Juventus: un progetto tattico importante | JMania

Juventus: un progetto tattico importante

Per chi si chiedeva cosa potesse celarsi dietro le recenti rivendicazioni di Blanc sui titoli ridotti dalla giustizia sportiva: “Noi ci sentiamo addosso 29 scudetti e se vincessimo per noi sarebbero 30”, giungono puntuali le dichiarazioni dell’ormai ex presidente bianconero Cobolli Gigli. Ha infatti espresso un auspicio che si immagina condiviso da tutta la società: …

ferraraPer chi si chiedeva cosa potesse celarsi dietro le recenti rivendicazioni di Blanc sui titoli ridotti dalla giustizia sportiva: “Noi ci sentiamo addosso 29 scudetti e se vincessimo per noi sarebbero 30”, giungono puntuali le dichiarazioni dell’ormai ex presidente bianconero Cobolli Gigli. Ha infatti espresso un auspicio che si immagina condiviso da tutta la società: “Gli scudetti che noi riteniamo di aver vinto sul campo sono 29, ma due sono stati revocati. Noi non possiamo chiedere nulla. Ma se i processi penali si chiudessero in un certo modo, la Federcalcio potrebbe ridarci uno di quei due scudetti”. Magari quello annullato?. Certo sarebbe un epilogo degno del clima parossistico che ha segnato l’intera vicenda. Intanto però si approssima un altro turno e la Juventus ha l’onere di ridare speranza al campionato, portandosi nuovamente a ridosso dell’Inter.

La gara con l’Atalanta propone peraltro un suggestivo confronto tra due juventini doc. Ma a caratterizzare l’evento saranno soprattutto le assenze che si registrano su entrambi i fronti. Conte disporrà di una rosa falcidiata dall’influenza. Ferrara, oltre agli infortunati di lungo corso, dovrà rinunciare allo squalificato Amauri. Pochi dubbi in attacco dunque visto che Trezeguet è l’unico superstite. Stesse certezze a centrocampo, con i soli Melo e Poulsen arruolabili. A dargli manforte probabilmente De Ceglie, preferibile a Tiago e Giovinco per condivisibili ragioni tattiche e di dispendio fisico del reparto. Rientra Cannavaro, e Caceres avrà la possibilità di confermarsi dopo le prove in crescendo degli ultimi tempi. I grandi rientri sono programmati per la ripresa del campionato. Saranno disponibili in particolare Del Piero e Marchisio. Buone speranze di recupero anche per Zebina e Sissoko.

La Juventus dopo la batosta rimediata dal Napoli deve comunque riscattarsi agli occhi di Blanc, che ha intimato un pronto riscatto, ma soprattutto dei tifosi. A dire il vero, contro i partenopei non è mancato il gioco, perché finché è rimasta in vantaggio la Juventus ha dimostrato una buona circolazione di palla e non è caduta nella tentazione di rifugiarsi nei lanci lunghi, a differenza della passata stagione. Il calo è stato soprattutto fisico, e gli uomini di Mazzarri ne hanno approfittato, mettendo in difficoltà un centrocampo rimasto privo della copertura che avrebbero dovuto garantire i trequartisti. Se si aggiunge l’infortunio di Camoranesi e le sostituzioni allegre di Ferrara, si può sperare che tutta la “sfortuna” si sia concentrata in un unica partita. Certo, però, la sconfitta ha profondamente deluso le aspettative, a fronte del largo e spettacolare dominio esibito con la Sampdoria, che a sua volta aveva ridimensionato l’Inter.

Ma questo è il calcio, di fatto lo sport più amato e seguito, proprio per le innumerevoli variabili che incidono sul risultato finale. E ancor di più per il modo che ciascuno ha di interpretarlo. E dunque, non è un caso, che di una squadra data per agonizzante Arrigo Sacchi dispensi una tale opinione: “La squadra bianconera credo che sia, nel panorama italiano, quella più vicina al mio modo di giocare. La partita contro la Samp lo dimostra: è nelle corde della Juve giocare in maniera spettacolare e propositiva, proprio come piace a me. Il ko contro il Napoli dimostra solo che non hanno ancora metabolizzato quella mentalità e produrre calcio di grande livello con continuità. Però non devono demordere e non si deve mettere fretta a Ferrara, che è un grande uomo e credo che col tempo possa diventare un grande allenatore. Se mi chiedete se mi piacerebbe allenare una squadra cosi io direi si, lo troverei molto divertente”. Un’investitura che oggi vale più della vetta, perché conferma un progetto tattico importante. Questa Juventus è infatti diversa da tutte le altre: la meno conforme forse all’immaginario collettivo e la più affine allo spirito degli studenti liceali che la fondarono nel 1897, per pura passione. Ferrara, per altrettanto rispetto verso questi colori, di fatto, non vuole solo vincere, ma anche stupire. Gli auguriamo che ciò non accada più in negativo.
(Nesti Channel)

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