Luciano Moggi: le intercettazioni nel cassetto e il caso Mutu | JMania

Luciano Moggi: le intercettazioni nel cassetto e il caso Mutu

Oggi non pensavo di dover mettere mano alla penna, soprattutto per replicare, e invece mi sento in dovere di rispondere alla lettera inviata da Carraro a “Libero”. Nel mio articolo ho citato quanto scritto da Moncalvo per due motivi. 1) durante un’amichevole della Juve ero stato avvisato da un insigne personaggio dell’essere di queste intercettazioni …

luciano_moggiOggi non pensavo di dover mettere mano alla penna, soprattutto per replicare, e invece mi sento in dovere di rispondere alla lettera inviata da Carraro a “Libero”. Nel mio articolo ho citato quanto scritto da Moncalvo per due motivi.
1) durante un’amichevole della Juve ero stato avvisato da un insigne personaggio dell’essere di queste intercettazioni che però non contenevano nulla di penale (circa 7-8 mesi prima della loro messa in onda), così come recita l’archiviazione della procura di Torino, a firma del capo della Procura, dr. Maddalena. In quale cassetto siano state messe non lo so, ma in “uno” sicuramente.
2) Il secondo riguarda il numero delle intercettazioni stesse (272, come dice Carraro) piovutegli sul tavolo come d’incanto dopo sei mesi dalla prima consegna da parte del dr. Maddalena del provvedimento di archiviazione (21 settembre 2005); in queste – troppo poche o forse selezionate – Carraro afferma esserci una mia intercettazione con Pairetto, allora designatore.
In questa telefonata non esiste nulla che possa far pensare ad accordi, basta ascoltarla. D’altra parte non esisteva neppure il divieto, come invece esiste ora, di parlare col designatore. Non mi è dato di sapere, invece, se c’era la sua con Bergamo, nella quale l’ex presidente federale dice espressamente all’allora designatore che bisognava “salvare” la Lazio: basta ascoltarla (mi dicono sia passata come una telefonata istituzionale). Come finì? La Lazio si salvò e Gazzoni Frascara, presidente del Bologna, dette la colpa a me. Siccome non è più tempo di scherzi, ognuno si assuma le proprie responsabilità senza scaricarle sugli altri.
Due parole a proposito dell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport dal procuratore romeno Giovanni Becali. In data 28 ottobre 2004, scrive il Corriere, dopo averlo sottoposto ad esame antidoping a sorpresa, il Chelsea licenzia Mutu per positività alla cocaina. La federazione inglese squalifica il giocatore per 6 mesi. In quel periodo il procuratore del giocatore era proprio Becali. Domanda: se l’agente fosse stato più attento ai comportamenti del proprio giocatore anzichè pensare a guadagnare tanto – come lui stesso afferma – sicuramente Mutu avrebbe evitato guai. Dice che farà pagare a questo e a quello ma non si sogna nemmeno di restituire quanto il club inglese gli ha dato come compenso per il trasferimento: sarebbe l’unica cosa giusta. Dice che il giocatore è stato lasciato solo nel momento più delicato: concordo, ma era lui il procuratore in quel momento. Il giocatore è passato al Livorno e poi alla Juve. Prima di prenderlo ho avuto un colloquio chiaro con lui e il suo comportamento è stato irreprensibile. Il giocatore – scrive il Corriere – era stato licenziato dal Chelsea e quindi veniva da libero in Italia, il pregresso non riguardava Livorno né Juve, ma Mutu. Credo sia da evidenziare come la Juve abbia restituito al calcio prima un uomo e poi un campione in cui non credeva più nessuno. Non si può consentire ad un procuratore di spararle grosse come sta facendo Becali. Mutu mi è stato sempre riconoscente (mi ha persino invitato al battesimo della figlia): mi meraviglio che consenta a Becali di dire certe bugie. A meno che sia vero il detto “la riconoscenza è la parola del giorno prima”.
(Libero)

Un commento

  1. Ormai mi è venuto il latte alle ginocchia riguardo farsopoli…tutto hanno cercato di tutelare le loro societa’..chi piu’ chi meno,ho ancora viva nei miei occhi la parata di Luciano Zauri in occasione di Lazio-Fiorentina,eppure si è continuato ad ascoltare solo Pairetto che chiedeva uno sconto a Moggi x acquistare la fiat duna oppure Bergamo che chiedeva x l’amico del nipote del figlio una maglietta di Ibrahimovic.
    Per qualche anno ho giocato a calcio,fino in prima categoria..era jolly di centrocampo,amavo attaccare gli spazi,sicuramente non avevo il talento di Numero7(a detta di molti lui era un misto tra Molinaro e Tramezzani)..ma qualcosina in campo combinavo.Poi ho scelto di lavorare..ed abbandonare quel sogno che quasi tutti i bambini cercano di coltivare.Perche’ racconto questo?Perche’ ricordo molto volentieri cosa arrivava nello spogliatoio dell’arbitro prima delle partite…liquori,gadget o magliette della squadra oppure un fantastico cesto di prodotti tipici.La si puo’ chiamare corruzione alimentare o semplicemente un regalo al direttore di gara..che x arbitrare una gara di prima categoria all’epoca di pagava la benzina in cambio di circa 60 mila lire!
    Ho provato ad immaginare tutto questo in serie A….sicuramente quel cesto e quei prodotti tipici sono finiti anche a casa di un Collina o Paparesta che sia.
    Vogliamo dire che un provolone è capace di regalarti un rigore al 90 esimo??bah….non credo.Io quella punizione di DelPiero in Inter-Juve a 2 minuti dalla fine l’ho stampata sul mio cuore!Noi agli interisti “come racconta Camoranesi”..li’ facevamo cagare sotto!
    Su Mutu ho gia’ scritto….come suggerisce il suo nome,meglio il silenzio.
    Bacali è un pappone,magnaccio o meglio dire un uomo che nella cesta dei provoloni metteva banconote da 500 euro…

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