Juventus, ‘ndrangheta e bagarinaggio: cosa c’è di vero | JMania

Juventus, ‘ndrangheta e bagarinaggio: cosa c’è di vero

Juventus, ‘ndrangheta e bagarinaggio: cosa c’è di vero

La Juventus è da alcuni giorni al centro di un filone mediatico che sta seguendo un’indagine relativa alla curva, al potere ultrà e al bagarinaggio

La Juventus è da alcuni giorni al centro di un filone mediatico che sta seguendo un’indagine relativa alla curva, al potere ultrà e al bagarinaggio. Secondo gli inquirenti, il business dei biglietti “clandestini” avrebbe portato profitti alla ‘ndrangheta, l’associazione mafiosa calabrese. Oggi, il quotidiano ‘La Stampa’ pubblica il verbale di Patrizia Fiorillo, moglie di Andrea Puntorno, leader dei Bravi Ragazzi, arrestato nel 2014.

La signora Fiorillo – si legge sul quotidiano torinese – sarebbe stata vittima di minacce da parte degli ex soci del marito, soggetti «prossimi all’area ’ndranghetista facente capo alla famiglia Belfiore». Il verbale è datato gennaio 2015, quando la Fiorillo è stata sentita dal pm torinese Paolo Toso dopo l’arresto del marito e le minacce subite da lei.

“Andrea prima del campionato – racconta la donna – gestisce una campagna abbonamenti. Gli danno i moduli da sottoscrivere e vogliono una certa cifra. Lui organizza una distribuzione di abbonamenti, facendoli sottoscrivere e facendoseli pagare con un sovrapprezzo. Li lascia per la maggior parte a chi ha sottoscritto, in più gestisce un pacchetto di abbonamenti che paga lui alla Juve. Compila i dati prendendoli da fotocopie di documenti e poi li usa di partita in partita per fare entrare persone a pagamento”.

Il nome di Puntorno appare anche negli atti dell’ultima ordinanza frutto delle indagine dell’antimafia torinese nei confronti di una famiglia che pare sia affiliata alla ‘ndrangheta di Rosarno. Nel 2013, questa famiglia vuole aprire un nuovo gruppo ultrà denominato “I Gobbi” e la prima preoccupazione è quella di non entrare in conflitto con i “Bravi Ragazzi” di Puntorno. L’obiettivo, secondo il gip Stefano Vitelli, è quello di prendersi una fetta del mercato clandestino dei biglietti.

Continuando la deposizione, la moglie di Puntorno racconta come funzionano i proventi del bagarinaggio dopo le partite.

“A me portano una parte di questi guadagni, anche se in questo periodo le somme sono davvero esigue: circa 200 euro alla volta, invece di regola potevano arrivare a casa nostra 4, 5 mila euro a partita”.

La Juventus si dice tranquilla

L’inchiesta continua e si è tinta di nero dopo il suicidio di Raffaello Bucci, l’anello di congiunzione tra il mondo dei tifosi e il club. La società torinese segue gli sviluppi dall’esterno, ma tramite i suoi legali fa sapere di essere molto tranquilla.

“Dalla Juventus escono solo biglietti a pagamento nel rispetto delle procedure di vendita, e i funzionari addetti a queste incombenze sono persone di specchiata professionalità”. 

4 commenti

  1. Sulla STAMPA scrivono i bovini. il direttore della pagina sportiva è bovino e antijuventino … inoltre la Stampa NN è più degli Agnelli ma in mano a CAIRO e DELLA VALLE ….. Traete le conseguenze

  2. Quando incominci a vincere e non ce trippa per i Gatti tutti i giornalai, specialmente quelli di fede interista e milanista, si rimettono in moto per infangare la Juve e destabilizzare l’ambiente. Questa volta vista l’esperienza di Calciopoli , dove la sola prescrizione li ha salvati , sappiamo come muoverci e così continueranno a rimanere nella melma e con i loro affezionatissimi 30 o 40 punti di distacco in classifica.

    Forza Juve , Ora e Sempre.

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