Juventus, preso il giovane Hector Otín | Juvemania

Juventus, preso il giovane Hector Otín

Juventus, preso il giovane Hector Otín

Una cantera in stile Barcellona e Ajax: è questo l’obiettivo che la Juventus sta cercando di perseguire rastrellando il mercato internazionale a caccia dei giovani più promettenti. Così, dopo gli acquisti dei giovanissimi Canizares e Pepic, il ‘Periodico de Aragona’, svela che il giovane Hector Otín, 16 anni, sta per lasciare il Real Zaragoza per …

Una cantera in stile Barcellona e Ajax: è questo l’obiettivo che la Juventus sta cercando di perseguire rastrellando il mercato internazionale a caccia dei giovani più promettenti. Così, dopo gli acquisti dei giovanissimi Canizares e Pepic, il ‘Periodico de Aragona’, svela che il giovane Hector Otín, 16 anni, sta per lasciare il Real Zaragoza per accasarsi proprio ai bianconeri.
Accostato nelle scorse settimane al Real Madrid, per Otìn l’avrebbe spuntata la Juve che avrebbe ricevuto a Torino la famiglia del ragazzo per definire i dettagli del trasferimento. Anche se il ragazzo non ha un vero e proprio contratto con il Saragozza, Marotta e Paratici hanno prima contattato il club spagnolo con il quale si sono impegnati ad elargire dei bonus nel caso in cui il ragazzo dovesse essere in seguito venduto dai bianconeri.

Ritenuto un vero e proprio talento per la sua età, Otìn è un centrocampista a cui piace giocare tra le linee e cercare il gol. Un fantasista moderno che si è già allenato con la prima squadra del Real Saragozza e sul quale in passato si sono mossi diversi club di Premier League.

5 commenti

  1. giusto chemist sulle squadre b. ma dico una fesseria: se oggi la juve e dico la juve, avesse avuto la squadra b, che sarebbe zeppa di campioncini, pensa ai nuovi piu’ immobile e altri giovani interessanti del viavaio, bouy appelt ecc. e avesse proposto a verratti di farsi un’anno in questa squadra dandogli le chiavi del gioco, per verificarne personalita’e capacita’ tecniche, sono sicuro che tutti l’avrebbero presa a insulti e sberleffi e accusata di impedire ad un giovane di esprimersi. ripeto, e’ un paradosso, ma e’ per questo che la tua e la mia rimarranno utopie. oggi un ragazzino ti fa un buon campionato in b e subito ti chiedono 14 milioni e fanno gli offesi se non lo prendi e trovano pure chi glieli da.lui e la famiglia si portano a casa alcune milionate e se va, bene, altrimenti una pagnotta la guadagnera’ sempre magari tornando a pescara.

  2. sono d’accordo con voi…è questo il modo di fare e cercare di costruire la cantera è fondamentale per scoprire in casa i nuovi talenti…la cosa che mi dispiace e vorrei finisse è la necessità di avere compartecipazioni…sarebbe l’ora di dare il via alle squadre B in modo da avere i giovani in casa, gestirli come meglio si crede, farli giocare e crescere bianconeri…e su Verratti ha ragione bruno. 14 mln per un potenziale campione, ma anche potenziale ciofeca sono impensabili! Meglio investire 14 mln in operazioni del genere dove puoi comprare anche più di 15 giocatori ancora sconosciuti. e se su 15 esce un campione e 5 buoni giocatori è già una conquista…gli altri si vendono e si fa cassa!

  3. juve accusata di ottusita’ nel caso verratti per non aver pagato 14 milioni un ragazzino? ebbene queste sono le risposte giuste per zittire certi sapientoni, e non e’ l’unica. la nuova linea della societa’ e’ indirettamente un giusto riconoscimento all’opera di moggi, che vede oggi intrapresa quella scelta di investire sui giovani che tante soddisfazioni ha dato alla juve.

  4. l’importante è che non vengano usati solo per proporre compartecipazioni ma si abbia il coraggio di puntare su di loro. Per me i casi dei vari giovinco, immobile, etc… sono emblematici.
    Dobbiamo costruirci i nostri campioni in casa. Oppure trovare una vera società amica che li faccia crescere per noi nei campionati minori (per esempio carrarese o qualche anno fa empoli).

  5. Il futuro è questo, e non alludo al ragazzo in questione, ma ad un modo di operare che deve andare ben oltre i pozzi petroliferi ed i soliti mecenati.
    Lo sport è anche saper construire un team vincente dal nulla.
    Penso alla giovane ajax del 95′ o al Porto inaspettato del 2004.
    Il futuro è di chi saprà avere una filosofia sportiva, e non solo le risorse per porla in atto, che spesso si reperiscono in modo inaspettato.

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