garantisco, è un vero piacere. Sarà un’altra freccia nel nostro arco, che ancora non abbiamo lanciato. Perchè non dobbiamo dimenticarci che la Juventus ha ancora delle frecce importanti da lanciare. E ve le dico subito. Il nostro capitano in primis, che ha disputato solo 10 minuti con noi e non vediamo l’ora di rivederlo in campo. Poi come detto c’è Sissoko, che non ha ancora giocato. E anche Diego, che deve ritrovare la condizione. Quindi noi siamo molto fiduciosi”.

Come sta questo ragazzo? I tifosi sono in ansia per Diego…
“Diego è uno di quei giocatori che è rimasto con noi e che aveva bisogno di migliorare la propria condizione. Lo ha fatto, Si sta allenando veramente molto bene. Io lo vedo quotidianamente, è voglioso di voler ritornare in auge, ai livelli della partita contro la Roma, dove lui ci ha trascinato. Sono convinto che dalla gara contro la Fiorentina rivedremo il vero Diego, il Diego che ci ha consentito di fare benissimo nella prima parte del campionato”.

Fracassi Enrico – Juvemania.it

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