Juve che botta! Altro che en plein! | JMania

Juve che botta! Altro che en plein!

Quando qualche giorno fa scrivevo che in definitiva, pur con tutte le sue insicurezze e le sue incongruenze il nostro calcio rischiava di essere l’unico a essere rappresentato da quattro squadre agli ottavi di Champions League, in effetti ci credevo. Anche se il calcio italiano di Champions League esprime tutte le difficoltà organizzative, economiche e …

Alessio Secco

Quando qualche giorno fa scrivevo che in definitiva, pur con tutte le sue insicurezze e le sue incongruenze il nostro calcio rischiava di essere l’unico a essere rappresentato da quattro squadre agli ottavi di Champions League, in effetti ci credevo. Anche se il calcio italiano di Champions League esprime tutte le difficoltà organizzative, economiche e di progetto che vedono le nostre squadre a confronto con quelle di Spagna e Inghilterra. Ma in un girone che vedeva la Juve contro Bordeaux e Bayern mi sono detto si può fare.

E fino alle 20.44 speravo davvero che due ore dopo avremmo potuto festeggiare tre squadre agli ottavi: d’altronde alla Juve bastavano due risultati sue tre, al Milan sarebbe bastata addirittura una sconfittina. Ma siccome quella del conto a priori è una mentalità tutta italiana che spero sempre venga smentita dal campo, ieri in redazione ho sentenziato: “Vincono e passano tutt’e due”.

E invece ci ritroviamo con una squadra annientata, umiliata e rispedita dalla porta principale verso l’uscita di servizio, l’Europa League: e un’altra che a Zurigo ha rischiato di rimediare quanto meno una magra figura.

Passiamo con i resti, con gli scartini (gigantesca Fiorentina a parte).

E sulla sconfitta della Juventus non ci sono davvero alibi né scusanti: ha fatto bene Ferrara a dirlo immediatamente in conferenza stampa. Probabilmente è stata la cosa più giusta che ha fatto ieri, forse l’unica.

Per la Juventus è un danno economico enorme: la squadra era stata cablata per arrivare quanto meno agli ottavi e viene scavalcata dal Bordeaux e dalla versione più opaca del Bayern degli ultimi anni, che ha giocato quasi tutta la stagione senza il suo miglior fuoriclasse (Ribery) e che fino a ieri è stato contestato per la sua pochezza. Peccato che la partita decisiva l’abbiano giocata perfettamente: e qui forse si vede la mano di Van Gaal e non quella di Ferrara.

Perché la squadra che contro l’Inter aveva messo in campo tutto quello che aveva forse non aveva altro da mettere in campo contro i bavaresi, e perché la Juve fin dai primi minuti ha dato l’impressione di una fragilità impressionante, e di una debolezza (anche atletica) preoccupante.

I colleghi dell’Equipe, uno dei migliori giornali sportivi del mondo, il migliore secondo me, oggi davano 2 a Diego e 3 a Felipe Melo.

Attenuanti? Poche, generiche, e poco credibili: gli infortuni a Chiellini e Sissoko. Ma a pesare è stata l’impalpabilità di Del Piero e la scelta di Amauri inizialmente in panchina ammesso che con un centrocampo così in affanno gli potessero arrivare palloni giocabili, e la delusione di un Diego senza alcuna personalità, così come Felipe Melo protagonista nelle statistiche soprattutto per i palloni persi più che per quelli giocati.

La Juve cade, come il Liverpool: ma c’è modo e modo, non puoi pensare di arrivare agli ottavi vincendo solo due volte, e di misura, con il Maccabi Haifa. La delusione è tanta, e la croce cadrà addosso a Ferrara così come cadde addosso ad Ancelotti nella stagione 2000-2001 quando la Juve uscì dalla fase a gironi addirittura quarta, alle spalle di Deportivo, Panathinaikos e Amburgo: lì furono fatali le sconfitte in casa con i tedeschi e quella subita in Grecia. Credo che la dirigenza di una squadra presentata come l’alternativa all’Inter nella lotta per lo scudetto, debba riflettere e prendersi le sue responsabilità. I tifosini che sabato inneggiavano alla squadra e ieri in tribuna chiedevano il ritorno di Moggi li avranno sentiti anche Blanc e soci.

Io mi limito a dire che Diego non l’ho mai visto giocare nella posizione in cui lo fa giocare Ferrara, e me lo ricordavo più forte, e che Felipe Melo dovrebbe valere qualcosa di più sul campo se l’hanno pagato così tanto come sembra. Per il resto la Juve di ieri sera mi è sembrata una squadra in stallo, in balia degli eventi, vittima di chi è preda dei ricordi del passato ma non riesce né a concentrarsi sul presente né tantomeno a pianificare il futuro. Con Ferrara, bravissimo ragazzo ma sicuramente inadeguato a gestire una situazione del genere, a fare da parafulmine tra errori e qualche improvvisazione.

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Di Stefano Benzi

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