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Era ora ragazzi!

Più che le tre vittorie e i due pareggi, più che il riacquistato quarto posto, più che l’infermeria svuotata mi piace vedere di questa Juve il ritorno all’orgoglio. Non sono attaccato al risultato a tutti i costi: perdere fa parte della vita, anche se sei la Juve e schieri campioni del calibro di Buffon e …

SERIEA F.C Juventus vs F.C. BolognaPiù che le tre vittorie e i due pareggi, più che il riacquistato quarto posto, più che l’infermeria svuotata mi piace vedere di questa Juve il ritorno all’orgoglio.
Non sono attaccato al risultato a tutti i costi: perdere fa parte della vita, anche se sei la Juve e schieri campioni del calibro di Buffon e Del Piero.
Però, dicevano i latini, est modus in rebus – c’è modo e modo!
Mi ero abituato a vedere una squadra remissiva e incapace di uscire dalla propria metà campo, disordinata, che cercava(!) di sfondare solo per vie centrali e finiva sempre per incartarsi senza mai arrivare al tiro.
Per questo, oggi, più che le vittorie, mi piace vedere che arriviamo davanti alla porta avversaria, pericolosamente, facendo male.
Il ritorno al gol di Diego contro il Bologna e di Amauri nelle due gare precedenti sono la logica conseguenza del nuovo metodo acquisito con Zaccheroni.
Non possiamo pensare che la carica agonistica dei campioni della Juve fosse scemata nel corso di questi mesi ma decisamente sembravano a corto di idee: si affannavano senza metodo e senza costrutto.
Gli assist di Del Piero, le percussioni di Diego, i cross di Càceres nascono dal rinnovamento e dall’ordine tattico portati dal nuovo allenatore.
Non si può non ringraziare Ciro Ferrara per aver preso in mano la squadra in un brutto momento, anche se sembrano profetiche, oggi, le parole di un amaro Ranieri quando disse della sua ex-squadra che si sarebbe qualificata per la Champions anche senza allenatore.
Ma se l’esperienza di Ferrara poteva ritenersi chiusa già il giorno dell’Immacolata, dopo l’eliminazione dalla Champions, perché si sono aspettati ancora quasi due mesi prima dell’inevitabile cambio di panchina?
Complimenti a Zac, allora, e al ritorno della Juve ai tiri in porta.
Fa piacere che Bettega dica di Zac che sarebbe contento se il tecnico mettesse in difficoltà la società al momento di scegliere il nuovo allenatore.
Che si prenda in considerazione la sua figura sembra un gesto doppiamente onesto: verso di lui e verso i tifosi che non meritano di essere illusi con nomi tanto roboanti quanto illusori.
Non crediamo che l’anno prossimo sulla panchina bianconera siederà Benitez, mentre Hiddink ha già scelto diversamente.
Non prendiamoci in giro, allora, riconosciamo a Zac i suoi meriti e, piuttosto che affidare la squadra a un qualsiasi Carneade, valutiamo anche la riconferma del tecnico romagnolo.

Di Luca Falvo

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