"Giochiamo Ancora", il nuovo libro di Del Piero da ieri nelle librerie | JMania

“Giochiamo Ancora”, il nuovo libro di Del Piero da ieri nelle librerie

“Giochiamo Ancora”, il nuovo libro di Del Piero da ieri nelle librerie

E’ da ieri nelle librerie il nuovo libro di Alessandro Del Piero dal titolo “Giochiamo ancora”. Un volume di riflessivo e non la solita autobiografia, nel corso del quale Alex riporta appunti vita dall’infanzia ad oggi, quando dopo 20 anni di Juventus si appresta a lasciare i colori amati da sempre. Dieci capitoli in tutto, …

E’ da ieri nelle librerie il nuovo libro di Alessandro Del Piero dal titolo “Giochiamo ancora”. Un volume di riflessivo e non la solita autobiografia, nel corso del quale Alex riporta appunti vita dall’infanzia ad oggi, quando dopo 20 anni di Juventus si appresta a lasciare i colori amati da sempre. Dieci capitoli in tutto, il suo numero, ciascuno dei quali è dedicato ad un argomento: il talento, la passione, l’amicizia, la resistenza, la lealtà, la bellezza, lo spirito di squadra, il sacrificio, lo stile, la sfida. Il finale è purtroppo scontato: dopo oltre 700 partite con la Juve e oltre 20 record storici frantumati, a 38 anni Alex andrà a chiudere la carriera altrove per arrivare a quel fatidico traguardo dei 40 anni con le scarpette ai piedi.

Nel libro non ci saranno aneddoti sconvolgenti, come quelli narrati ad esempio da Ibrahimovic nel suo libro, ma riflessivo talvolta molto intime e allo stesso tempo prive di rancore verso chicchessia. A Del Piero è stato riservato un po’ lo stesso trattamento riservato a Nedved un paio di stagioni fa (non è un caso che prima di convincere Pavel a entrare in società ce ne sia voluto, e una volta entrato vi era uscito dopo pochi mesi per poi fare marcia indietro), non gli è stato consentito di chiudere con la Juve, cosa che ad esempio sarà consentita a Buffon. “Gigi? Deciderà lui fino a quando indossare la maglia della Juve. Del Piero? Se n’è parlato già troppo, Agnelli è stato chiaro a ottobre”, le parole di Marotta che pesano come macigni su Del Piero, che ha fatto comunque il capitano (e lo farà fino al 20 maggio) con il massimo della professionalità. Tanto si sa, i Marotta passeranno, i Del Piero no, perché prima di rivederne un altro del suo calibro – dentro e fuori dal campo – potrebbero passare diversi decenni.

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