Juventus-Siviglia: la conferenza stampa di Allegri e Buffon

Juventus-Siviglia: la conferenza stampa di Allegri e Buffon

Juventus-Siviglia: la conferenza stampa di Allegri e Buffon

Juventus-Siviglia: le parole e il video di Allegri e Buffon alla vigilia del debutto dei bianconeri nel Girone H di Champions League

Juventus-Siviglia, Champions League, la conferenza stampa della vigilia. È un Massimiliano Allegri al solito sereno quello che si presenta in conferenza stampa il giorno prima del debutto in Champions. Le prime domande dei giornalisti presenti in sala sono ovviamente sulla formazione che sarà schierata in campo dal primo minuto. Allegri dà subito qualche indicazione e lascia intendere che l’unico dubbio sia a centrocampo.

“Evra partirà titolare – esordisce – , come Buffon. Ho solo un dubbio a metà campo, con cinque giocatori a disposizione. Devo decidere in base alla lettura della partita, ci sono calciatori che hanno giocato in Nazionale una partita dopo l’altra. La prima partita di Champions è la più importante: si mettono le basi per raggiungere il primo obiettivo, ossia il passaggio del turno. E’ normale che giochiamo per vincere ogni volta che partecipiamo alla Champions. Si punta sempre al massimo risultato. Il Siviglia ha vinto cinque Europa League nelle ultime 10, gioca in modo diverso rispetto all’anno scorso quando difendeva in modo diverso. Ora loro difendono attaccando, fanno molti gol e noi dovremo avere pazienza. Nella testa c’è un solo obiettivo: portare a casa i tre punti. Chi in mediana? Devo valutare, può darsi che giochino sia Asamoah sia Pjanic. Oppure ne gioca uno solo…”

Nei giorni scorsi qualcuno ha paragonato il gioco della Juventus a quello del Barcellona. Il tecnico toscano preferisce andarci cauto:

“Noi come il Barcellona? Io penso a una partita per volta. A marzo dovremo arrivare nelle migliori condizioni, fisiche e mentali. Gli episodi dovranno favorirci, è chiaro. Se saremo all’altezza del Barcellona, conta meno di vincere. E in campionato la Juventus non vince perché è scritto, ci vuole molta calma ed equilibrio, perché le avversarie sono forti. Facciamo un passo alla volta”.

Dalla finale di Berlino alla sconfitta col Bayern agli ottavi, la Juventus quest’anno in coppa deve fare tesoro dagli errori del passato.

“Per me la finale di Berlino non è stata una sorpresa. E’ eccessivo dire che siamo i favoriti per la Champions: siamo stati allestiti per lottare con Real, Barcellona, Bayern e Manchester City per arrivare fino in fondo. La differenza rispetto a due anni fa? Quattro giocatori ci sono ancora oggi, siamo ora in fase di allestimento, ho sei giocatori nuovi, abbiamo iniziato il 2 agosto, c’è stata la sosta. Siamo ai lavori in corso, in campionato siamo partiti discretamente bene, adesso vediamo in Champions. Un passo alla volta, inutile pensare a cosa succederà a marzo, aprile…”

In avanti, il favorito è Higuain, ma attenzione a Mandzukic, che ha grande esperienza internazionale e potrebbe scalzare il ‘Pipita’ in extremis.

“Higuain può e deve migliorare, come tutti. Lo dimostra Buffon, che lavora sempre per migliorarsi. Nel reparto d’attacco abbiamo anche Dybala, Mandzukic e Pjaca: Mario è stato fuori con il Sassuolo, ma ha grande esperienza internazionale perché ha vinto la Champions e dovunque è andato ha vinto. E’ un valore aggiunto per noi. Alla Juventus la pressione c’è sempre, perché si gioca per vincere. Ma non bisogna farsi prendere dall’ansia, quando le cose andranno peggio. Non è che diventiamo all’improvviso una squadra di brocchi… Domani contro il Siviglia troveremo difficoltà: portare a casa i tre punti sarà dura, ma dovremo avere umiltà e senso di responsabilità. La Juve vincente in campionato e Champions? Noi non dobbiamo farci trasportare dai facili entusiasmi – spiega – o dall’euforia all’esterno dello spogliatoio”.

JUVENTUS-SIVIGLIA: PROBABILI FORMAZIONI

Juventus-Siviglia: le parole di Buffon

Di fianco a Massimiliano Allegri in conferenza stampa c’è capitan Gigi Buffon, che esordisce così.

“Il sogno della Coppa non è mio – ammette – , ma di tutto il mondo bianconero. Non la vinciamo da quando ho cominciato la mia carriera, siamo partiti praticamente insieme. Vorremmo cercare di coronare insieme l’inseguimento. Quest’anno abbiamo una consapevolezza diversa, figlia della finale di due anni fa e degli ottavi dell’anno scorso, che magari possono dire poco ma che hanno detto che la Juve era già arrivata a un grande livello di competitività, affrontando il Bayern. Grazie agli sforzi della società siamo migliorati ulteriormente, ma mi sembrerebbe di peccare in spavalderia se dicessi che siamo favoriti per la Champions. Ci sono altre 3-4 squadre che valgono come noi, a quel punto vincere o non vincere dipende da un episodio. C’è tanto entusiasmo, voglia, impazienza di cominciare, però non pensiamo di essere favoriti. Sappiamo di essere un’ottima squadra, che viene da un percorso di crescita, migliorato dopo campagna acquisti”.

Secondo gli addetti ai lavori la Juve è una delle pretendenti alla vittoria finale. Non succedeva da anni, ma questo non deve assolutamente far abbassare la guarda ai campioni d’Italia.

“Quando si dice che siamo tra le potenziali vincitrici – continua Gigi – , vuol dire qualcosa. Ma è il risultato scontato dei nostri ultimi due anni di Champions, più la bontà dell’ultima campagna acquisti. Ma con la massima trasparenza e onestà, sappiamo che per poter ripetere un cammino importante ci vogliono i pieni ben saldi a terra. Ci vuole umiltà, poche squadre possono approcciare questa competizione con una spavalderia eccessiva. Perché il livello è talmente alto che la bastonata è dietro l’angolo”.

La Champions è sempre una competizione “strana”, non sempre vince il più forte. Contano tanto anche stato di forma, testa e fortuna.

“L’esperienza è importante soprattutto nelle prime partite di una manifestazione. Sono scariche di adrenalina ed emozioni già vissute, dunque sai già a cosa vai incontro e come dominare questo tipo di “ansia”. Ma la spensieratezza del giovane può essere importante a torneo iniziato: la giocata di un ragazzo può essere l’arma in più”.

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