Juventus Chiellini: si può vincere senza spese folli | JMania

Juventus Chiellini: si può vincere senza spese folli

Juventus Chiellini: si può vincere senza spese folli

“Attenzione all’Inter di Mazzarri. Con un allenatore top, possono fare come la Juve di 3 anni fa, quando non avevamo le coppe”. Giorgio Chiellini, difensore della Juventus attualmente in ritiro con la nazionale italiana, ha tenuto oggi una conferenza stampa dal quartier generale azzurro di Coverciano. Dopo aver messo in guardia la sua Juve dalle …

Italy Training Session & Press Conference“Attenzione all’Inter di Mazzarri. Con un allenatore top, possono fare come la Juve di 3 anni fa, quando non avevamo le coppe”. Giorgio Chiellini, difensore della Juventus attualmente in ritiro con la nazionale italiana, ha tenuto oggi una conferenza stampa dal quartier generale azzurro di Coverciano. Dopo aver messo in guardia la sua Juve dalle insidie degli avversari, Chiellini ha parlato anche di mercato: “Sono questioni della società e capisco le difficoltà nel prendere giocatori da un giorno all’altro soprattutto per i limiti economici che ogni società deve rispettare – le parole del difensore riportate da ‘Sportmediaset’ – Non è più il momento di follie senza pensarci. La società sta facendo il massimo per portarci ai massimi livelli. L’avventura in Champions è comunque da ricordare, soprattutto per quello che abbiamo fatto nella prima fase. Poi è arrivato il Bayern, con una condizione atletica incredibile. Il percorso è comunque di grande crescita e bisogna continuarlo. C’è anche l’esempio del Borussia Dortmund, che ha dimostrato che si può arrivare in alto senza grandi spese: la Juve è partita dalle stesse basi, quasi dalle ceneri. Poi nel futuro si andrà verso lo stile Bayern, puntando sui giocatori forti che ci possono migliorare”.

Sul futuro della Juventus, poi, Chiellini conclude:

“E’ importante la crescita costante del gruppo e della squadra. Anche se arrivasse Messi, non potrebbe vincere da solo. Il progetto è da ritoccare, non da stravolgere. Sulla difesa, abbiamo giocato quasi sempre a tre, ma a volte durante le partite ci siamo messi a quattro. Più che i numeri è fondamentale l’interpretazione che viene data al modulo. Comunque c’è massima disponibilità da parte nostra”, ha detto il numero tre della Vecchia Signora.

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Un commento

  1. guardate qui:

    Exor: nuova Fiat, soluzione in Rcs o Juventus?

    Vi presento uno scenario in base alle ultime notizie trapelate che vorrebbero Fiat S.p.a. in trattativa con banche americane per un finanziamento destinato all’acquisto del rimanente 40% non posseduto in Chrysler.

    Innanzitutto, va precisato che c’è molta disinformazione: leggendo la notizia, pubblicata da tutti i giornali, sembrebbe che Fiat stia chiedendo un prestito da 20 miliardi di dollari per l’acquisto. Non è così.

    Il valore del restante 40% di Chrysler non è chiaro a nessuno, tant’è vero che la Fiat si è rivolta a un tribunale statunitense per far abbassare le pretese a Veba, che possiede la quota restante di Chrysler.

    Approssimativamente, il valore dell’esborso che dovrà sostenere Fiat oscilla tra 1,5 miliardi di dollari (valore stimato da Fiat) – 4,5 miliardi di dollari (valore stimato da Veba), pertanto possiamo fare una semplice media che dia come risultante tra domanda e offerta un valore di 3 miliardi di dollari, cifra che Fiat dovrà pagare per acquistare la quota di Veba.

    Precisato questo, facciamo un passo indietro, alle recenti dichiarazioni di Marchionne. L’ad del Lingotto sostiene che Fiat abbia le risorse, economiche e in attivi, per poter acquistare Chrysler senza prestiti. Questa soluzione, tuttavia, sembra non soddisfare nemmeno lo stess ad, di qui l’avvio di contatti con le maggiori banche statunitensi per avere un finanziamento, contatti che possono essere interpretati anche come un primo passo per l’ipo del gruppo Fiat-Chrysler a Wall Street.

    Prima dell’Ipo, però, Fiat dovrà pagare circa 3 miliardi di dollari a Veba per avere l’intera Chrysler.

    Venderà Fiat alcuni dei suoi attivi assieme all’utilizzo del cash-flow per pagare questa quota senza chiedere prestiti?

    Accetterà Fiat le condizioni imposte dai creditori, pur di non dover vendere attivi e utilizzare le sue risorse economiche?

    Anche qui, si può ipotizzare un accordo tra creditori e debitori, che veda le banche prestare capitali a Fiat, in cambio di una restituzione in azioni del titolo risultante dall’Ipo a Wall Street.

    Pur raggiungendo un accordo simile, la Fiat dovrà pagare non poco in termini di liquidità e interessi ed Exor dovrà trovare un giusto equilibrio finanziario per garantire il suo apporto e garantirsi il controllo della fusione risultante.

    Si parla di diluizione del capitale: per fare spazio a nuovi investitori (eventualmente creditori del prestito per l’acquisto del 40% di Chrysler) e trovare risorse finanziarie per garantire l’apporto Exor all’Ipo, la holding potrebbe vendere sue quote Fiat (attualmente possiede il 30%).

    Fin qui quello che si riesce ad intuire.

    Ecco invece il mio scenario.

    L’equilibrio finanziario di quest’operazione non può non interessare altri due attivi della galassia Exor: Rcs e Juventus.

    Fiat controlla il 10% del gruppo editoriale che ai valori attuali di mercato si traduce in una quota di circa 50 milioni di euro.

    John Elkann ha dichiarato più volte di voler rilanciare il gruppo, inoltre è stato appena nominato nel board di News Corp., per finire l’importanza strategica che viene data a Rcs da parte del Lingotto è ancora un tabù, aspetti insomma che fanno intuire che la disinversione della quota in Rcs, per di più legata ad un patto di sindacato, non sia fattibile, nè utile all’operazione Chrysler. Pur volendo disfarsi di Rcs, Fiat difficilmente troverebbe un acquirente disposto a pagare una cifra più alta, per un’attività che tra l’altro si sta cercando di ridimensionare per darle maggiore dinamicità nell’ambito della digitalizzazione dei mezzi di comunicazione.

    Exor possiede il 60% delle azioni Juventus: la società attualmente vale 200 milioni di euro, avendo raggiunto in passato capitalizzazioni anche superiori al miliardo di euro. Il business del calcio è in auge, in particolare grazie alla Champions League: finito di scontare una vecchia gestione, la società bianconera sembra aver avviato un’economicità tale da poter colmare a breve le distanze con gli altri grandi club d’Europa. Il Manchester United, es., vale 3 miliardi di dollari, un valore altissimo rispetto a quello della Juventus, che non trova giustificazione in termini fondamentali e di outlook dei margini.

    Attualmente la partecipazione di Exor nella Juventus S.p.a. vale 120 milioni di euro. Siccome l’Ipo di Fiat-Chrysler a Wall Street non sarà immediata, in quanto dovrà essere preceduta dall’acquisto della rimanente quota, Exor potrebbe trovare un acquirente per la sua quota di Juventus o per una quota di minoranza.

    L’Inter, per esempio, sta per essere venduta in parte ad investitori indonesiani, per una cifra che configura il valore totale pari a 400 milioni di euro, un valore tenuto basso perchè tiene conto della costruzione dello stadio che dovrà realizzare il nuovo socio.

    Ipotizziamo che la Juventus raggiunga una capitalizzazione di 400 milioni di euro, un terzo di quella del Manchester United: il valore della quota di Exor sarebbe pari a 240 milioni di euro, una cifra importante per poter riequilibrare i conti e attenuare la diluizione in Fiat.

    Anche se volesse vendere una quota del 20%, si tratterebbe di incassare 48 milioni di euro e restare azionista di riferimento della Juventus, senza doverla cedere completamente. In effetti, con una chiusura in patto con altri azionisti, potrebbe addirittura scendere al 30% come in Fiat e ricavarne 72 milioni.

    Questo nello scenario di un valore di 400 milioni come per l’Inter: se invece si avvicinasse al valore, più consono, del Manchester United, le cifre sarebbero:

    1.500 milioni di euro per la vendita dell’intero pacchetto azionario

    750 milioni di euro per la vendita del 50% della sua partecipazione, restando azionista di riferimento al 30% grazie ad una maggiore frammentazione dell’azionariato e a un patto di sindacato con alcuni azionisti.

    Acquirenti non mancherebbero essendo una società di calcio che può offrire visibilità a investitori russi, arabi, asiatici e statunitensi.

    Non sarebbe una sorpresa assistere durante le trattative Fiat-banche, ai discorsi sulla diluizione di Exor in Fiat e sull’opportunità di Rcs, ad un adeguamento delle azioni Juventus a valori più alti per poter essere messe sul tavolo tra le differenti carte che Exor può giocarsi.

    Sarà la Juventus la chiave per Exor per rispondere alla nuova sfida della Fiat?

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