La Lettera di Simona “Il gioco del calcio che diverte, insegna e può dare il buon esempio” | JMania

La Lettera di Simona “Il gioco del calcio che diverte, insegna e può dare il buon esempio”

La Lettera di Simona “Il gioco del calcio che diverte, insegna e può dare il buon esempio”

Quest’anno sono proprio orgogliosa della mia squadra del cuore. Mi ha fatto divertire molto e ciò è stato possibile grazie ad un gruppo che funziona, che stupisce, che ha grinta, che ha voglia di vincere senza sottrarsi alla fatica e alle delusioni, che è contraddistinto dal voler far bene con grande convinzione ed energia. In …

Quest’anno sono proprio orgogliosa della mia squadra del cuore. Mi ha fatto divertire molto e ciò è stato possibile grazie ad un gruppo che funziona, che stupisce, che ha grinta, che ha voglia di vincere senza sottrarsi alla fatica e alle delusioni, che è contraddistinto dal voler far bene con grande convinzione ed energia. In questo risultato non si può negare grande merito ad un allenatore che non ha mai fatto capire  che  l’importante è vincere anche  facendo una brutta partita, ma che ha ripetuto assiduamente “Dobbiamo dare il massimo”. Che ha detto sempre  “Grazie ai miei ragazzi, al loro lavoro e al loro modo di lavorare”. Che ha perso la voce quasi ad ogni partita per far sentire che lui c’era, con  le sue direttive, i suoi  consigli, moniti e incoraggiamenti . Che ha saputo gioire dei gol, delle vittorie, della bravura della squadra e non ha avuto paura di farlo senza misura esultando con quella foga che contraddistingue un animo verace e una passione  autentica per il proprio lavoro. Che ai suoi calciatori ha elargito vigorosi abbracci vissuti con un affetto che ci ha commossi. Che è stato un Conte di nome, di fatto e da tanti punti di vista!
Grazie  al lavoro, alle capacità e alla personalità dell’allenatore e dei calciatori abbiamo potuto assaporare la forza e la bellezza del gruppo unito che è molto di più di un semplice insieme di campioni.
Abbiamo visto collaborare a questo progetto anche il Capitano, il quale, dosando intelligenza ed umiltà, per il bene del gruppo, ha accettato di stare  in panchina, lontano dal gioco ma vicino ai suoi compagni. È entrato in campo anche solo per pochi minuti quando il mister lo ha ritenuto opportuno e, nonostante tutto, non si è astenuto dal darsi al 100%  offrendo un prezioso contributo che in molte occasioni si è rivelato provvidenziale. È stata un’esperienza nuova vedere un campione indiscusso, un fuoriclasse comportarsi così. In un ambiente dove girano molti soldi e fama si è  abituati a sentirli borbottare , ad assistere a capricci da star, a sentire “io voglio..” . Con Del Piero non abbiamo né visto né sentito tutto questo. E un atteggiamento di questo tipo è inusuale in questi ambienti ma non è una novità  per lui.
Il  suo valore morale era già affiorato nel seguire la sua squadra in serie B, nel non abbandonarla nel momento della difficoltà, nel sostenerla e nel farne la squadra della sua vita e nella sua vita. Tanti anni di permanenza arricchiti da un atteggiamento di questo tipo ti fanno dire che Del Piero è la Juventus.
Mio figlio si allena nei piccolissimi della Juve, in quella fascia denominata “primi calci”. Sono felice che faccia questa esperienza perché lo sport diverte e fa bene, perché il gioco di squadra ti insegna a stare con gli altri in un clima di disciplina, collaborazione e crescita personale. Sono felice che la sua squadra del cuore gli dia il buon esempio con questo team che incarna il sano spirito cooperazione e con un campione che dimostra che la bravura affiancata dall’intelligenza si manifesta anche con l’umiltà di mettersi al servizio dell’allenatore, dei compagni, del gruppo.
Mi rattristerebbe moltissimo se un grande esempio come il Capitano non facesse più parte della Juventus.
E dall’esultanza dei tifosi quando entra in campo e dalle firme che si stanno raccogliendo penso non sia mistero che l’addio di Del Piero dispiacerebbe a moltissimi.
Rammarica ancor di più avere l’impressione che questo abbandono non sia una sua scelta.
Credo che la Juventus abbia un ulteriore occasione di essere un buon esempio.
È sicuramente segno di  umiltà e intelligenza quello di tornare sui propri passi. Di rivedere delle presunte scelte per accontentare sia i tifosi, sia  quel senso di giustizia che ti fa pensare ad un campione che finisca la sua carriera dove tanti vogliono che rimanga perché lì ha ancora molto da dare.
Si può anche non tornare sui propri passi e l’intelligenza rimane lo stesso; forse un po’ meno l’umiltà.
Siamo abituati a non vedere prevalere l’umiltà, per cui scelte di questo tipo ce le si aspetta, le si dà quasi per scontate e le si è già viste fare da altre squadre. Ma la Juventus è la Juventus.
Io confido nel carisma e nella stimabile persona che può prendere queste decisioni . Abbiamo fame di una Juve che ci stupisca anche oltre il campo e lo spogliatoio! Far restare Del Piero potrebbe essere un gesto importante, un gesto che  sarebbe apprezzato e che potrà rappresentare un esempio per il mondo dirigenziale del calcio: premiare il talento ma anche  lo spessore morale di un grande campione che ha saputo distinguersi per umiltà e fedeltà .
E di questi esempi ne ha bisogno il mondo del calcio e non solo!
Grazie a tutti e …. FORZA JUVE!!!!!

Con stima ed affetto,
Una tifosa  come tanti altri.
Simona

 

 

 

 

 

 

 

Foto: Emanuela-Tardocchi

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