Juventus 2015-2016 | Pagellone finale | Buffon il migliore

Juventus 2015-2016, il pagellone finale: Buffon migliore assoluto

Juventus 2015-2016, il pagellone finale: Buffon migliore assoluto

Juventus 2015-2016, il pagellone della stagione. In attesa della finale di Coppa Italia contro il Milan, ecco chi sono stati i migliori del campionato

Juventus 2015-2016, il pagellone della stagione. In attesa della finale di Coppa Italia contro il Milan, ecco chi sono stati secondo noi i migliori del campionato conclusosi con la conquista del quinto scudetto consecutivo.

BUFFON, 10: se non è la sua stagione migliore di sempre, poco ci manca. Più il tempo passa e più il suo fisico non sembra risentirne. Le sue parate, i suoi riflessi da supereroe hanno portato anche in questa stagione parecchi punti alla Juve. A coronare un’annata storica per lui e per la squadra – e a giustificare il voto massimo in pagella- è sicuramente il record di minuti consecutivi di imbattibilità in campionato, costruito tra le partite contro Sampdoria e Torino e che lo ha reso ancora di più una leggenda del calcio italiano e mondiale. Tutto ciò alla veneranda età di 40 anni. Fondamentale anche all’interno dello spogliatoio, nel dare la scossa ad un gruppo che faticava a trovare motivazioni e spirito. Vero capitano dentro e fuori dal campo.

Neto, 5.5: anche per un secondo portiere a volte non è facile raccogliere un’eredità. Garantire il rendimento di Storari non era un compito semplice e in parte l’ex portiere della Fiorentina ha deluso le aspettative. Difficile che sarà lui a raccogliere il testimone da Buffon quando questi lascerà, anche se è sempre meno probabile una sua permanenza a Torino fin dalla prossima stagione.

Barzagli, 7.5: per distacco il miglior difensore della retroguardia bianconera per continuità di rendimento. Anche per lui l’età non è dalla sua parte, ma nonostante ciò le sue prestazioni non calano da anni e molte volte ha anche salvato parecchie partite che sarebbero potute andare in maniera diversa. A 35 anni si è meritatamente conquistato il rinnovo fino al 2018 in una squadra che non può ancora fare a meno di lui.

Chiellini, 6: Dei tre difensori storici bianconeri ad inizio stagione sembrava quello più in difficoltà. L’espulsione, seppur immeritata, a Sassuolo ha segnato un punto di svolta importante anche per lui e da quel momento il livello delle sue prestazioni è aumentato, fino a che i guai fisici non hanno iniziato a tormentarlo facendogli concludere la stagione in anticipo.

Bonucci, 7: questa stagione è stata fondamentale anche per lui; probabilmente è stata quella della sua definitiva consacrazione, giustificata anche dalle parole al miele di un estimatore di tutto rispetto come Guardiola. Esistono pochi difensori al mondo che si assumono la responsabilità di dettare i ritmi della squadra, anche se questo suo lavoro è reso possibile soprattutto grazie alla presenza di giocatori esperti nella fase difensiva e che lo aiutano a colmare le sue lacune.

Rugani, 6.5: alla fine la sua prima annata alla Juventus si può rivelare più che sufficiente. La sua esperienza non poteva partire però in modo peggiore: una squadra in difficoltà e un reparto difensivo che meritava di rimanere l’unico intoccabile. Poi, il suo difficile inserimento in campo, pieno di dubbi, incertezze e polemiche. Daniele però si è dimostrato un ragazzo intelligente, ha aspettato e imparato dai migliori e nelle ultime partite di campionato il suo rendimento e la sua affidabilità sono aumentati notevolmente. Da segnalare anche la sua condotta scorretta in campo, causata dalla prima ammonizione in Serie A!

Lichtsteiner, 6.5: forse la sua annata meno positiva a Torino, seppur altamente dignitosa. In realtà la stagione non è iniziata bene neanche per lui. I problemi improvvisi al cuore hanno fatto temere addirittura per la sua carriera, ma dopo un mese il terzino è tornato, segnando anche un fondamentale goal  in Germania al suo rientro. Per il resto, la stagione è proseguita con alti e bassi, che stanno a testimoniare che su quella fascia c’è necessità di un rinforzo che possa permettere allo svizzero di riposare di più.

Caceres, 6: stagione travagliatissima dentro e fuori dal campo per il difensore uruguagio. I molti infortuni, anche particolarmente gravi, e le bravate notturne hanno maggiormente catturato l’attenzione di media e tifosi, che si sono dimenticati però della sua grande professionalità in campo. Il rinnovo è ancora un tabù e la società dovrà fare le sue valutazioni, seppur consapevole di rischiare di perdere e soprattutto consegnare nelle mani di rivali, un giocatore dal rendimento sempre costante e ottimo.

Evra, 6: un giocatore che ha disputato cinque finali di Champions League e che nella sua carriera, arrivato a 35 anni, ha vinto praticamente tutto, potrebbe non avere più stimoli. Non è il caso di Evra, uno degli uomini chiave, nel bene e nel male, di questa stagione. Importante quanto Buffon per la disciplina e la voglia di riscatto nello spogliatoio, decisivo (in parte) nella eliminazione in Europa. Si discute anche del suo rinnovo di contratto, per un giocatore che vorrebbe rimanere, ma da protagonista nonostante la concorrenza.

Alex Sandro, 7: è lui il nuovo che avanza, il terzino del futuro, pronto a raccogliere l’eredità di un campione come Evra. Molti giudicavano azzardata la spesa di 26 milioni di euro per un giocatore in scadenza – fatta in realtà per strapparlo alla concorrenza. Corsa, velocità, cross e tanti assist decisivi, per un terzino che fa della fase offensiva il suo pezzo forte, senza però tralasciare quella difensiva dove nel corso della stagione è migliorato moltissimo.

Marchisio, 7.5: quest’anno era chiamato a sostituire un fuoriclasse come Pirlo, anche se aveva già fatto pratica nella stagione passata. Seppur con caratteristiche diverse, il suo apporto in regia è stato ottimo e la sua presenza fondamentale, le statistiche parlano chiaro. Il brutto infortunio capitatogli poche giornate fa è solo uno dei tanti su cui è dovuto passare e i tifosi si augurano che ritorni più forte di prima, proprio come è accaduto con tutti gli altri precedenti.

Khedira, 8: se Marchisio è una presenza fondamentale in campo, lui può essere definito essenziale per gli equilibri della squadra. Un inizio non semplice per via dei vari infortuni non hanno rallentato il suo inserimento nel nuovo campionato. Era chiamato a sostituire Vidal e il suo rendimento non è stato di certo inferiore a quello del cileno. Nella seconda parte è stato gestito meglio fisicamente e si sono viste le differenze con e senza di lui in campo.

Pogba, 6.5: uno tra i più deludenti della storica stagione bianconera. Con gli addii di Vidal, Pirlo e Tevez e con l’investitura della maglia numero 10, doveva essere lui a guidare la squadra al successo. Invece, ha avuto bisogno di tempo e soprattutto dei compagni per avere un rendimento accettabile e negli ultimi due mesi ha fatto vedere veramente di cosa sia capace, tornando a viziare gli occhi dei tifosi juventini. Ma ciò non basta per un giocatore con le sue capacità, sperando in una prossima annata da vero fenomeno e soprattutto con la maglia bianconera addosso.

Sturaro, 7: giocatore particolare, che in campo mette tutto se stesso e che riesce spesso a sopperire ai limiti tecnici. Che giochi o che non giochi non dice mai una parola fuori posto ed è sempre pronto per dare il suo contributo in campo, soprattutto in partite decisive.

Lemina, 7: arrivato quasi all’improvviso e in punta di piedi, si è rivelato uno dei migliori del centrocampo bianconero. Purtroppo, è stato limitato da un lungo e misterioso infortunio che lo ha tenuto fuori diversi mesi, ma soprattutto ad inizio e fine campionato ha mostrato di cosa sia capace. Ad Allegri piace nonostante ne evidenzi le lacune tecniche e tattiche e il suo futuro sarà un argomento toccante dei prossimi giorni tra la dirigenza juventina.

Hernanes, 5.5: si sapeva che non fosse più quello dei tempi splendenti nella Lazio. Arrivato uno degli ultimi giorni di mercato, doveva diventare il trequartista titolare e invece è finito a lottare per un posto come regista di riserva. Prestazioni molte volte sottotono, anche se non vanno dimenticate le ottime partite nel derby casalingo e soprattutto nella gara di andata contro il Bayern Monaco.

Asamoah, 6.5: tutti contenti per il ritorno in campo di un giocatore importante dell’era Conte, ma la realtà è un’altra. L’infortunio ha tolto la qualità principale del ghanese, la corsa. Giocatore polivalente, con discreti mezzi tecnici e ottime doti tattiche, ma senza i chilometri che macinava prima del lungo periodo di stop non è un giocatore decisivo. Tifosi, allenatore e società sperano che con una preparazione adeguata nella prossima stagione possa tornare agli standard a cui ci aveva abituato.

Pereyra, 5.5: probabilmente la delusione maggiore di questa stagione. È vero, è stato pesantemente condizionato dagli infortuni, ma nelle poche partite che ha giocato non è mai riuscito ad esprimersi al meglio.

Padoin, 6.5: il “talismano” della Juventus, colui che può vantare quasi più scudetti che presenza con la Juventus, è comunque un simbolo di un gruppo unito, affiatato. E come se non bastasse, per lui arriva anche la ricompensa del goal, contro il Palermo.

Cuadrado, 8.5: alla Juventus si è definitivamente scrollato di dosso la fama di giocatore inconcludente. Corsa, dribbling, tiro sono sempre state le sue caratteristiche, ma a queste ha aggiunto la freddezza sotto porta e una discreta fase difensiva, che lo hanno reso un giocatore completo e affidabile. In molte partite i suoi strappi e i suoi cambi di ritmo sono stati fondamentali per vincere. L’unico peccato è che questa sembra destinata ad essere la sua prima e unica stagione alla Juventus; stagione comunque da incorniciare, perché lui ha trovato finalmente una sua dimensione e perché ha regalato tanti punti alla propria squadra.

Dybala, 9: la vera rivelazione di questa stagione, se qualcuno fosse stato fin dall’inizio diffidente. Probabilmente i migliori soldi spesi negli ultimi anni dal trio Marotta-Paratici-Nedved. La sua gestione all’inizio è stata perfetta e nonostante alcune difficoltà iniziali si è imposto come uno dei migliori giocatori in Italia e in Europa. È il futuro della Juventus, un giocatore che è stato voluto fortemente e che è voluto approdare a tutti i costi alla Juve per dimostrare il proprio valore. Giocatore di qualità ma non solo; quando ha la palla lui ci si aspetta sempre qualcosa. Il futuro della Juve è roseo soprattutto grazie a lui.

Mandzukic, 8.5: arrivato tra le mille diffidenze dei tifosi, era un giocatore in cerca di riscatto dopo la stagione deludente all’Atletico. La sua avventura non parte bene, fatica ad ingranare e soprattutto a segnare. Ma il mister crede in lui, lo schiera sempre in campo e alla fine lui ripaga la fiducia. Dire che è stato fondamentale è poco, perché quasi tutti i suoi goal sono stati decisivi almeno per portare la propria squadra in vantaggio o al pareggio, se non addirittura alla vittoria finale. Un guerriero, che non esce dal campo soddisfatto se non ha dato tutto e che è importante anche quando non segna.

Morata, 6.5: insieme a Pogba, lo spreco maggiore di questa annata. Per molti mesi non è stato nemmeno l’ombra del giocatore favoloso della passata stagione. Tra problemi personali e concorrenza folta in attacco non è mai riuscito ad esprimersi al massimo, se non contro il Bayern Monaco al ritorno e in parte con goal importanti nella seconda parte di campionato. I tifosi comunque lo amano e c’è la volontà di tutti di rimanere a Torino, anche se il suo destino non dipende da lui.

Zaza, 7.5: tutta la sua stagione si riassume in una frase durante un’esultanza nel derby in Coppa Italia “io sono pazzo”. E in effetti non c’è verità più assoluta. Quando entra o quando gioca si segnala sempre per qualcosa, che siano goal, ammonizioni o espulsioni. Ma questo è lui, prendere o lasciare. D’altro canto non ha mai fatto mancare il suo impegno e soprattutto la sua professionalità. E se al mondo esiste una giustizia divina, il goal scudetto contro il Napoli ne è la dimostrazione migliore.

Allegri, 8.5: il vero protagonista di questa stagione, oltre che di quella passata. Nel bene e nel male, è stato lui il primo colpevole dei pessimi risultati iniziali, così come l’artefice della rimonta finale. Un uomo, prima che un allenatore, che non dice mai una parola fuori posto, che ha saputo ritornare sui suoi passi e rivalutare il proprio lavoro, ascoltando prima di tutto i giocatori. Ha saputo gestire giocatori che chiedevano spazio, inserendoli nei momenti giusti. Le fortune della Juventus sono arrivate in questi due anni soprattutto grazie a lui e il suo rinnovo sarebbe la cosa migliore per quelle future.

Marotta-Paratici-Nedved, 8: le valutazioni di mercato si fanno sempre alla fine. Complessivamente, la società ha saputo costruire una squadra competitiva, nonostante gli addii pesanti, gettando soprattutto le basi per un futuro radioso. È stata costruita una squadra per vincere nei prossimi dieci anni e un successo al primo anno di rinnovamento è un ottimo traguardo. Se la squadra vorrà essere competitiva anche in Europa, senza trascurare l’ambito nazionale, innanzitutto dovranno essere tenuti i pezzi pregiati della rosa, prima di poterla migliorare con altri innesti. Ma i tre dirigenti sapranno sicuramente come agire per continuare questo ciclo di vittorie che dura ormai da cinque anni.

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